sabato, 4 Febbraio 2023
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Monreale, il Comune è assente e Chiasso Beato Pino Puglisi viene usato come vespasiano

Molte volte non ci si immagina neanche a quale grado possa arrivare la “inciviltà”. E così, ancora una volta, il nostro collaboratore Rosario Lo Cicero Madè, palermitano ma da anni residente a Monreale nella sua bella palazzina sita in Chiasso Beato Pino Puglisi, nel piano centro storico cittadino, ci racconta quanto accaduto, definendolo: “Una situazione sempre più indegna, inqualificabile e vergognosa“.

Il cortiletto che un tempo si chiamava Chiasso Procida e che oggi si chiama Chiasso Beato Pino Puglisi, è stato da me fatto recuperare grazie ai fondi inviati, anni addietro, dalla Presidenza della Regione e dalla Provincia Regionale di Palermo.”

Un recupero, con la traformazione in isola pedonale – continua il nostro collaboratore-, come ho più volte raccontato mi è costato dissapori con il Comune, che mi ha sempre avversato, e diverse minacce, anche prettamente di stampo mafioso, lettere anonime, e tentativi di aggressione fisica”.

Nell’agosto 2021 – prosegue Rosario – donai al Comune di Monreale un dipinto, in omaggio al Beato Puglisi, realizzato da mio padre, Maestro Pippo Madè. Con il Sindaco Alberto Arcidiacono, con il quale allora credevo di avere instaurato un buon rapporto, decidemmo di mettere nel Chiasso omonimo una riproduzione della stessa opera, al fine di preservare l’originale che, invece, venne appeso a una delle pareti della stanza del Segretario Generale del Comune, Francesco Mario Fragale.

Dice ancora Lo Cicero: “Nel 2020, chiesi al Sindaco, alla presenza dei donatori della teca che preserva la riproduzione dell’opera, tra i quali l’assessore al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, Totò Cordaro, e della consigliera comunale, di Forza Italia, oggi anch’essa dileguatasi, Antonella Giuliano, solo una formale inaugurazione del Chiasso, una sporadica visita di controllo da parte della Polizia Municipale, lo spazzamento dell’area e la risoluzione definitiva della perenne discarica che si trova, sempre attiva, a tutte le ore del giorno e della notte, proprio difronte casa mia e quindi anche al cortiletto e alla stele dedicata al Beato Puglisi”.

Purtroppo – prosegue rammaricato Rosario -, nulla di tutto ciò è stato mai fatto, tanto che gli scooter continuano a entrare indisturbati nell’isola pedonale delimitata da tanto di cartello, i panni continuano ad essere sciorinati in direzione della riproduzione dell’opera citata, nonostante ci sia una ordinanza attiva che lo vieta, e la discarica a pochi metri di distanze continua ad essere presente, tra blatte e ratti di fogna e un fetore irresistibile che ci ha allietati anche nei più duri giorni del Covid-19”.

Ma non basta, ci sono fatti ancora più gravi e deprecabili che offendono la dignità del luogo ed a raccontare è sempre Rosario “acqua a catinella direttamente dal tetto di un palazzo limitrofo, a causa di un tubo indebitamente installato, così come hanno decretato i Funzionari del Comune intervenuti sul posto sere addietro insieme ai Carabinieri e ai Vigili del Fuoco”.

Lo Cicero precisa: “L’acqua è caduta per un giorno intero, violentemente, su una delle lampade dell’illuminazione pubblica, mandandola spesso in tilt. Ho segnalato la problematica al Sindaco, via PEC, ma questi mi ha risposto, per me incredibilmente, che devo rivolgermi al numero verde di Enel-Energia e così ho fatto ma, detta Azienda, pur confermando di avere la manutenzione dell’illuminazione pubblica, mi risponde che la segnalazione deve pervenire dal Comune e non dal privato cittadino”

Come se non bastasse, arriva la ciliegina sulla torta, Chiasso Beato Puglisi viene utilizzato come vespasiano e a raccontare è sempre Rosario “giorni addietro la mia telecamera regolarmente denunciata al Comune e agli stessi Carabinieri di Monreale, ha ripreso un giovane papà che ha fatto urinare il suo dolce pargolo sulla stele che contiene la riproduzione dell’opera dedicata al Beato, ho gettato dell’acqua con la candeggina e ho evitato ogni discussione; ieri alle 16, è invece entrato un tizio che, ritratto di spalle nella foto estrapolata dal filmato della mia telecamera di sicurezza, si è appartato al muro poco distante dall’ingresso della mia palazzina, ha slacciato il calzoni e ha beatamente urinato. A questo punto, l’ho redarguito e tra mille mi scusi e perdono non lo farò più, ha ripulito tutto con il secchio e l’acqua e la candeggina che gli ho fornito”.

“Non mi resta che confidare sui Carabinieri e sul loro intervento – dice Lo Cicero -, benché loro sostengano di non avere competenza sui rifiuti abbandonati, e sulla sporadica vigilanza e sul loro intervento, che decine di volte ho sollecitato con i miei esposti e con le denunce presentate nella loro Stazione”.

Infine, il nostro collaboratore amareggiato e disilluso, chiude dicendo: “Purtroppo il perpetuarsi dei fatti, sicuramente non mi fanno confidare sull’intervento dei Vigili Urbani o nella ‘intercessione” del Sindaco e tanto meno nell’Assessore al ramo, che… meglio lasciar perdere!” 

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