Il Cirneco ai tempi dei social

CIRNECO IN FINLANDIA ALL DEI VIGNAZZI
CIRNECO IN FINLANDIA ALL DEI VIGNAZZI

Riceviamo e pubblichiamo un contributo del nostro lettore Giuseppe Palazzolo

Ci sono storie che in barba al fanatico pessimismo contemporaneo trovano una sorta di effervescente entusiasmo. La Cinofilia spesso affonda le proprie radici sul primo terreno per poi rinvigorirsi con il secondo. E allora la Cinofilia diventa una buona storia. Bella da raccontare.

Accade che due amici si danno appuntamento dopo mesi di silenzio. Poi si aggiunge un altro amico, e poi un altro ancora. Quando in quel martedì di ottobre sono appena in quattro, i nostri attori decidono che per una domenica quasi estiva come quella in arrivo, si poteva allargare l’invito alla platea dei social. E nasce un post.

Così tra le 11 e le 12 di quella domenica di ottobre, al Politeama di Palermo, si ritrovano più di un centinaio di curiosi a scoprire una ventina di Cirnechi dell’Etna. Fine della storia. I Cirnechi dell’Etna: i protagonisti dell’improvviso, dell’estemporaneo, di quello che si trova e poi sparisce, e che per questo rappresentano un insolito “flash mob”. 

La curiosità è davvero tanta, di fatto un Cirneco da solo in una via è solo un cane. Ma di  domenica mattina, in via Ruggero Settimo, a Palermo, in mezzo a tanta gente vestita tutt’a lucido, 20 Cirnechi insieme diventano “una razza”. 

Il numerico è allora espressione reale e concreto di ciò che agli occhi dell’imprevisto è, e  che diventa ciò che vuole rappresentare. Il Cirneco dell’Etna, una razza che persino in Sicilia pochi conoscono, sebbene a casa sua, si ritrova per un breve e imprecisato lasso di tempo ammirata e familiare. Perch’è così che dovrebbe manifestarsi l’ignaro per diventare consapevole.

La manifestazione di una razza con così pochi soggetti iscritti al Libro Genealogico  dovrebbe oggi rappresentare una sfida più impegnata, coordinata e concreta. E ben oltre i social naturalmente.

E’ vero che negli ultimi cinquant’anni grazie a pochissimi allevatori e appassionati, e soprattutto ai cacciatori, si possono oggi contare almeno questo centinaio di soggetti. E a ben vedere, questo centinaio, da questo punto di vista, come superstite e sopravvissuto drappello di millenaria storia è anche ‘troppo’. Perchè talvolta non si capisce bene cosa se ne voglia fare.

Ma poi in Sicilia pochi cacciatori hanno ripreso negli ultimi due/tre anni ad impiegare il Cirneco per quello che ormai è una vera e propria “Caccia sportiva”, dove la parola “Ausiliare” è stata sostituita da “Binomio”, e dove l’evento è la cercata e il trovato, piuttosto che lo scovo con abbattimento. Il selvatico è così rispettato e salvaguardato in quanto  parte viva e protagonista della poesia che anima la performance sportiva del Binomio. 

Contemporaneamente, e con eccellenti e prolifici punti di sinergia, alcuni allevatori insieme agli “sportivi” selezionano le doti caratteriali da affiancare a quelle morfologiche preesistenti; doti che certamente arricchiscono il patrimonio genetico di cani da lavoro per caccia sportiva, ma che non disdegnano doti atletiche e mentali per affrontare discipline non ufficiali come agility, trial, obedience, fly ball, pet terapy e moltissimo altro ancora possa nascere di buono per rafforzare il Binomio Cirnecofilo/Cirneco.

Se non ci fossero stati i social probabilmente tutto questo non si sarebbe verificato. Molti attori del Cirneco non si sarebbero “likeizzati”, “aggiunti”, “messangerati” e finalmente conosciuti per guardarsi i cani davanti ad un aperitivo o ad un rovo. Perchè dopo quello hanno fatto anche cucciolate, e ottenuto l’iscrizione al Registro Supplementare dei Riconosciuti. Insomma, dato ai contemporanei nuovo sangue. Sangue vivo.

Se non ci fossero stati i social, un Cirneco di nome Crispi (omissis dell’autore) non avrebbe posato per un set fotografico di una fanta-pubblicità registrando oltre un milione e mezzo di visualizzazioni Youtube, e presentando al pubblico youtuber un’intelligenza estremamente raffinata e intrigante. Se non scegliere di volere un compagno di vita proprio come quello: bello, arguto e, con ogni probabilità, assai longevo. Scegliere un Cirneco.

E’ per tutto ciò, e per molto altro ancora, che di domeniche socials come quelle del Politeama, dovrebbero nascerne ovunque e senza troppi Mechanè. Esse con la loro spontaneità riescono a tracciare straordinarie impalcature per la comunicazione di una razza. 

Perchè se è vero che tutti i “glocal” parlano di tutela, ma di fatto conservano nascondendo e dimenticando; o ancor peggio di promozione, come se solo di prodotti da vendere si disponesse; oggi la comunicazione è il fattore che di questa o quella razza può diffondere  conoscenza, apprezzamento, disincanto, accettazione e in questo specifico caso tantissima simpatia.

Virtù quest’ultima colta a pieno dai bambini palermitani che in quella domenica di ottobre hanno conosciuto, accarezzato, giocato e condotto i nostri Cirnechi per il cuore di una Palermo particolarmente bella e assolata come fosse di festa. 

Il senso del “Cirneco al tempo dei Socials” è questo e altro. La voracità di bellezza, di eleganza e sobrietà che tanto oggi va ricercata trova una nuova possibile storia da scrivere per la più antica fra le 16 Razze Italiane, quella meno manifesta, ma forse oggi più social di tutte quante.

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