martedì, 6 Giugno 2023
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L’informazione che ci viene offerta dai media è davvero libera?

È da un po’ di tempo che, non seguo con la stessa attenzione i telegiornali nazionali. Ho perso quello che, si può chiamare attenzione alle notizie diramate via etere.

Prima seguivo ben tre telegiornali al giorno, il primo il tg3 nazionale delle 19:00, poi il tg3 regionale delle 19:30, ed infine il tg della 7 delle 20:00.

Il perché seguivo due tg nazionali è presto detto, volevo confrontare le stesse notizie date da ciascuna emittente e, diciamo che le differenze si notavano, ma era cosa di poco, magari accadeva che qualche notizia minore non venisse data sull’uno o sull’altro Tg, per questioni di inviati e/o di spazio nelle notizie da dare. Adesso queste differenze si notano e come. Cosa è successo nel frattempo? Ero io che non le notavo perché mi stava bene così o veramente le differenze erano poche?

Non lo so dire con certezza, fatto sta che i cari colleghi giornalisti che vanno in video, adesso mi sembrano che leggano solamente quello che gli passa la redazione o chi per loro, senza che loro ci mettano più un leggero zampino. Qualcuno mi dirà, sei sicuro che non sia cambiato nulla? Perché prima non era pure così?

Può darsi, però notavo che le notizie che davano erano bene o male veritiere, certo l’occhio vigile della politica di parte è chiaro che ha sempre influenzato il modo di raccontare gli eventi accaduti.

I due telegiornali che ho citato, non possono essere paragonati a quelli trasmessi dalle altre reti televisive, sia private che pubbliche. Lo sappiamo, non c’è bisogno di nascondersi dietro un dito, certi Tg sono di parte in maniera molto evidente.

Non parliamo poi delle trasmissioni di approfondimento, quelle non le vedo da tempo, il conduttore ti porta sempre dove vuole lui e gli inviti sono centellinati ad hoc se non addirittura imposti.

E dei giornali ovvero della carta stampata, ne vogliamo parlare? Prima di andare in pensione, per il lavoro che svolgevo, di prima mattina consultavo ben 7 quotidiani, tre settimanali più le riviste del settore, in quanto in due svolgevamo il mestiere di giornalista, ed eravamo autorizzati a passare parte della giornata a leggere i quotidiani etc. Questa lettura mi serviva per stilare la rassegna stampa giornaliera da fare leggere sia ai vertici aziendali sia ai colleghi interessati. Menticavo, consultavamo anche i giornali on-line.

Che sensazione mi dava sfogliare quelle pagine cartacee? Sentire nelle mani quella ruvidezza della carta stampata, e poi che dire dell’odore che quella carta emanava. Non aveva importanza se con certi giornali ti sporcavi i polpastrelli, erano delle sensazioni favolose che li può capire chi come me ama il proprio mestiere.

Ho sempre preferito la carta stampata a quella pubblicata online. Quella online non mi dava la stessa sensazione di quella stampata, in quanto troppa anonima. Maneggiare la carta stampata era come toccare una cosa viva, lo schermo non ti darà mai questa sensazione.

Dopo questo lunga premessa, torniamo all’ argomento della trattazione, “le notizie”, ebbene oramai non mi fido più di quello che dicono i vari conduttori televisivi, infatti non vedo più i telegiornali con la stessa frequenza di prima e se li vedo, lo faccio con distrazione.

Non voglio più essere preso per i fondelli e poi oramai le notizie nel bene e nel male via web vengono date quasi in tempo reale. I telegiornali le danno dopo qualche ora, i giornali cartacei addirittura l’indomani.

Certo i telegiornali danno le notizie in breve, poi magari le trasmissioni di approfondimento e quelle di inchiesta ne parlano in maniera più dettagliata e approfondita.

I giornali hanno dalla loro che, se anche parlano delle notizie del giorno prima, lo fanno in maniera più particolareggiata ed oramai anche le testate giornalistiche hanno ciascuna il loro sito web che viene costantemente aggiornato.

Questo cosa ha comportato che, oramai i giornali cartacei sono ridotti al lumicino infatti molte testate riducono drasticamente il numero dei collaboratori o cosa ancora peggiore si servono di collaboratori pagati al pezzo con dei compensi ridicoli. Purtroppo prima o dopo la carta stampata è destinata a scomparire, spero il più tardi possibile.

Che c’è da dire cari lettori, oramai non mi appassiono più nel sentire le notizie che vengono date sia via etere e quelle via web, hanno bisogno di un reale riscontro. Infatti, spesso, per via della corsa ad essere il primo a pubblicare una notizia, non vengono ben verificati i fatti o le fonti. Troppe incongruenze, troppi proclami, troppo baccano, troppo di troppo di tutto, in negativo purtroppo.

Sono molto sfiduciato, non credo più in quello che ci propinano ogni giorno: per primo dai politici, seguiti poi da alcuni organi di informazione. Tutti ci illudono che siamo in democrazia, falsa illusione siamo burattini in mano a dei burattinai che ci manovrano a loro piacimento.

Chi sono questi burattinai? Vi starete chiedendo. Naturalmente i poteri forti, che ci fanno fare e sapere quello che vogliono loro, ci illudono che siamo liberi di decidere. Ma decidere cosa? Niente, il nulla possiamo decidere, siamo schiavi di quella che definiscono la società moderna. Poi non parliamo delle condizioni degli abitanti di quei paesi cosiddetti sottosviluppati, dove la popolazione non mette insieme il pranzo con la cena. Troppa povertà. I ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri.

Ultima riflessione, cari lettori lo sapete che posto occupa l’Italia tra le nazioni per libertà di stampa? Il 58° posto.

Lo scorso anno il World Press Freedom Index (Indice mondiale della libertà di stampa) redatto da “Reporter Senza Frontiere (RSF)” (organizzazione non governativa e no-profit che promuove e difende la libertà di informazione e la libertà di stampa), ha pubblicato la classifica annuale che valuta lo stato del giornalismo e il suo grado di libertà in 180 paesi del mondo. Il nostro paese occupa attualmente la 58esima posizione, perdendo 17 posti rispetto al 2021 e al 2020 (quando invece era stabile alla 41esima posizione). L’Italia è stata superata anche da Gambia e Suriname, pensate un po’.

Quindi cari lettori, se ce ne fosse bisogno, qualcuno di noi ha qualche dubbio di cosa l’informazione ci propina?

È tutta colpa dei giornalisti? Assolutamente no, non mi sento di condannare chi pur di campare, della serie “tengo famiglia”, si cala al volere dei manovratori, alcuni lo fanno consapevolmente, altri poverini appunto per poter campare, visto la carenza di posti nel mondo giornalistico.

Eppure ci sono tanti esempi di giornalisti che per le loro indagini, le loro interviste e i loro articoli, non ci hanno pensato due volte a rischiare la pelle. Tanti infatti, la pelle ce l’hanno rimessa sul serio. Chi non si ricorda della Cutuli, di Fava, di De Mauro, di Impastato, di Spampinato, di Francese, di Pecorelli, di Rostagno e di tantissimi altri. Poi non parliamo dei tanti giornalisti stranieri uccisi. Che sia un mestiere che dia fastidio a molti potenti, a molti politici, alla malavita, etc. questo si sa.

Concludendo, devo ammettere a denti stretti che l’informazione fuorviante regna sovrana, mi ricordo che ai tempi di quando frequentavo le scuole superiori e l’università, alcuni studenti e alcuni professori impegnati politicamente avevano adottato la cosiddetta “controinformazione” arte nobile di diffondere la verità. Poi costoro furono denigrati e a poco a poco scomparvero.

Le notizie vengono manipolate a piacimento di chi ne trae vantaggio.

Che fare?

Sinceramente non lo so. Spero solamente che i nostri figli, i nostri nipoti servendosi delle moderne tecnologie sbugiardino chi ci vuole propinare la propria “falsa verità”.

Purtroppo e anche vero che oramai i social, che dovrebbero aiutarci in questo senso, sono un centro di notizie inverosimili, notizie false e manipolate ad hoc da chi si diverte a diffondere notizie false per puro sadismo, non riuscendo a capire che così può causare danni irreparabili a quelle persone facilmente impressionabili.

Uomo quando lo capirai che il vivere civile implica che ti devi comportare come il cosiddetto “Pater familias” tanto decantato degli antichi latini.

Che vi devo dire cari lettori: “Speriamo bene“!

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