mercoledì, 28 Febbraio 2024
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HomeA Modo MioÈ ora di dire basta

È ora di dire basta

Non ci sono parole

Non ci sono più lacrime

Non c’è più umanità

Poveri bambini, povere donne, poveri uomini

e poveri tutti noi

…..

Ieri, in occasione della festa della donna, ho voluto pubblicare su Facebook la mia ultima realizzazione pittorica (vedi copertina) con la didascalia di cui sopra.

Come mai l’ho voluto fare?

Era da giorni che pensavo di scrivere un pezzo sulle tragedie che si verificano oramai con una certa continuità nel nostro mondo.

Come mai ho deciso di farlo proprio l’8 marzo?

Perché questo giorno è dedicato alle donne, infatti è denominata “la festa delle donne”.

Come nacque questa festa? Tralasciando le leggende che si tramandano sulla sua origine, di sicuro c’è una data certa: il 23 febbraio 1909 quando negli Stati Uniti per la prima volta venne istituito “Il Women’s day” per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche raggiunte dalle donne, ma anche le discriminazioni di cui sono state e sono ancora oggetto nel mondo. In seguito venne istituita la “Giornata internazionale della donna” e in Italia, nel 1945, venne fissata come data per celebrarla l’8 marzo.

Quindi, quale giorno migliore di questo per trattare un argomento come quello che avevo in mente di esporre.

Ebbene sì, per giorni e giorni sono stato combattuto su come scrivere questo pezzo, era troppo il dolore che mi attanagliava. Pensavo e ripensavo su cosa scrivere per condividere il mio pensiero, che fino a questo momento era molto nebuloso. Questo argomento scottante, non mi ha fatto dormire serenamente per un paio di notti, ero combattuto su come affrontare al meglio ciò che avevo dentro.

Troppa era, ed è la mia indignazione. Ero troppo provato, troppo deluso, troppo frastornato, insomma come dire il bicchiere era troppo pieno e stava straripando.

Facendo un passo indietro, la mia pubblicazione sul social più diffuso era stata fatta a mo’ di provocazione. Volevo vedere i miei amici, veri e virtuali, come avrebbero reagito al mio post.

Il quadro raffigura un mare agitato e una figura, volutamente colorata di rosso, che fluttua tra le onde, che si infrangono a riva, mentre la breve scritta che lo accompagna, è molto esplicita sul pensiero che volevo trasmettere.

Come è finita? Intanto nonostante sul social abbia diversi amici, hanno manifestato la loro opinione in pochi. Di questi pochi quasi tutti hanno capito, ma ce n’è stato uno in particolare che non ha centrato il mio obiettivo.

Cosa ne ho dedotto? Che, nonostante i miei sforzi per essere compreso in quello che esponevo e scrivevo, una parte non mi ha capito. Quindi? Mi sono rammaricato di non avere raggiunto l’unanimità tra i vari commenti ricevuti. Ma il dato più allarmante è stato constatare che solo in pochi avevano commentato.

Il fatto che erano stati in pochi a commentare per me, è un dato molto sconfortante.

Ma davvero questi argomenti sembrano non interessare l’opinione pubblica? Forse li ritengono triti e ritriti, e ne hanno piene le scatole? Etc, etc.

Povera umanità, povero uomo (in senso lato) e poveri noi. Ormai ci siamo assuefatti.

Ma davvero è così? Non ci posso e non ci voglio credere, forse sarò ancora un sognatore, un idealista, ma a certe cose, ribadisco, non ci voglio e non ci posso credere.

Ma cos’è che c’è di così scandaloso, vi starete chiedendo.

Tutto, rispondo a voi e a me stesso.

Una tragedia, l’ultima di una lunga serie come quella avvenuta, qualche giorno addietro,nelle acque prospicenti Crotone, «NON DEVE MAI PIU’ ACCADERE».

La smettano i nostri politici di sfruttare il malcontento popolare per farsi la lotta e per accaparrarsi qualche voto, nonostante questo malcontento, in gran parte, sia stato generato proprio da una buona parte di loro. La smettano di litigare sui media. La smettano di rinfacciarsi la colpa. BASTA!

Queste tragedie non devono avvenire più!

Queste persone sono esseri umani che sfuggono dal loro paese per la povertà, per le continue guerre, che vengono da noi per cercare un nuovo mondo, una nuova speranza sia per loro ma, soprattutto, per i propri figli.

Noi italiani, dimentichiamo spesso che anche noi siamo stati un popolo di migranti. Ancora oggi i nostri figli, specie al sud, cercano lavoro in altre regioni, in altre nazioni, affinché possano avere una vita migliore.

Ci vuole più umanità. Ci vuole un po’ più di buonsenso, non bisogna ragionare con il piffero ma con la testa. Testa sgombra da pregiudizi ed ideologie becere. Siamo tutti esseri umani e non bestie.

Non me ne vogliano le cosiddette “bestie”, ovvero gli animali, loro molte volte, per non dire sempre, ragionano meglio dell’animale più evoluto. Già, l’animale più evoluto, il cosiddetto “uomo”, noi dimentichiamo che anche noi siamo animali. Animali con una mente evoluta appunto ma, sempre animali siamo. Ogni tanto spesso c’è lo dimentichiamo.

Cari signori che state al vertice politico delle nostre società è ora di finirla con le guerre, con i soprusi, con le discriminazioni.

BASTA!

Ci vuole poco per riportare la pace in tutto il mondo. I conflitti si risolvono mettendo attorno ad un tavolo i contendenti, questo lo possono fare sono le due nazioni più potenti. Quali sono queste due nazioni più potenti lo sappiamo tutti.

Invece che fanno i capi di queste due nazioni, litigano tra di loro e si fanno i dispetti. Ma porcaccia della misieraccia boia, ma che siete bambini?

Cari bambini scusatemi, si lo so voi avete più cervello degli adulti.

A tal proposito, cari lettori, vi voglio raccontare quello che mi successe quando ero ragazzo. Insieme ad un gruppo di miei coetanei: stavamo frequentando il corso preparatorio in vista della nostra prima comunione, il prete ci chiese: “per non incorrere nei peccati, specie da adulto, cosa bisognerebbe fare?” Dal fondo della sala si alzò una timida manina chiedendo di potere rispondere, ero io naturalmente, e dissi: “bisognerebbe mantenere l’innocenza di un bambino anche quando si è adulti”. Il prete, non si aspettava che subito qualcuno di noi avrebbe risposto come era esatto rispondere e, sinteticamente, rispose a sua volta: “esatto”.

Quindi cari lettori, bisognerebbe tornare bambini, l’innocenza sta ancora lì, ne sono certo.

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