venerdì, 7 Ottobre 2022
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Turisti prelevano fauna marina a Lampedusa: le Associazioni ambientaliste chiedono l’apposizione di cartelli

La segnalazione arriva dalla Responsabile Nazionale del Laboratorio Ambiente e Natura IDV che si trovava proprio a Lampedusa, e ha visto tanti turisti sottrarre dal mare granchi e meduse per lasciarli morire fuori dal loro habitat

Tra i luoghi più suggestivi dell’Isola di Lampedusa, c’è la spiaggia della Guitgia, purtroppo ancora non protetta, dove durante questa stagione estiva sono stati avvistati, e a noi segnalati, turisti, prevalentemente non siciliani, che raccoglievano dal mare con delle retine le meduse, per gioco o per chissà quale gusto di vederle morire così, fuori dal loro habitat. Vittime di queste azioni indefinibili sono anche i granchi a cui vengono lanciate pietre o addirittura spaccati in due.

Ciò che viene subito in mente è ricorrere ad un divieto di raccolta della fauna marina, che purtroppo ad oggi non c’è. Con la conseguenza che, con le forti ondate turistiche soprattutto in questa stagione post pandemica, questi “atti vandalici” si sono perpetrati diciamo tutti i giorni. Questi fatti sono stati osservati e vissuti in prima persona da Beatrice Feo Filangeri, Responsabile Nazionale del Laboratorio Ambiente e Natura IDV che ha, a sua volta, prontamente allertato Pietro Ciulla, Presidente del WWF Sicilia e Giulia Casamento Referente biodiversità di Legambiente Sicilia.

Sulla questione Lampedusa, ho parlato con Giulia Casamento e mi ha confermato che gli atti denunciati da Beatrice Feo Filangeri avvengono fuori dall’area marina protetta e dalla Riserva – ha dichiarato Pietro Ciulla, Presidente WWF Sicilia – quindi, non possiamo intervenire direttamente attraverso questi Enti. Allora, ho pensato di fare una segnalazione al comune di Lampedusa, denunciando la situazione, e proponendogli di attivarsi attraverso l’installazione, lungo le coste, di pannelli informativi sulla negatività di tanti gesti piccoli e individuali che, se sommati su un gran numero di persone, hanno un forte impatto ambientale”.

“L’attività di contingentamento che stiamo portando avanti è fondamentale per assicurare la tutela dell’area – commenta Giulia Casamento, Referente biodiversità di Legambiente Sicilia – quello che posso dire in merito a questa segnalazione, è che ritengo che le azioni di sensibilizzazione ambientale e di divulgazione sugli ecosistemi siano fondamentali per aumentare la consapevolezza e il rispetto nei confronti dell’ambiente, e che appare necessario potenziare queste azioni anche negli ambiti esterni delle aree protette“.

In attesa di contattare anche l’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente Toto Cordaro, in modo che si possa relazionare col sindaco di Lampedusa al fine di installare dei divieti sull’area della Guitgia, Beatrice Feo Filangeri, Responsabile Nazionale di Laboratorio Ambiente e Natura IDV, ha detto: “Approdata per la prima volta sull’isola di Lampedusa, ho notato un’area protetta meravigliosa dove le Caretta caretta vengono a deporre le uova, e quindi di grandissima importanza a livello mondiale, ed ho notato che nella zona denominata Guitgia che comunque è ben tenuta e ben gestita, e le spiagge sono pulite, qui, purtroppo, il turismo di massa, tra cui prevalentemente non siciliani, probabilmente non si soffermano sull’importanza di questo sito e, con retini, secchielli ed anche con le mani, raccolgono ad esempio le piccole meduse, che sono fauna di Lampedusa, che dovrebbero essere protette in quanto sono a sua volta cibo per le Caretta caretta proprio nei periodi in cui approdano nell’Isola per deporre le uova. Per 20 km di perimetro di Lampedusa, le meduse della Guitgia possono anche arrivare all’isola dei Conigli. Come Responsabile Nazionale del Dipartimento Ambiente – conclude la Filangeri – potrei suggerire di diminuire il numero dei visitatori nell’area protetta; per la Guitgia, con Legambiente e WWF siamo giunti all’idea di far esporre dei cartelli di sensibilizzazione e far capire che questa fauna del mare va comunque rispettata, siamo noi ospiti nel loro ambiente“.

Quindi, non ci resta che attendere intanto l’apposizione di questi cartelli che ricordano di mantenere buon senso e rispetto anche per quella fauna marina che, come le meduse, può essere considerata fastidiosa, ma parliamo di essere viventi che vanno comunque tutelati anche perchè, grazie a loro, sopravvivono altri pesci, e quindi si mantiene la vita nei nostri mari. E, visto che questa stagione estiva volge al termine, oltre ai futuri cartelli auspichiamo anche al buon senso dei prossimi turisti, a partire da una maggiore sensibilizzazione soprattutto da parte dei genitori verso i più piccini.

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