giovedì, 25 Luglio 2024
spot_img
Homeevidenza''Io... Rosalia e altri cunti'': le tradizioni popolari, la poesia e la...

”Io… Rosalia e altri cunti”: le tradizioni popolari, la poesia e la lingua siciliana narrate da Serena Lao

Nella sua ultima opera letteraria “Io… Rosalia e altri cunti“, la scrittrice, cantastorie, attrice, poetessa e cantautrice palermitana Serena Lao prende il lettore “per mano” e lo accompagna in un “viaggio” sublime tra l’immagine e la nostalgia di una Palermo che fu con le tradizioni popolari di allora e di oggi, e lo fa, integralmente in prosa e in rima, con un’assoluta fedeltà alla lingua siciliana. Ma, nei versi della Lao, questo “viaggio” non avviene soltanto attraverso la lingua siciliana, poichè, l’Autrice, tiene anche ad evidenziare il valore storico e la bellezza del dialetto palermitano, o meglio, dei dialetti, visto che ogni quartiere cittadino ha anche le sue specificità.

I ricordi di Serena Lao prendono corpo insieme alle sue emozioni ed anche alla sua fantasia, sempre originale ed avvincente, e così, su queste “note”, possiamo leggere la storia di Rosalia, la nostra amata Santuzza, in “Io Rosalia” e “Scinnìu n’àutra vota Rusulìa“, o quella di un altro grande Santo, San Francesco, in “Francesco una follia d’amore“, e poi di Gesù: in “E venne al mondo il Salvatore” dove andiamo ancora più indietro nel tempo e riviviamo la purezza della figura di Maria, proseguendo poi col suo travagliato cammino con “Giuseppi” che si conclude con la nascita del “Redenturi”, nella gioia del giorno del Natale simbolo anche di grande speranza.

Tra le storie narrate, c’è anche quella di Pinocchio in “Un pupo vero“: è come ripercorrere le scene del film di Comencini ma in contesto diverso, quello nostro, tra i versi e le battute dei personaggi in lingua siciliana e poi la straordinaria similitudine con la tradizione e la magia dell’opera dei pupi.

Tra grande affetto e nostalgia, Serena Lao non poteva non dedicare un capitolo alla sua Ballarò, il quartiere dove è nata e cresciuta, il titolo è “Luntanu (Baddarò Baddarò): è come rivivere le vie e il mercato di allora, sentire le voci e conoscere di persona i personaggi di cui l’Autrice ci “cunta” la storia e, tra questi, c’è il famoso Sulinu, u scimunitu, e Jachinu a cui la Lao dedica il capitolo “Quantu vuci – Racconto palermitano“.

In questi testi, che l’Autrice ha messo nero su bianco in circa venti anni, troviamo anche musiche e brani recitati che abbracciano perfettamente l’arte teatrale e lo spettacolo, poichè, “Io… Rosalia e altri cunti” nasce proprio come un’operina musico teatrale.

presentazione io rosalia e altri cunti
presentazione io rosalia e altri cunti

Il libro è edito Fondazione Thule Cultura e vanta la prefazione di Ignazio E. Buttitta, una dedica dell’editore Tommaso Romano e, in quarta di copertina, è riportato un ritratto di Serena Lao realizzato da Giovanni Messina. Io… Rosalia è stato presentato due volte a Palermo: nel settembre 2023 in un gremito Oratorio di San Lorenzo con un pattern di ospiti prestigiosi, e lo scorso maggio alla Biblioteca di Villa Trabia nell’ambito della manifestazione “Il maggio dei libri” ottenendo, anche in questa occasione, grande affetto e coinvolgimento dei partecipanti.

serena lao - presentazione villa trabia
serena lao – presentazione villa trabia

“Artisticamente nasco come cantautrice e cantastorie – spiega nella sua opera Serena Lao – oggi, se dovessi autodefinirmi, mi definirei raccontatrice. Mi piace narrare storie che mi conquistano e stimolano la mia immaginazione”. Poi, aggiunge: “Ciascuno di questi testi sono parte di me e io di loro. Ve li affido, sperando che da essi possiate trarre positive e benevole percezioni”. Direi, per concludere, che la speranza della Lao, leggendo questo libro, è più che soddisfatta: le emozioni che lei sente e narra, al lettore arrivano, tra i ricordi nostalgici di tempi oramai andati o tra le storie dei Santi e dei personaggi. Questa narrazione, insomma, ci conduce in un sogno reale e ci regala anche un grandissimo insegnamento, ovvero quello del valore inestimabile e dell’uso corretto della lingua siciliana e del nostro dialetto che è stato, è, e dovrebbe rimanere per sempre un grande patrimonio, da non dimenticare, e da tramandare. E questo Serena Lao lo fa a tutti noi attraverso le sue opere.

CORRELATI

Ultimi inseriti