venerdì, 24 Maggio 2024
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Tenera è “la notte” in compagnia di un libro: il primo contributo di una nostra lettrice su Letter@rea.

“La cosa più superba è la notte, quando cadono gli ultimi spaventi e l’anima si getta all’avventura”, così la poetessa Alda Merini, in “Superba è la notte(Einaudi, collezioni di poesie, anno 2000), fotografa un particolare momento del nostro quotidiano. E questo preciso momento, la notte – per certi versi oscura e per altri piena di vita creativa –, viene ripreso da una nostra prima lettrice, Paola Iannarilli di Frosinone, che ringrazio. Eccovi di seguito la “sua personale” visione su un libro, per poco tempo (forse) sul suo comodino prima di sognare. (Tommaso Gambino)

Alberto Spadolini – Danzatore, pittore, agente segreto” di Paola Iannarilli

La notte è il momento migliore per leggere, almeno per me. È una specie di rituale, aspetto che sulla casa scenda il silenzio e -solo allora- scelgo il libro per un cammino suggestivo fino ad essere sopraffatta dal sonno. Spesso però abbandono la lettura dopo una manciata di pagine, se non si instaura l’empatia con le parole che sto leggendo, mi fermo. Un tempo non accadeva mai, iniziavo un libro per finirlo. Con lo stesso spirito ho iniziato la lettura della biografia romanzata di un artista eclettico, praticamente sconosciuto in Italia, “Alberto Spadolini – Danzatore, pittore, agente segreto” di Ignazio Gori (Castelvecchi Editore, 2015). L’autore ha ricostruito la vita di Spadolini partendo da pochissime testimonianze; scontrandosi con la non collaborazione e riluttanza di molte persone, fra cui la stessa famiglia dell’artista. Come scrive l’autore del libro: “la ricostruzione della vita di Alberto Spadolini deve essere letta e interpretata in senso frammentario … fiabesco”. Fatte queste premesse, nonostante tutto, Ignazio Gori mi ha incuriosito e a mio parere ha magistralmente descritto la vivacità artistica di un uomo che non ha mai seguito studi formali, ma che ha avuto grandissimo successo come fosse un Forrest Gump delle Arti. Da Ancona, dove nacque, sì trasferì a Roma e poi Parigi, Montecarlo fino a sbarcare in America trionfando a Boston, Los Angeles e New York. I suoi “amici” erano Pablo Picasso, Jean Cocteau, Gabriele D’Annunzio, Anton Giulio Bragaglia ed ebbe anche un’inconsueta frequentazione con Padre Pio. Le parole che ritraggono questo personaggio, protagonista della scena artistica degli anni ’30, le ho trovate magiche e ho avuto la sensazione di leggere un sogno. Alberto Spadolini, detto Spadò, attraverso la penna di Ignazio Gori è diventato, a mio modo di vedere, il

Ignazio Gori
Ignazio Gori

protagonista di un romanzo biografico moderno e affascinante, che si è fatto leggere tutto d’un fiato, prima d’aprire le porte al mio sonno.

Ignazio Gori nasce a Frosinone nel 1981. Narratore e poeta, si occupa di traduzioni e sceneggiature. Ha pubblicato i romanzi: Solitudine di Sebastian Kroll (Edizioni Croce, 2011) e Lupi e agnelli (con una lettera di Alda Merini, Diamond Editrice 2012); quindi le raccolte di poesie: Sospetto di essere vivo (Acquaviva Editrice 2013) e Taccuini (FisibiliaLibri 2014, Premio Tredici).

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