Modusvivendi. fra saggio, musica e libri raddoppia.

Pasquale_Hamel
Pasquale Hamel

Doppio appuntamento d’inizio settimana alla libreria Modusvivendi di Palermo. Si comincia martedì 23 settembre (ore 18,30) con i libri e si prosegue il mercoledì 25, sempre allo stesso orario, per la rassegna Libri & Musica. Il primo dei due appuntamenti è con la storia, un saggio dal titolo “Il lungo regno” (Rubbettino) scritto da Pasquale Hamel. Il testo s’incentra sulla figura di Federico III d’Aragona, re di Sicilia, uno dei pochi sovrani a vantare il primato di un notevole consenso di popolo. Su Federico, però, ricadono tutte le conseguenze della rivolta del Vespro ed è lui che ad essere costretto, per circa quarant’anni, a guerreggiare con gli Angioini per difendere il territorio isolano. In pratica Federico può a dovere essere considerato il vero “fondatore della nazione siciliana” e la sua figura protagonista s’inserisce prepotentemente nel conflitto a lui contemporaneo tra il Papato e l’Impero. La sua determinatezza a non piegarsi al volere della ChL'immortalità_Kunderaiesa, lo porta, anche con talune ambiguità, ad essere riconosciuto come il leader del ghibellinismo italiano. Un principe illuminato a cui si devono disposizioni tendenti a regolare il difficile rapporto fra la corona e il baronaggio siciliano. Sulla storia di questo sovrano generoso e dimenticato, su cui Pasquale Hamel ha scritto in modo chiaro ed utile a comprendere in parte le vicende di un secolo travagliato come il XIII, converseranno con l’autore il prof. Giorgio Scichilone, docente di Storia delle dottrine politiche all’Università di Palermo, e il giornalista Ignazio Coppola. Il secondo appuntamento, invece, del 24 settembre è dedicato alla rassegna Libri & Musica, insieme agli Amici della Musica Palermo. Il programma è incentrato su uno dei romanzi più affascinanti di Milan Kundera, “L’immortalità” (Adelphi), edito per la prima volta in Francia nel 1990. Intervengono Dario Oliveri e il prof. Michele Cometa dell’Università di Palermo per parlarne. Se l’arte del romanzo ha oggi ancora una voce, è quella che ci parla e ci trascina dietro di sé in questo libro. Kundera ha l’arte di dire nel modo più limpido le cose che è più difficile dire a se stessi. E in questo romanzo ha teso all’estremo questa sua capacità. A partire dal semplice gesto di un braccio, da cui vediamo nascere – quasi davanti ai nostri occhi – un memorabile personaggio femminile, sino a figure di «grandi uomini» come Goethe e Hemingway, colte nel proprio imbarazzo di fronte al loro ruolo di «immortali», una tessitura musicale finissima di temi e di caratteri ci avvolge in queste pagine, che procedono per sorprese magistralmente scandite, al punto di introdurre uno dei personaggi più importanti proprio quando la narrazione si sta per concludere.

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