Vicolo dell’Immaginario: quel Portogallo che piace molto alla Italianità.

Un viaggio letterario con l’ultimo romanzo di Simona Baldelli.

L’ultima esperienza libraria di Simona Baldelli, Vicolo dell’Immaginario (Sellerio Editore, pagg.248), è stata una scoperta di viaggio per me. Ne ho ricevuto la copia in occasione di un lungo week end romano e colei che me ne ha fatto dono aveva tenuto in conto nella scelta (oltre al nome dell’autrice) di Lisbona: città di un nostro amato viaggio e luogo di ambientazione delle vicende di Amalia.

In questo romanzo, viaggio nel viaggio, perdersi e ritrovarsi è un fatto per i due nomi che aprono e chiudono il ciclo narrativo: Amalia e Clelia. Il periodo storico in cui si dipana il ‘loro’ intreccio parte dagli anni ’50 ed approda ai ’70, per poi spingersi, in un finale premonitore azzeccato alla lettura, ancor ben oltre.

La Baldelli, in tal modo, in questa per così dire ‘questione privata’, ambienta il suo parto fantastico in un’area franca dai malati del touch screen compulsivo  e la ripropone, senza approfondimenti storici e a beneficio dei lettori giovani e non solo, in un arco temporale in cui vediamo nascere i primi accenni della strategia del terrore in Italia e germogliare quegli iniziali garofani che, in Portogallo, porteranno alla caduta incruenta del regime dittatoriale in continuità salazarista.

Il pendolo narrativo, pertanto, fa oscillare chi legge tra Portogallo e Italia, in un andirivieni parallelo di epoche diverse e con un effetto ipnotico potente per la sua vividezza di linguaggio e capacità fantastica. Gli incontri con le ombre, le sorprese nella nebbia lusitana e quelle processioni che dal fiume Tago al Vicolo dell’Immaginario portano Amalia, dopo tre notti, all’incontro con Clelia dentro alla Locanda di Tia Marga. Come pure le premure commoventi e segrete dell’anziana Francisca Josefa nei confronti del suo amore, Re Sebastiao I, fin troppo passato e lontano, non sono facili da dimenticare.

Un viaggio questo romanzo non casuale e consigliato a tutti: da chi ama leggere a chi, in analogia alla protagonista, vuole addolcire fino a romperle del tutto le pietre aguzze delle occasioni perdute che sono rimaste in un limbo a tagliare lo stomaco fino a bruciarlo. Un viaggio e un romanzo insieme, questo Vicolo Immaginario, per ritrovarsi, come la protagonista, a respirare ed essere liberi di poter di nuovo viaggiare verso nuove esperienze.

"Vicolo dell'Immaginario" di Simona Baldelli

Simona Baldelli è nata Pesaro e dopo gli studi a Bologna, alla Scuola di Teatro, oggi vive a Roma. Nel 2012 è finalista al Premio Calvino con il romanzo d’esordio Evelina e le fate, pubblicato nel 2013 dall’Editore Giunti. Nello stesso anno vince il Premio Fante opera prima. Nel 2014 e nel 2016 pubblica ancora con Giunti Il tempo bambino (finalista al Premio Letterario Città di Gubbio) e La vita a rovescio (Premio Caffè Corretto-Città di Cave 2017). Nel 2015 la casa editrice Roca Editorial di Barcellona, acquistato i diritti per la traduzione del libro in spagnolo e per la sua distribuzione nel mercato ispanico-americano. Nel 2018, infine, pubblica il romanzo L’ultimo spartito di Rossini (Edizioni Piemme).  

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