Il Cirneco: il nostro monumento storico culturale non solo siciliano

In un precedente articolo (Cirneco dell’Etna la sua storia millenaria) abbiamo parlato di questa meravigliosa razza che trovò nella nostra Isola l’ambiente ideale per svilupparsi e mantenersi fino ai giorni nostri. Ritorniamo sul Cirneco e lo spunto mi viene dato dal Raduno delle Razze Italiane inserito in un ambito più ampio che è stato quello della Esposizione Internazionale di Firenze e l’Esposizione Nazionale di Poggibonsi, eventi organizzati congiuntamente ad Arezzo dal Gruppo Cinofilo Fiorentino, capitanato dalla vulcanica Serena Donnini, e dal Gruppo Cinofilo di Poggibonsi, Presidente Riccardo Soderi.

Un plauso a tutti i Consiglieri dei due Gruppi che prima, durante e dopo hanno collaborato alla perfetta riuscita dell’intera manifestazione. Ma andiamo al nostro Cirneco. Ben ventidue soggetti iscritti a catalogo su circa 350 iscritti dell’intero Raduno dedicato esclusivamente alle Razze Italiane (oltre al Cirneco sono Razze Italiane il Pastore Maremmano-Abruzzese, il Pastore Bergamasco, il Mastino Napoletano, il Cane Corso, il Volpino Italiano, i Segugi Italiani (a pelo raso e a pelo forte), il Segugio Maremmano, il Segugio dell’Appennino, il Bracco Italiano, lo Spinone Italiano, il Lagotto Romagnolo, il Bolognese, il Maltese, il Piccolo Levriero Italiano.

Trofeo “Franco Tellini”
Trofeo “Franco Tellini”

Il Raduno del Cirneco ha visto l’assegnazione di un Trofeo “Franco Tellini”, appassionato cirnecofilo, prematuramente scomparso. Il trofeo è opera del Maestro Antonino Cuffari.

Al Best in Show il Cirneco ha ottenuto il secondo posto dietro al Maltese. Lo Spinone Italiano al terzo posto.

Una indimenticabile giornata trascorsa con amici, vecchi e nuovi, che come ha sottolineato per la S.A.C.E. Domenico Tricomi gli appassionati devono avere a cuore la nostra bella razza siciliana e il suo benessere..

Il ricordo di Franco Tellini a cura di Giuseppe Palazzolo (allevamento dei Vignazzi)

In Cinofilia, la passione porta sempre più spesso  amatori a migliaia di chilometri da casa, li accomuna rendendoli solitamente più affini, e a volte più solidali e intimamente connessi tra di loro. La passione è sempre l’alchimia più straordinaria in qualunque azione umana. È  capitato ancora e capiterà sempre. Come al Raduno delle Razze Italiane di Arezzo, lo scorso sabato 21 settembre, dove 22 Cirnechi dell’Etna e i loro proprietari si sono trovati per ricordare Franco Tellini, un grande cinofilo e amatore del Cirneco,  recentemente scomparso prematuramente. Franco è stato protagonista nell’ultimo ventennio di un lavoro di selezione del suo “tipo” assai meticolosa, rigida, decisamente moderna e al passo dei tempi. A lui va il pensiero nel trovare la sua genealogia in molti dei Cirnechi di oggi, a Tellini è andato il compito di apportare peculiarità morfologiche e soprattutto caratteriali a quanto da decenni era divenuto statico, totale, persino assoluto e inevitabile. Dal 1999, quando prese Tyndaris Betty da Giovanni La Scala (cagnetta di matrice Gelso Bianco), il suo “cogliere” con umiltà e grande riflessione le qualità del Cirneco ha dato alla luce soggetti come la pluricampionessa Zoe, passando per Rocco, uno dei razzatori più titolati tra i Cirnechi di oggi, e padre di altri proclamati soggetti come Giulio e Ziggy, vincitore al Raduno aretino del Primo “Memorial Franco Tellini”. La selezione non è e non può essere una scienza esatta, ma guidata da una Passione sana, viscerale e senza troppi compromessi può dare grandi e buoni frutti. Ed è per questo che Franco Tellini rimarrà una bellissima storia per il Cirneco e la Cinofilia tutta. Ciao Franco.

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