lunedì, 24 Giugno 2024
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Salina, il futuro nell’area marina protetta

I vantaggi per i pescatori con i mestieri innovativi e il turismo sostenibile favorito dal nuovo porto di Malfa

Il tema del futuro di Salina con la pesca sostenibile al centro, oggi, del “Blue Day”, la giornata conclusiva dei “Green Salina Energy Days” organizzati a Malfa
dall’Associazione “Isole sostenibili”. Il vicesindaco e assessore al
Mare di Malfa, Giuseppe Siracusano, ha annunciato che, dopo
l’approvazione da parte dei tre sindaci dell’isola, il progetto
dell’istituzione dell’Area marina protetta di Salina si trova ora al
ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, “che a breve ha
detto Siracusano – per le notizie che abbiamo, dovrebbe incaricare
l’Ispra di effettuare gli studi sull’impatto sociale, economico e
ambientale dell’Area marina protetta. Un progetto – ha sottolineato –
che non è calato dall’alto, ma che è stato condiviso con favore dai
cittadini e, soprattutto, dai pescatori”.

Giulia Visconti, direttrice della vicina Area marina protetta di Capo
Milazzo, ha portato ad esempio i positivi risultati di un’esperienza di
quasi cinque anni: “Qui – ha riferito Visconti – grazie alla governance
condivisa e alla partecipazione attiva degli addetti ai lavori, il
sistema adottato di pesca sostenibile ha consentito ai 14 pescatori
professionisti dell’Area marina di proseguire con soddisfazione la
propria attività. Il prossimo passo – ha aggiunto – sarà quello di
sfruttare le opportunità dei fondi europei Feampa per incentivare le
nuove generazioni a investire in questo tipo di attività”.

Attorno all’Area marina protetta di Salina c’è un progetto integrato di
turismo sostenibile delle Eolie portato avanti dal sindaco di Lipari,
Riccardo Gullo, e condiviso dai tre sindaci di Salina. E proprio qui ci
potranno essere le maggiori opportunità di sviluppo e di occupazione,
grazie ai progetti del Comune di Malfa, come ha evidenziato la sindaca,
Clara Rametta: “L’entrata in funzione del nuovo porto a conclusione dei
lavori in corso, la sistemazione del territorio di Punta Scario, la
pulizia dei sentieri della riserva terrestre consentiranno di attivare
percorsi di turismo sostenibile attorno all’Area marina protetta che
richiameranno turisti anche in bassa stagione e potranno offrire ai
pescatori come a tanti giovani la possibilità di integrare le proprie
attività con mestieri innovativi”.

Antonio Randazzo, pescatore di Salina, auspica che l’Area marina
protetta possa risolvere i problemi che rendono ormai insostenibile
l’attività di pesca: “Gli alti costi del gasolio, le ferree limitazioni
imposte dalle norme europee e nazionali e, soprattutto, la concorrenza
dei grandi pescherecci stranieri che saccheggiano gli oceani, congelano
il pesce e lo vendono a commercianti e ristoratori delle Eolie a basso
prezzo. Così non ce la possiamo fare più e i giovani non vedono
prospettive in questo mestiere. Serve creare un sistema che ci tuteli e
che ci metta nelle condizioni di competere alla pari, ma offrendo la più
elevata qualità del prodotto locale fresco”.

Sulla geotermia, Filippo Abbà, Chief Technology&Innovation Officer di
Saipem, ha illustrato le strategie della società. “Saipem, nel suo
percorso di ricerca di innovazione, ha deciso di puntare sulla
geotermia, in linea con il piano di rafforzamento del nostro ruolo nella
transizione energetica. La geotermia onshore e offshore, sia
tradizionale che non convenzionale, richiede l’utilizzo di tecnologie,
asset e competenze vicine al nostro core business e rappresenta un
naturale sbocco tecnologico per i nostri mezzi e le nostre risorse
tecniche. Siamo interessati – ha spiegato il manager – all’energia
geotermica applicata al settore offshore, ai sistemi geotermici non
convenzionali inclusi quelli di accumulo di calore sotterraneo,
all’integrazione della geotermia con la cattura e lo stoccaggio
dell’anidride carbonica e alla decarbonizzazione delle piccole isole. In
particolare, con l’applicazione della geotermia alla cattura
dell’anidride carbonica, come recentemente evidenziato anche
dall’International Energy Agency, si riducono ulteriormente le
emissioni. Saipem è, infatti, un attore importante nella catena del
valore della CCS e la nostra soluzione tecnologica proprietaria
Bluenzyme, basata su un innovativo processo enzimatico di cattura della
CO2, ha tra i principali vantaggi proprio l’integrazione con l’energia
geotermica con l’effetto di aumentare i benefici della cattura stessa”.

Il presidente e il vicepresidente dell’associazione “Isole sostenibili”,
rispettivamente Filippo Martines e Francesco Cappello, hanno concluso:
“La settima edizione dei ‘Green Salina Energy Days’ ha consegnato alle
comunità e alle amministrazioni delle Eolie notevoli passi in avanti
verso l’obiettivo del 100% green entro il 2030. Lavoreremo sui progetti
messi a punto quest’anno per decarbonizzare la produzione di energia, i
servizi idrici e la pesca, e contiamo di organizzare diversi eventi da
qui a un anno per coinvolgere ancora di più gli abitanti e aiutarli a
utilizzare le tante opportunità e gli incentivi che la transizione
ecologica mettono a disposizione. Ringraziamo la sindaca di Malfa, Clara
Rametta, e i sindaci di Santa Marina Salina, Domenico Arabia, di Leni,
Giacomo Montecristo, e di Lipari, Riccardo Gullo, perché sono tutti
fortemente impegnati assieme alle loro amministrazioni in questo sforzo,
avendo scelto la transizione in tutte le sue forme come percorso per
assicurare un futuro sostenibile all’arcipelago eoliano”.

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