Palermo saluta l’amato Assessore Regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa

Sebastiano Tusa

Ieri, venerdì 18 ottobre, a Palermo, è stato il giorno dell’ultimo saluto all’assessore Sebastiano Tusa, scomparso tragicamente lo scorso marzo nell’incidente aereo in Etiopia, e la cui salma è giunta un paio di giorni fa dal paese africano. La camera ardente è stata allestita nella Sala delle Colonne a Palazzo D’Orleans, nonché sede della Presidenza della Regione Siciliana, ed è stato un via vai di Autorità e di tanta gente che ha sempre nutrito un profondo affetto per l’archeologo Sebastiano Tusa, che ha anche ricoperto con grande onore la carica di Assessore Regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana.

I funerali, anch’essi molto partecipati, sono stati celebrati ieri mattina nella chiesa di San Domenico, il Pantheon di Palermo che, era già gremita sin da alcune ore prima per attendere la salma di Tusa, accompagnata dai familiari dell’Archeologo e dal presidente della Regione Nello Musumeci.


Tante le Autorità presenti per esprimere tutta la propria vicinanza, per il governo regionale annoveriamo gli assessori Toto Cordaro, Mimmo Turano, Edy Bandiera, Marco Falcone, Roberto Lagalla e Alberto Pierobon, nonché i numerosi dirigenti generali dell’Amministrazione.

«Oggi viviamo un contrastante sentimento di gioia e di tristezza – ha detto il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci -. La gioia di avere finalmente una tomba su cui deporre un fiore per Sebastiano, la tristezza perché il ritorno della salma riapre una ferita che molto lentamente e faticosamente si stava rimarginando. Rimane il suo insegnamento, gli obiettivi che abbiamo concordato in un anno di governo. Sebastiano possedeva l’ironia dell’intelligenza, era saggio, aperto, ottimista, solare, rispettoso, garbato, di una profonda cultura. L’ho chiamato al governo in punta di piedi temendo un suo rifiuto, e invece mi ha detto: era quello che speravo tu facessi».

Durante l’omelia, padre Sergio Catalano, priore di San Domenico, ha ricordato le grandi doti umane oltre che culturali di Tusa: «Sebastiano era un maestro un uomo che riusciva a trasformare le persone che incontrava. Un maestro per tanti che sono stati contagiati dalla sua passione. Il suo ricordo possa lasciare segni anche in questa terra dove c’è del male, ma poi ci sono persone incredibili proprio come lui».

Al termine della cerimonia, lo stesso priore domenicano ha anticipato ai presenti di avere avviato le pratiche affinché le spoglie di Tusa possano essere deposte all’interno della chiesa di San Domenico, il pantheon di Palermo che ospita i siciliani illustri.

Ringraziamo Nuccio La Mantia per le immagini

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