Sicilia e siciliani al Pisa Book Festival 2014 – Parte I.

Venerdì, 7 novembre (ore 17:00), Sala Blu – Presentazione del romanzo di Monica GentileTira scirocco” (Pacini Editore, Pisa). Segnalato al  di quest’anno e vincitore nel Premio Letterario Edizione StraorFoto copertina e fascetta di Tira Scirocco - Monica Gentile - Pacini Editoredinaria 2013 ed alla VII Edizione del Premio Città di Castello, il libro segna il passaggio al genere romanzo della scrittrice siciliana ospite dell’incontro “Premiare la narrativa: una sfida possibile”, organizzato dalla storica Casa Editrice Pacini di Pisa. Conversano con l’autrice il giornalista e scrittore Athos Bigongiali e a Daniela Bettini, formatrice e counsellor nella scuola e nelle relazioni di aiuto, nonché autrice di letteratura per ragazzi e giurata del Premio Letterario Edizione Straordinaria. Il crescente seguito di pubblico, già a partire dalla presentazione in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino, a meno di quattro dalla sua uscita ha già assicurato la prima ristampa del romanzo e questo ritorno a Pisa consacra l’esordiente autrice del PBF ‘13 in avviata scrittrice. “Premiare la narrativa: una sfida possibile” è un pretesto, infatti, per raccontare, specie in un periodo di crisi editoriale come questo, come il sogno contenuto in un manoscritto possa divenire realtà in un libro pubblicato e generare un piccolo caso letterario come per l’esperienza della scrittrice siciliana. Dopo la presentazione del romanzo seguirà la cerimonia del Premio Edizione Straordinaria 2014, che vedrà ancora Monica Gentile in qualità di madrina. Un rinfresco verrà offerto ai partecipanti al termine dell’evento. Ingresso libero, previsto anche al Palazzo dei Congressi del Pisa Book Festival per tutta l’intera giornata.

Monica Gentile nasce ad Agrigento e completa la sua formazione a Palermo, dove si laurea con lode in Lingue e Letterature Straniere Moderne con specializzazione in lingua Inglese. Dopo alcuni master di approfondimento linguistico all’Monica Gentile con Francesca Paciniestero ed un’esperienza pluriennale di lavoro tra Londra, Parigi e Roma rientra in Sicilia e si stabilisce a Palermo, dove oggi lavora come responsabile di un Tour Operator tutto al femminile. Appassionata lettrice di narrativa contemporanea, quella europea meglio apprezzata in lingua originale: inglese e francese, ha un particolare amore per José Saramago, purtroppo ancora letto in versione italiana, anche se da autodidatta vuole sanare la lacuna linguistica e leggerlo al più presto in portoghese. Si dedica appieno alla scrittura creativa nel 2005 partecipando ai corsi organizzati dal Parco Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa di Palermo. In pochi anni s’impone all’attenzione pubblica vincendo alcuni premi letterari nazionali per racconti inediti, alcuni dei quali poi pubblicati in raccolte antologie di autori vari, e “Tira Scirocco” è il suo romanzo breve d’esordio. Rimasto chiuso nel cassetto dalla fine del 2010, insieme ad una raccolta di racconti anche questa inedita. Nel 2013 Monica Gentile con questo romanzo si aggiudica il 2° posto al VII Premio Letterario Internazionale Città di Castello e poi vince il Premio “Edizione Straordinaria”, indetto dalla storica Casa Editrice Pacini,  all’interno del Pisa Book Festival. Nella primavera del 2014 il romanzo viene anche segnalato al prestigioso Premio Letterario Calvino. Monica Gentile ha un secondo romanzo in fase di stesura.

La trama del  romanzo

Anni ’50, in un borgo a metà di pescatori e a metà di braccianti, lo scirocco imperversa. L’impenetrabile e solitario Learco Onorato dei baroni di Ranciforte con una singolare abitudine crea tumulto tra le tante malelingue paesane. Si grida al sacrilegio, qualcuno si spinge forse anche alla blasfemia. Potranno mai questi due mondi, quello del maggiorente suo malgrado, dunque, dell’agiatezza incontrare quello della fatica dei villani? Dalla somma delle tante voci, intrecciate come fili di un telaio, si snoda un drappeggio corale paradossalmente moderno. Il racconto di una babele di piccole esistenze, che, da una Sicilia luminosa e aspra del secolo scorso, guarda alla non comunicabilità umana, alle incomprensioni di oggi.

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