domenica, 14 Aprile 2024
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La tradizione di San Giuseppe a Contessa Entellina tra altari, cantori, piatti tipici e processioni

Ritrovarsi a Contessa Entellina per la festa di San Giuseppe: sabato 18 e domenica 19 marzo, ed anche lunedì 20, sono in programma i festeggiamenti di San Giuseppe che vedranno allestiti i tradizionali “artari” (altari) addobbati, che un tempo venivano preparati nelle case private in segno di devozione al santo, per chiedere grazie importanti o ringraziare di aiuti ricevuti. Oggi la tradizione è ancora molto sentita ma sono pochissime le famiglie che la seguono. Quest’anno saranno tre gli “artari” allestiti con il supporto dell’amministrazione comunale: uno realizzato dalla Pro Loco, un secondo dalla Consulta delle Donne e il terzo dalla parrocchia di Maria Santissima della Favara, colmi dei famosi pani tradizionali e dei “cucciddati“; ma si potrà anche seguire “Lu viaggiu dulurusu”, intonato dai cantori per le vie del borgo, partecipare al Pranzo dei Santi e chiudere lunedì con la processione di San Giuseppe.

La Festa di San Giuseppe è una tradizione importante a Contessa Entellina, sentita dall’intero paese, ma che diventa anche motivo di promozione turistica di un territorio straordinario che ha mantenuto intatte le tradizioni, nonchè la bellissima e autentica cultura arbereshe. Sabato 18 marzo alle 17,30 la festa inizierà in Comune con il sindaco Leonardo Spera, l’assessore al Turismo Carolina Lala e il presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori Laura Anello. Il secondo appuntamento sarà alle 19.30 con “Lu viaggiu dulurusu”, intonato dai cantori per le vie del borgo al seguito della banda musicale G. Ferrara. Scritto in siciliano dal monrealese Binidittu Annuleri, ripercorre le nove tappe del viaggio di Maria e Giuseppe prima della nascita del Bambino: un tempo si eseguiva un capitolo dinanzi ciascun artare, per poi ripetere l’intero canto nel corso della processione dell’immagine di San Giuseppe per le vie del paese.

Gli “artari

Sono uno spettacolo, colmi dei famosi pani tradizionali e dei “cuccidati” che richiamano la Sacra Famiglia e i Santi. Allestiti con attenzione, con l’aiuto dell’intera comunità visto che ogni famiglia custodisce gelosamente i suoi tessuti e li tramanda da madre in figlia. Le coperte cucite a mano, ricamate in seta, oro e filati preziosi, formeranno il cielo: sotto andrà sistemata un’immagine della Sacra Famiglia, decorata con foglie di alloro, attorno le offerte: pasta, vino e verdure di stagione come cardi, carciofi, asparagi e finocchi selvatici, a frittata oppure lessate e ricoperte di mollica di pane con lo zucchero (un piatto tipico e tradizionale della festa è appunto ‘a pasta cu’ a muddica: si tosta la mollica di pane e si uniscono miele, mandorle, zucchero, cannella, per condire i bucatini scolati molto al dente, da mangiare rigorosamente con le mani). 

Il Pranzo dei Santi sarà invece domenica 19 a mezzogiorno: dopo la messa i Santi si recano nell’Artaru e a porte chiuse iniziano a mangiare serviti dal membro della famiglia che ha promesso l’artaru al Patriarca. Tradizione vuole che ogni Santo deve assaggiare tutto ciò che gli viene servito e deve mangiarlo con le mani. Quando i Santi hanno finito di mangiare escono dalla stanza dell’Artaru con i Cucciddati in testa. Alla fine del rito, distribuzione di pasta cu’ a muddica a tutti i presenti. Lunedì sera alle 19.30 partirà la processione di san Giuseppe per le vie di Contessa Entellina.

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