lunedì, 15 Aprile 2024
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Dipendenze patologiche, un progetto per combattere i danni da uso di sostanze stupefacenti

Un investimento di quasi 1.000.000 di euro a valere sul Fondo Nazionale Infanzia e Adolescenza per la prevenzione e la riduzione dei rischi delle dipendenze patologiche, un presidio mobile rivolto a minori e giovani di Palermo per combattere i danni da uso di sostanze stupefacenti e l’attivazione di una serie di incontri presso le scuole “bersaglio” del territorio cittadino per sensibilizzare gli studenti su questa delicata tematica, oltre all’attività “di strada” svolta da operatori dedicati sul territorio comunale nei luoghi scelti in relazione alla presenza più massiccia del fenomeno.
E’ quanto previsto dal progetto presentato nei giorni scorsi dal sindaco Roberto Lagalla e dall’assessore comunale alle Attività sociali Rosalia Pennino, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Palazzo delle Aquile e a cui hanno preso parte, tra gli altri, anche il prefetto di Palermo, Maria Teresa Cucinotta e i rappresentanti della Direzione dell’Asp e dell’Ufficio Scolastico Provinciale e Regionale.

Per il sindaco Lagalla si tratta di «un investimento importante che dimostra l’impegno di questa Amministrazione comunale nel voler incidere significativamente sulla riduzione del consumo di sostanze stupefacenti nel nostro territorio e, in particolare, tra i giovani. Un’emergenza sociale che richiede un grande lavoro di squadra che coinvolge l’ASP, le Forze dell’Ordine e le associazioni del Terzo settore, solo insieme e grazie a una corale azione di contrasto e di prevenzione, che passa anche dal ruolo attivo degli istituti scolastici, è possibile raggiungere dei risultati».

 «Abbiamo sviluppato una sinergia straordinaria con il sindaco Lagalla e l’assessore Pennino, e grazie alla collaborazione di tutti gli attori che partecipano a questo importante progetto, possiamo dire che stiamo per scrivere insieme una pagina di legalità per il nostro territorio. Ritengo sia importante essere presenti nei quartieri cittadini, anche con azioni di sensibilizzazione e di informazione che possano contribuire in modo significativo al contrasto del fenomeno». Così ha affermato il prefetto Maria Teresa Cucinotta.

«Il consumo di stupefacenti – ha dichiarato il vice sindaco Varchi – è ormai una piaga sociale a Palermo. Esistono piazze di spaccio nelle quali, nonostante l’incessante operato delle Forze dell’ordine, non si smette mai di vendere la morte a tantissimi, soprattutto giovani, rovinando così le loro vite e, con esse, quelle delle famiglie. Questo primo, importante intervento strutturale della nostra Amministrazione, per il quale ringrazio l’assessore Pennino, è il frutto di un lungo lavoro di concertazione con tutti gli operatori interessati e offrirà un’assistenza a tutto tondo a quanti ne avranno bisogno. Confidiamo, con la presenza delle Istituzioni nelle piazze di spaccio che destano maggiore allarme sociale, di liberare tanti dal cappio della droga e affermare l’impegno dello Stato per la legalità».

«Sono molto soddisfatta del lavoro fatto – ha detto l’assessore Pennino – un’azione di risposta concreta alla domanda di emergenza sociale che tanto riguarda,  purtroppo i nostri adolescenti. Un sistema operativo di rete che ci consentirà di restituire prossimità e punti di riferimento anche alle famiglie che vivono questo dramma. La sfida, già messa in campo dall’Amministrazione, è quella di strutturare in un fondo dedicato l’obiettivo permanente della realizzazione del centro a bassa soglia».

L’idea alla base del progetto è frutto di un lungo tavolo tecnico cui, nei mesi scorsi, hanno preso parte il Comune (Area delle Politiche Socio Sanitarie), la Prefettura, l’ASP (U.O.C. Dipendenze Patologiche), le Forze dell’Ordine e tutti gli attori del Terzo Settore coinvolti a vario titolo. Nasce in risposta a una preoccupante emergenza sociale, registrata dai dati acquisiti dalla Prefettura, da cui emerge un diffuso e radicato utilizzo di sostanze stupefacenti in alcuni territori della città, in particolare di crack, soprattutto nel Centro storico cittadino. Per attivare, nel più breve tempo possibile, interventi mirati e integrati, articolati nell’ambito di un progetto complessivo, sono stati fissati gli obiettivi strategici e le attività da realizzare e si è lavorato sull’integrazione delle competenze istituzionali e la messa in campo delle risorse finanziarie, umane e strumentali.

L’Assessorato alle Attività sociali del Comune ha individuato nel Fondo ex L.285/97 le risorse finanziarie da investire nell’intervento, coinvolgendo, quindi, direttamente il tavolo operativo Gruppo Tecnico di Coordinamento con tutte le sue componenti istituzionali e non. La dotazione finanziaria è di circa 1.000.000 di euro prelevate dal Fondo Nazionale Infanzia e Adolescenza 2021, ex L. 285/97.

L’unità dell’ASP inizialmente presidierà in maniera strutturata la zona di Ballarò, dove incide significativamente il fenomeno. Il progetto, tuttavia, prevede in corso d’opera l’attivazione di interventi anche in altre aree della città, altrettanto problematiche e precisamente:

– Prima Circoscrizione di Decentramento, quartiere Albergheria (Ballarò);

– Seconda Circoscrizione di Decentramento, quartiere “Sperone”;

– Settima Circoscrizione di Decentramento, quartiere “ZEN”;

– Ottava Circoscrizione di Decentramento, quartiere “Borgo vecchio”.

In riferimento alle attività di prevenzione, particolare attenzione sarà dedicata alla programmazione di:

– Cicli di incontri presso le scuole bersaglio;

– Attivazione di sistemi di auto aiuto che coinvolgano anche le figure adulte di riferimento.

In generale, si tratterà di attuare interventi educativi in classe, rivolti a studenti delle scuole secondarie di primo grado; laboratori finalizzati agli obiettivi di progetto; incontri con i genitori e con le figure adulte di riferimento anche orientati allo scambio intergenerazionale.

Saranno implementate varie altre attività di supporto, specie in considerazione della peculiarità del fondo messo a disposizione del Comune di Palermo, che per la sua natura giuridica è rivolto a una platea ampia di minori e giovani. Ad esempio, il progetto nella sua articolazione coinvolgerà anche le scuole, il Terzo settore e le comunità educanti già attive sui territori, attori fondamentali di una corretta e funzionale dinamica di integrazione. Gli Enti del terzo Settore, in sede di concertazione dell’intervento al tavolo operativo Gruppo Tecnico di Coordinamento L.285/97, hanno dato disponibilità per attivare presso le loro sedi dislocate sul territorio servizi di ascolto e consulenza psicosociale, operatori di strada, rivolti alle famiglie di beneficiari degli interventi, con aperture calendarizzate e strutturate secondo una programmazione concordata in modo da garantire una presenza costante nelle aree bersaglio dell’intervento. Fondamentale, a tal proposito, il coinvolgimento di operatori “peer educator”, cioè giovani accomunati dalle stesse problematiche ed esperienze vissute che, opportunamente formati nella prevenzione di comportamenti a rischio, fungono da “facilitatori” nel processo di sviluppo di un pensiero critico sui comportamenti che possono ostacolare il benessere fisico, psicologico e sociale e una buona qualità della vita di questi ragazzi.

Inoltre, si opererà per creare un ponte con i servizi già esistenti, sia comunali (specie quelli nel campo dell’inclusione sociale) che dall’ASP (quali ad esempio il Sert e la Neuropsichiatria infantile). Mentre, con riferimento alle procedure pubbliche di affidamento dei servizi previsti, gli uffici preposti valuteranno quelle da adottare sia in ragione dell’emergenza che del rispetto della normativa vigente in materia.

Il progetto, che avrà una durata di 12 mesi, è da considerarsi propedeutico a investimenti di lungo periodo che il Comune di Palermo intende programmare per garantire continuità agli interventi messi in campo. Già durante il periodo di svolgimento delle azioni in programma si intendono attivare, infatti, le risorse presenti nell’asse dedicato del PON METRO PLUS 2021/2027 per la creazione di servizi “a bassa soglia”, di facile accesso, ispirati ai principi della riduzione del danno e della presa in carico sociale, dove l’obiettivo primario sarà quello di migliorare la qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari in luoghi dove sarà possibile anche confrontarsi.

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