venerdì, 14 Giugno 2024
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E’ Tempo di poesia con Gino Pantaleone. Ecco il suo nuovo lavoro letterario

La silloge ''Studi sulle attese'' di Gino Pantaleone sarà presentata a Spazio Cultura Libreria Macaione mercoledì 15 febbraio; sarà presente l'autore

A Spazio Cultura – libreria Macaione, di via Marchese di Villabianca 102 a Palermo, mercoledì 15 febbraio, alle ore 17:30, è Tempo di Poesia con Gino Pantaleone, autore della silloge Studi sulle attese, novità editoriale di Spazio Cultura Edizioni. Il libro, che ha la prefazione di Sandro Angelucci, raccoglie le ultime liriche scritte dal poeta.

L’appuntamento a Spazio Cultura

Dopo l’introduzione della direttrice editoriale Franca Alaimo, e un breve intervento dell’editore Nicola Macaione, a dialogare con il poeta saranno: Angelo Scalisi, docente di Scienze umane nei licei, pianista, compositore, esperto di trascrizione musicale braille e didattica per i non vedenti, autore di libri di testo di pedagogia, psicologia, sociologia e antropologia; e Vincenzo Lima, laureato in filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, esperto di cinefilosofia, docente di filosofia nei licei. Durante l’incontro Daìta Martinez leggerà alcune poesie tratte dal libro.

Studi sulle attese di Gino Pantaleone


È una meditata ricognizione sulle visioni più coinvolgenti che in maniera sorprendente vengono offerte dalla ciclicità della natura; è un percorrere la bellezza di un personale itinerario animico che trova risoluzione dentro un vero e proprio viaggio testuale; questa raccolta di Gino Pantaleone è come un soffio che passa da parte a parte la sensibilità comune sospesa tra pensiero e fantasia, che ancora una volta si presenta al confronto poetico attraverso uno specifico progetto giocato sulle tante vibrazioni che, tra incertezze e stupori, sono immancabilmente presenti nel silenzioso corso delle attese. E di tali attese egli ne presenta i risvolti, ne accenna le incompiutezze, ne scruta i contrasti, tentando la mediazione nel caotico ordine delle cose: ma tutto, alla fine, va ad acquietarsi in un canto che, con fare provvidenziale, tesse la sua luce.
(Nicola Romano)

Gino Pantaleone

Dalla prefazione di Sandro Angelucci

[…] Pantaleone spiega senza più mezzi termini cosa vuol dire attendere. Il tempo dell’attesa si sta compiendo ed è soltanto al suo termine che si potrà comprenderlo, è soltanto dopo che sarà trascorso che si capirà che, senza quel tempo, nulla poteva avverarsi, la palingenesi si nutre dell’attesa di se stessa così come l’uomo deve nutrirsi di se stesso nell’attesa della palingenesi.

È un crescendo fino alla chiusa:

[…]

Ci siamo, un vento leggero attraversa il tuo cammino

ti accarezza la pelle: quello, amore mio, sono io.

Attendo.

E non è certo un caso che l’opera termini con la parola “attendo” che – si badi – non chiude il discorso ma lo lascia aperto a ciò che verrà. Si, perché qualcosa di buono verrà sicuramente.

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