Monreale: un sabato surreale in Chiasso Puglisi

Il Chiasso dedicato al Beato Pino Puglisi violato da una ordinanza. Il Sindaco Arcidiacono si scusa con la famiglia Madè

Monreale 02.09.2019 – Questo è il mio racconto della incredibile vicenda accaduta sabato scorso a Monreale e, prima d’iniziare con la sua narrazione, tengo a precisare che il Sindaco Alberto Arcidiacono non era in sede e non era stato informato dell’incredibile ordinanza firmata dal Dirigente dell’Ufficio Tecnico ing. Maurizio Busacca, avallata dalle firme del Comandante della PM dott. Luigi Marulli e del suo Vice Antonio Grippi, e che, quando da me informato, non solo ha espresso solidarietà nei miei confronti e nei confronti di mia moglie, scusandosi per quanto accaduto, ma ha anche promesso una pronta indagine interna, al fine di scoprire come mai possa essersi verificato un simile fatto.

Ecco i fatti: venerdì 30 agosto bussava alla mia porta un signore, a me prima di allora sconosciuto, il quale mi chiedeva le chiavi del dissuasore centrale di Chiasso Beato Pino Puglisi. Gli rispondevo che non ero autorizzato a far accedere nessuno con autovetture o camion, me stesso compreso, all’interno del cortiletto di appena 75mq, al quale io accedo con lo scooter solo perchè ho un regolare passo carrabile. Il tizio, a quel punto, mi mostrava una ordinanza firmata dai tre sopra citati Funzionari, che lo autorizzava ad accedere con non bene imprecisati mezzi, per effettuare un trasloco dal primo piano di un palazzo adiacente la mia palazzina. La cosa mi stupiva e non poco perchè mai, prima di allora, in caso di traslochi, era stata assunto, con tanto di ordinanza, una simile decisione, visto che, oltretutto, c’è una piazzetta, ben più ampia di Chiasso Puglisi che viene solitamente adibita per queste situazioni.

Provai, subito, a contattare telefonicamente la Polizia Municipale ed in particolare il Comandante Marulli, il cui numero mi fu fornito dallo stesso anni addietro, ma non ricevetti risposta così anche su WhatsApp, come peraltro fa quando gli segnalo il conferimento indebito di rifiuti per strada.

Sabato mattina, quindi, mi trovai costretto a far accedere, benchè non fosse nemmeno stato piazzato l’avviso previsto ed ottemperato nell’ordinanza, dapprima un furgoncino Piaggio e, subito dopo, giungeva un secondo camion ben più voluminoso e infine un pick-up con una scala mobile, tutti mezzi immortalati nelle foto che pubblichiamo sotto.

Visto che non ricevevo alcuna risposta, mi sono recato al Comando PM dove ho incontrato il Vice Comandante Grippi, il quale, ribadiva la legittimità del provvedimento e non ascoltava le mie rimostranze, con le quali gli precisavo che Chiasso Puglisi è area pedonale vincolata dalla Soprintendenza e che la pavimentazione, da progetto approvato e da lavori eseguiti sotto la direzione dell’Ing. Salvatore Cassarà, non è camionabile e presenta altresì alcune fibre ottiche che disegnano in segno zodiacale del Beato. Gli facevo ancora presente d’essere titolare di un passo carrabile e che non potevo rimanere sequestrato in casa, perchè di vero sequestro si è trattato, attendendo che finisse il trasloco. Grippi si è mostrato irremovibile.

Per farla breve, io e mia moglie Claudia, sino alle 13:40, non siamo potuti uscire da casa e così decisi di farmi accompagnare da un amico alla Stazione Carabinieri in cui ho inconrato lì Comandante Mar. Salvatore Biddeci ed un suo collega, che ringrazio per avermi, prima di tutto assistito psicologicamente, calmato e raccolto il mio dettagliato esposto contro la citata Ordinanza e contro chi l’aveva partorita e firmata.

Di Chiasso Beato Pino Puglisi, luogo nel quale avrebbe dovuto essere collocata una maiolica su pietra lavica realizzata a due mani dal Maestro Pippo Madè e dal ceramista stefanese Carmelo Elmo, ci siamo occupati più volte e, nonostante il nostro impegno e le vane promesse del Sindaco di allora Piero Capizzi e del suo Vice Giuseppe Cangemi, non abbiamo avuto la fortuna di veder collocata l’opera che è stata poi donata alla Chiesa di Santa Maria della Pietà alla Kalsa, alla presenza dell’Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice che l’ha oltretutto consacrata.

A conclusione dell’increbile vicenda, mi aspetto che vengano presi i necessari provvedimenti nei confronti di chi ha sbagliato, che vengano ripristinate le luci a fibra ottica rotte dai tre mezzi pesanti e che il Sindaco Arcidiacono, nella vita di tutti i giorni bravo e stimato Architetto, mantenga gli impegni assunti, sia riguardo un dipinto di mio padre sparito dalla Galleria Civica che nei confronti di Chiasso Puglisi che, grazie al sacrificio mio e di mia moglie, tra minacce e lettere anonime denunciate, non vede ancora, dopo quindici anni, la posa di un’opera dedicata al Beato, opera che preferirei fosse realizzata, riproducendo magari quella ideata da mio padre, dagli Studenti del Liceo Artistico di Monreale.

Mi attendo inoltre la ratifica di un verbale per la consegna delle chiavi del Chiasso che assolutamente non voglio più custodire e, mi attenderei anche le scuse del trio Busacca-Grippi-Marulli, ma so già che queste non arriveranno, perchè a Monreale non hanno l’abitudine di scusarsi nemmeno quando sbagliano e così mi accontento di quelle ben più autorevoli e culturalmente valide, già formulate dal Primo Cittadino. 

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