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Il giorno dopo l’inferno. A Palermo e provincia con la tristezza nel cuore si contano i danni

Palermo 17/06/ 2016 – Palermo si è risvegliata stamattina con la tristezza nel cuore.  Il cielo plumbeo fa da contorno all’ odore acre di bruciato che si respira in città, cenere sparsa ovunque e si intravede ancora qualche rogo. Questo è lo scenario di oggi nel Capoluogo.

L’emergenza per fortuna sta rientrando ma per quasi 24 ore Palermo e molti territori della provincia sono sembrati l’inferno. Ad alimentare le fiamme è stato il forte vento di scirocco e le temperature tropicali che hanno superato i 45°. Il fuoco ha toccato diversi punti della città: da Monte Pellegrino allo Sperone, dall’Addaura all’Arenella e passando da Partanna sino a Sferracavallo ha provocato nei cittadini tanta paura e apprensione.

Stamattina si contano i danni e si cercano i responsabili. Ettari di vegetazione distrutte, persone intossicate e ustionate ricoverate negli ospedali Civico e Policlinico, centinaia di residenti evacuati dalle loro abitazioni.

cefalù le vele

Il fuoco ha colpito ovunque e ha danneggiato non solo  Palermo ma anche le Madonie, toccando anche Collesano, Lascari, e soprattutto Cefalù, in cui le fiamme hanno distrutto diverse infrastrutture per migliaia di euro.  Ora sopraggiunge pure l’emergenza idrica.

Le procure di Palermo e Termini Imerese hanno deciso intanto di acquisire le informative delle forze dell’ordine, al fine di aprire un’inchiesta sull’origine dei roghi, molti dei quali si teme possano essere di origine dolosa.

Molte sono le domande e le considerazioni fatte dal popolo dei social network e da tanti cittadini volontari che ieri sono stati protagonisti di tanti interventi antincendio: dov’erano i vigili del fuoco? Perché le Autorità ci hanno lasciati da soli? Di chi è la colpa di tutto questo? È ovvio che ci si aspetti una risposta.

Questa mattina  in Prefettura a Palermo, arriverà il ministro dell’Interno Angelino Alfano, per presiedere un vertice sull’emergenza incendi.

L’On. Erasmo Palazzotto di SEL, ieri in un comunicato ha affermato: “E’ evidente che ci sia una mano criminale dietro gli incendi. Lo dimostra il fatto che i focolai siano stati molteplici e sparsi per più punti del territorio. Le loro azioni sono però state agevolate dalle carenze nella manutenzione del territorio e dalla mancanza di un piano di prevenzione degli incendi. E’ inaccettabile che, nonostante si sapesse da tempo il tipo di giornata a cui si sarebbe andati incontro oggi, si sia potuti arrivare a questo”.

Per i 5 Stelle che chiedono che si faccia chiarezza non solo sulla dinamica, ma anche sulle inadempienze che hanno scatenato l’inferno sia a Palermo che in Provincia, in una nota ci  fanno sapere che “sono circa 20 gli atti parlamentari con cui il Movimento da anni denuncia, sia in Parlamento che in Assemblea Regionale Siciliana, l’assenza sia di adeguati piani di gestione e manutenzione che di un coordinamento delle varie autorità coinvolte per fronteggiare gli incendi”.

Ci auguriamo che al più presto si trovino i colpevoli e soprattutto che situazioni così gravi riescano ad essere fronteggiate nell’immediato per evitare ulteriori disastri.

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