Palermo: città bella ma… sporca: persiste il degrado e l’inciviltà

Giungono innumerevoli all'amministrazione comunale le denunce, troppe le richieste che cadono nell'indifferenza. Ecco il resoconto delle situazioni più gravi

Via Ugo Antonio Amico

Una città che vive di turismo, Palermo, che nella propria immagine di città d’arte, storia e cultura ha costruito la sua fama annullando tutti gli altri motivi per cui potrebbe essere annoverata. Eppure il biglietto da visita che offriamo, ad un’analisi un poco più accurata è quella di una città incivile, che vive nel degrado, compagno della quotidianità.

L’incuria si è diffusa a macchia d’olio e solo il lavoro dell’Associazione Comitati Civici di Palermo con le innumerevoli e puntuali segnalazione, effettuate dal presidente Giovanni Moncada, sembra essere un approdo sicuro per i poveri cittadini che questa città vogliono vederla cambiare per davvero.

Non esiste più una distinzione netta tra centro e periferia: lo testimoniano le segnalazioni sempre più frequenti di guide turistiche e residenti. Una guida turistica segnala ad esempio la situazione di degrado in via Papireto, nei pressi del mercato delle Pulci, dove stazionano i pullman turistici. Un cantiere abbandonato, cosa non rara dopo le richieste di intervento, marciapiedi pericolosi e tanta indifferenziata non ritirata, che senza sollecito potrebbe rimanere lì giorni e giorni interi.

Senza sosta è anche l’accumulo di ingombranti e rifiuti di ogni genere in via Ugo Antonio Amico, in prossimità del Teatro Massimo. La mancata presenza di videosorveglianza non fa che incentivare l’abuso di qualche incivile che, impunito continua ad agire. Non sicuramente una bella figura quella che fanno i palermitani civili nei confronti di turisti, che in questi giorni si aggirano nei meandri di Palermo per scoprirne le bellezze e scoprono invece tutto questo.

Tanti ingombranti infestano ancora via Scopari, il cui lavoro di pulizia è stato effettuato dopo numerose richieste di intervento dell’associazione Comitati Civici di Palermo.

Forse i lavori più rapidi, se sollecitati, vengono effettuati, ma quelli che richiedono “grandi interventi” vengono messi da parte.

In via Marchese di Villabianca davanti al civico n 87 in corrispondenza della fermata dell’autobus “Villabianca/Arimonti”  non è presente la segnaletica orizzontale prevista dall’art 151 del Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada (Art. 40 Cod. Str.), che recita testualmente:

  • 1. Le strisce di delimitazione della fermata dei veicoli in servizio di trasporto pubblico collettivo di linea sono costituite da una striscia longitudinale gialla discontinua, posta ad una distanza minima di 2,70 m dal marciapiede o dalla striscia di margine continua, e da due strisce trasversali gialle continue che si raccordano perpendicolarmente alle precedenti; nel caso di golfi di fermata le strisce trasversali possono non essere tracciate. La larghezza delle strisce è di 12 cm.
  • 2. La zona di fermata è suddivisa in tre parti: la prima e l’ultima di lunghezza pari a 12 m, necessarie per l’effettuazione delle manovre di accostamento al marciapiede e di reinserimento nel flusso di traffico da parte del veicolo; la zona centrale deve avere una lunghezza minima pari alla lunghezza, maggiorata di 2 m, del veicolo più lungo che effettua la fermata.
  • 3. La prima e l’ultima parte possono essere evidenziate mediante tracciamento di una striscia gialla a zig zag
  • 4. Sulla pavimentazione all’interno della zona di fermata deve essere apposta l’iscrizione BUS.
  • 5. Nelle zone di fermata è vietata la sosta dei veicoli.

Invece nella fermata indicata sono state apposte le strisce blu, sia in corrispondenza della fermata che negli spazi limitrofi. Si è costretti a prendere l’autobus in terza fila,  rischiando di finire sotto una macchina, o in circostanze migliori i mezzi pubblici  passano senza potere effettuare la fermata.

Una situazione alquanto allarmante è quella in corso in via dell’Arsenale. Qui l’incolumità e la salute dei cittadini è messa in serio pericolo per la fuoriuscita di liquami. Liquami che si riversano per strada formando una grande, fetida  pozzanghera. Questa grave situazione è già stata segnalata più volte dai residenti ai vari Servizi Comunali  senza che ci sia stato alcun intervento di riparazione e bonifica del sito, nonostante il grave pericolo per la possibile insorgenza di patologie legate allo spandimento dei liquami, oltre al severo nocumento per l’ambiente circostante e per i residenti ed i passanti, che vengono investiti dagli schizzi dovuti al passaggio degli automezzi in transito.

A causa dell’immenso fetore che ammorba l’aria, alcune officine prospicienti la strada – invasa per circa 100 metri dai liquami –  hanno dovuto sospendere l’attività lavorativa,  con tutte le conseguenti ricadute dal punto di vista economico per i commercianti interessati.

Continuando il tour delle vie interessate da situazioni alquanto spiacevoli, viene segnalata per l’ennesima volta la via Volturno, una delle principali arterie di Palermo che viene totalmente dimenticata. Forse i lavori del tram scoraggiano più interventi nello stesso arco di tempo?

Il quartiere di Ballarò, simbolo culturale della città, è in costante stato di degrado. Piazza del Carmine offre alla vista uno spettacolo indegno che non accenna a trovare soluzioni. Oltre alla spazzatura accumulata lungo tutto il perimetro ed ai cassonetti sempre stracolmi di rifiuti di ogni tipo, pericolosissimi in caso d’incendio, vista la vicinanza agli impianti elettrici contenuti nel manufatto, si nota la presenza di una specie di sgabuzzino chiuso da un lucchetto, presumibilmente abusivo, addossato alla cabina stessa Enel al centro della piazza.

Altra zona, altro degrado: in via Giuseppe Cammarano, zona Brunelleschi i cassonetti bruciacchiati fanno da coreografia ad una discarica immonda di rifiuti e puzzolente, segnalata più e più volte, senza successo.

I lavori che riguardano le strade richiedono ancora più tempo e sono maggiormente sottoposte ad abbandono: ad esempio i lavori di rifacimento degli impianti di pubblica illuminazione non eseguiti ad arte lungo la costa dell’Addaura. O come non citare via Piersanti Mattarella che mostra un concentrato di sporcizia e di totale abbandono: fogliame misto a rifiuti e assenza di spazzamento, marciapiedi divelti, accumuli di sporcizia, abiti e scarpe.

Passanti e residenti si sono in qualche modo “affezionati” ad un ramo rotto in via Notarbartolo altezza piazza Ziino, da mesi presente, spostato o ricoperto da un nastro. Questo, costituisce un pericolo per i passanti, costretti a scendere dal marciapiede e camminare fra le auto in transito sullo stretto budello della via che costeggia i binari del tram.

Giovanni Moncada, presidente dell’Associazione Comitati Civici di Palermo, constata con amarezza l’assenza di controllo capillare del territorio:

«Ritengo che le multe facciano paura più di ogni altra cosa; gli adulti vanno sanzionati, per i più giovani forse c’è speranza di educarli al senso civico e alla tutela della nostra città. Il problema però risiede nel profondo: a colloquio con l’attuale comandante della Polizia Municipale di Palermo, Gabriele Marchese, ci si è accorti che manca il personale. Il personale manca anche a causa dei debiti fuori bilancio che l’amministrazione comunale perde nei confronti dei cittadini, in tutte quelle cause che riguardano il dissesto di strade e di mancata manutenzione. Non sarebbe necessario tutto questo spreco di denaro se i lavori fossero eseguiti a regola d’arte».

L’associazione Comitati Civici di Palermo esiste da ben 7 anni e i cittadini si sentono tutelati, si sentono meno soli e cercano insistentemente qualcuno che li ascolti e cerchi di risolvere quello che dovrebbero essere solo episodi spiacevoli e sporadici. L’associazione è un appiglio, un porto sicuro a cui rivolgersi senza secondi fini.

Nello scarica colpe generale l’Associazione Comitati Civici Palermo mette la faccia e non molla l’osso. «La politica non si fa per clientela – precisa Giovanni Moncada- ma per la cittadinanza tutta».

La missione dell’associazione viene poi sintetizzata da Anna Maria d’Amico: «Stiamo cercando di sensibilizzare l’ambiente, per far aprire gli occhi. La gente si trova in qualche modo assuefatta, abituata a ciò che normale non è. La comunità cittadina guarda ma non vede. Adesso però vanno aumentando le segnalazioni. Palermo è stanca e l’Associazione Comitati Civici Palermo vuole fare ancora tanto rumore, per scuotere le coscienze e dedicarci tutti alla nostra città, un bene che va tutelato sempre».

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