‘Cambio per la mia libertà’. Un viaggio nella pellicola del regista napoletano, Giancarlo Della Volpe

Il film ha come palcoscenico Napoli ed è prodotto dalla PM Management Group Production/Film Production SRLs, di Piero Melissano

Il film “Cambio per la mia libertà”, ha come palcoscenico Napoli, città bellissima, piena di storia, di artisti ed anche di tanti pregiudizi. Una città che, per l’occasione diventa un palcoscenico straordinario. L’idea del film, nasce per contemperare due esigenze, quella di immergersi nella Napoli dei mille colori, attraversando i suoi quartieri, fatti di vicoli e vicoletti, l’altra di raccontare il malaffare e lanciare un messaggio di speranza. “Napoli è un paradiso abitato da diavoli”, diceva in una citazione, Benedetto Croce.

Per Eduardo De Filippo “Napule è ‘nu paese curioso: è ‘nu teatro antico, sempre apierto. Ce nasce gente ca’ senza cuncierto scenne p’ ‘e strate e sape recità”. Le massime citate, rispecchiano il percorso e le motivazioni del regista Giancarlo Della Volpe, racchiuse nel film “Cambio per la mia libertà”.

Ci vuole coraggio, ottimismo, occorre credere in se stessi e inventarsi scene e personaggi, musiche e parole che, guardino in faccia la realtà, anche a costo di ricevere critiche e dissensi. Questo è il progetto cardine del film di Giancarlo Della Volpe, il quale non si ferma davanti agli ostacoli e trova il modo di aggirarli. Lui inventa, lotta, racconta il mondo della camorra, della droga, del malaffare, con lo sguardo puntato al cambiamento.

Giancarlo chiude gli occhi, mette una mano sul cuore e racconta le piazze dello spaccio e della malavita. Con la tenacia che, lo contraddistingue, scende nei quartieri napoletani e sceglie i protagonisti del suo film: ragazzi di strada, che diventano attori. Il cinema per lui non appartiene solo ai privilegiati.

Comprende infatti che, il film sperimentale, non è una meta irraggiungibile, è una strada possibile, basta volerla affrontare con le proprie idee e con la convinzione di voler arrivare fino in fondo, per divulgare il senso unico della libertà.

Gianluca Della Volpe
Giancarlo Della Volpe

«Gli attori del set – dichiara il regista Giancarlo Della Volpe – sono persone molto diverse, profondamente motivate e desiderosi di verità. Non ho nessuna reticenza a lavorare con attori non professionisti, presi dalla strada, senza pretendere la stessa performance di un attore professionista. Lavorare con interpreti non professionisti, significa principalmente, accendere una luce nel tunnel della loro esistenza e fare in modo che il film diventi strumento su cui smuovere criticamente le coscienze. Il mio ringraziamento va al produttore, Piero Melissano, agli attori e a tutti coloro che, a vario titolo, fanno parte della squadra. Un ringraziamento va alla Polizia di Stato e in particolare, alla dottoressa Alessandra Esposito e al dottore Massimiliano Fenza, per la disponibilità e il sostegno».

«Le pellicole che puntano su volti nuovi, individuati per strada – dichiara il produttore Piero Melissano -, con il ruolo di interpretare scene reali di vita quotidiana, in dialetto napoletano, denota il profondo legame del regista con la città di Napoli e il coraggio delle scelte. A mio avviso sono queste le valutazioni che danno un senso al percorso di vita di ognuno di noi. Scegliere come cornice Napoli, vuol dire creare un’atmosfera popolare autentica, dove i personaggi si muovono in maniera armonica. La storia è intrigante, ricca di colpi di scena, invischiata nelle trame della realtà, dove in primo piano, è posta la necessità di mostrare spaccati di vita difficili, che, si intrecciano l’uno con l’altro, lungo un percorso fatto di conflitti, consapevolezze, voragini e rinascita. A Giancarlo Della Volpe, all’attore Giuseppe Bianco e agli altri protagonisti, va il mio plauso – conclude Piero Melissano – per aver portato in scena, spaccati di vita complessi e dolorosi, in apparenza ingestibili».

Napoli per chi l’ha vissuta è fatta di luci e di ombre: è uno scrigno di felicità, di civiltà e di cultura e non solo un luogo di desolazione e di malaffare. Come giornalista, sono convinta che, per tracciare la strada del cinema, bisogna partire dal cuore. Non posso non complimentarmi con il regista e il produttore, per avere avuto il coraggio di trasformare il film in uno strumento di aggregazione per diversi giovani, dando loro l’opportunità di misurarsi con le proprie capacità, assegnando loro uno spazio, dove poter veicolare la loro voglia di cambiare e sentire il profumo della libertà.