“The Imitation Game” : La vera storia di Alan Turing

Esistono film senza i quali un pezzo di storia rimarrebbe a noi sconosciuto, e “The Imitation Game” è uno di questi.

Interpretato da Benedict Cumberbatch, Alan Turing è un brillante matematico ed ottimo crittografo che nell’inverno del 1952, a Manchester, viene arrestato con l’accusa di atti osceni. Quella che verrà fuori dall’interrogatorio messo in atto dalla polizia, è una delle storie più importanti della sua vita e di quella di tutta l’umanità durante la Seconda Guerra Mondiale. Grazie alle sue capacità, infatti, Turing, insieme ad un gruppo formato dai crittografi più brillanti dell’Inghilterra, viene assunto per decifrare il codice Enigma, attraverso il quale i nazisti mandavano messaggi sui futuri attacchi in tutte le parti dell’Europa e non solo. Il film si muove tra il presente, l’adolescenza e l’esperienza di Enigma del protagonista, un uomo che, a causa della sua omosessualità, verrà dimenticato dalla storia per essere poi riconosciuto come personalità di grande importanza solo 55 anni dal suo suicidio, il 10 settembre del 2009.

Accompagnato da Keira Knightley e Matthew Gooode, Benedict Cumberbatch interpreta Turing in modo eccellente, portando in scena un personaggio, enigmatico, solo ma geniale, un uomo che, per chi non lo sapesse, è stato il padre dell’odierno computer e che ha permesso agli alleati di vincere la guerra, salvando milioni di vite umane.

Il film deve essere, quindi, visto assolutamente affinché tutti sappiano che, negli anni ’40, ci fu un uomo che, con la sua mente – messa poi a tacere solamente per la sua omosessualità, con tanto di castrazione chimica che lo portò al suicidio nel 1954, a soli 41 anni – salvò un’intera Europa dall’avanzata tedesca tenendo tutto nascosto al mondo che lo circondava.

« Per quelli fra noi che sono nati dopo il 1945, in un’Europa unita, democratica e in pace, è difficile immaginare che il nostro continente fu un tempo teatro del momento più buio dell’umanità. È difficile credere che in tempi ancora alla portata della memoria di chi è ancora vivo oggi, la gente potesse essere così consumata dall’odio – dall’antisemitismo, dall’omofobia, dalla xenofobia e da altri pregiudizi assassini – da far sì che le camere a gas e i crematori diventassero parte del paesaggio europeo tanto quanto le gallerie d’arte e le università e le sale da concerto che avevano contraddistinto la civiltà europea per secoli. […] Così, per conto del governo britannico, e di tutti coloro che vivono liberi grazie al lavoro di Alan, sono orgoglioso di dire: ci dispiace, avresti meritato di meglio. »

Gordon Brown, 10 Settembre 2009.

 

 

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