I vandali imbrattano la linea 1 tram e si firmano – Retake Palermo lancia un appello all’autore

Palermo, 01.02.2016 – Che l’impegno e il riscatto sociale non siano ben accetti da una parte della popolazione palermitana è risaputo. Nonostante Palermo sia stata selezionata come Capitale della Cultura 2018, numerose sono le persone che non si adeguano a quella che, negli anni, si è evoluta in una città di cultura e pronta alla ricoperta delle antiche arti ormai dimenticate. Piramidi di immondizia, illuminazione assente in alcune parti della città a causa del furto di rame, episodi di violenza sui medici delle strutture ospedaliere, tram e autobus in manutenzione per la sostituzione dei vetri a causa del lancio di pietre sono solo alcune delle scene a cui abbiamo assistito sin dall’inizio del 2017.

Tra queste tristi parentesi, però, c’è chi invece non ha intenzione di abbandonare Palermo e di dedicarsi alla salvaguardia di quelle che sono strutture destinate all’uso di tutti i cittadini.

Retake Palermo è nata proprio per ripristinare lo stato iniziale degli edifici di rilevanza storica, strutture o monumenti vandalizzati e lasciati all’incuria: “Retake Palermo è l’evoluzione giuridica, sociale ed organizzativa del movimento spontaneo #Tramiamociviltà. – racconta al GCPress Marco D’Amico, presidente dell’associazione – Quando un paio di anni fa ci ritrovammo con un gruppo di amici a ripulire la prima fermata del tram non immaginavamo che tanti altri palermitani, fino a quel momento “timidi” avessero i nostri stessi intenti e volessero aggregarsi a noi”.

Lo scopo generale di chi opera azioni di retake è quello di riappropriarsi di un bene comune e, allo stesso tempo, sensibilizzare i cittadini che molto spesso assistono senza denunciare. Appena una settimana dopo l’inizio della pulizia delle fermate della linea 1 da parte dei volontari, Retake Palermo venne minacciata dallo stesso writer che imbratta di continuo le fermate tram. Retake accura è il messaggio che spiazzò i ragazzi che pulivano la fermata Missori di Viale Amedeo D’Aosta.

In questi giorni è comparso un nuovo chiaro e intangibile segno lungo le mura di una delle strutture realizzate durante la costruzione della linea tranviaria. Recandosi infatti nei pressi del ponte bimodale edificato per consentire il passaggio del tram e delle auto, è possibile scorgere la scritta “La mia zona” con il simbolo dell’autore.  “Più che una minaccia ci è sembrato un volere marcare il territorio come fanno gli animali con i propri escrementi, evidentemente siamo entrati in un territorio dove diamo fastidio – commenta Marco D’Amico – A novembre scorso, a seguito dell’ennesimo atto vandalico compiuto dai soliti “non visti da nessuno” al palchetto della musica a piazza Castelnuovo, Retake Palermo ha presentato una denuncia al Nucleo Tutela Patrimonio Artistico della Polizia Municipale, fornendo nomi e cognomi dei probabili autori che avevano firmato la loro opera e che giornalmente bivaccano attorno al Politeama. Purtroppo non c’è stato alcun seguito e la piazza continua ad essere imbrattata giornalmente. Detto questo non possiamo certo pretendere che Palermo sia presidiata continuamente dalle forze dell’ordine e che ogni palermitano sia controllato da un poliziotto”.

L’amministrazione ha aumentato i controlli nei quartieri e nelle borgate ad alta densità popolare, spesso però capita che i vandali effettuino delle vere e proprie ronde notturne passando così inosservati e rendendo questi sforzi inutili.

“La richiesta d’aiuto più grande la rivolgiamo ai nostri concittadini: il senso civico deve essere parte di ognuno di noi – conclude D’Amico –  Il cambiamento deve essere voluto in primis dai cittadini. Non possiamo e non vogliamo credere che a qualcuno faccia piacere, per esempio, aspettare il tram ad una fermata imbrattata, su una panchina su cui sono state attaccate decine di chewing-gum, su una banchina piena di cartacce. Infine vorremmo anche lanciare un appello all’autore della scritta ‘La mia zona’: caro Pit, quella non è zona tua, è Palermo che è di tutti e di ognuno di noi. Se vuoi esprimere la tua arte e metterla a disposizione di tutti incontriamoci e parliamone, del resto la street art è una cosa bellissima se fatta alla luce del sole e in spazi appositamente dedicati”.

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