Beni culturali, a Marsala i bambini scoprono la nave punica. Una mostra al Mandralisca di Cefalù

Scoperti nuovi reparti ad Isola delle Femmine

nave punica - marsala
nave punica - marsala

Domenica 4 ottobre la nave punica custodita all’interno del Museo Lilibeo di Marsala sarà al centro di una mattinata destinata ai bambini. Dalle ore 10.00 alle 12.00, infatti, le sale del Museo saranno al centro di un’iniziativa che avrà come protagonisti i bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni, accompagnati dalle loro famiglie, ai quali sarà offerta un’insolita visita alla scoperta delle storie custodite nelle Sale del Museo.

Educare i bambini a visitare i musei, appassionarli alla propria storia, coinvolgerli attraverso i sensi, stimolare la loro fantasia, suggestionarli ed emozionarli perché diventino giovani curiosi, sicuri, orgogliosi delle loro origini. Penso al Museo come a un luogo dell’anima, che rimanga nel cuore di un bambino e lo riporti a quelle sale ogni volta che ha bisogno di ritrovarsi, anche da adulto. Così penso debba essere un museo – spiega l’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – versatile e suggestivo”.

I piccoli ospiti potranno conoscere la storia del relitto della Nave punica esposta al Lilibeo, seguendo un percorso di visita che li porterà in un secondo momento ad esprimersi con la loro fantasia ad inventare storie legate alla Nave, evocate dall’osservazione dei reperti del relitto esposto.

 “Abbiamo pensato a un’esperienza calibrata a misura dei bambini che durante la mattinata di domenica diventeranno i protagonisti attivi del nostro Museo – dice Enrico Caruso direttore del Museo Lilibeo – Si tratta di un’esperienza che introduce i bambini e le bambine al mondo della conoscenza del proprio territorio attraverso un’esperienza che li mette in gioco”.

A conclusione delle attività si darà lettura delle storie inventate dai giovanissimi visitatori, che riceveranno in dono una pubblicazione che ricorderá loro l’esperienza vissuta al Museo.   

Modalità di partecipazione

Per partecipare all’iniziativa occorre effettuare la prenotazione obbligatoria attraverso l’App youline.laculturariparte.html – Info: tel. 0923.952535 e.mail: parco.archeo.lilibeo@regione.sicilia.it  – sito: parcolilibeo.it 

Ingresso: Alle famiglie con bambini che parteciperanno alla visita guidata, nella misura massima di 40 partecipanti, sarà garantito l’ingresso gratuito. La visita al Parco Archeologico e al Museo potrà essere effettuata dalle ore 9 alle 19.30, secondo le tariffe vigenti: biglietto intero 4 Euro – ridotto 2 Euro.

Obblighi anti-Covid: Al fine di garantire le condizioni di visita in sicurezza gli ingressi saranno contingentati. Necessario l’uso della mascherina obbligatoria all’ingresso e durante tutta la permanenza nell’area museale, il controllo della temperatura all’ingresso, la registrazione e il distanziamento interpersonale.

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Domenica 4 ottobre al Museo Mandralisca di Cefalù si inaugura – alla presenza dell’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà, del Sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, della Soprintendente dei Beni Culturali di Palermo, Caterina Greco, la mostra di Domenico Pellegrino “Eracle. L’uomo, il mito, l’eroe”, che resterà aperta al pubblico dal 5 ottobre al 31 gennaio 2021.  

Il raffinato gruppo bronzeo di Eracle con la cerva da Cerinea, da sempre uno dei reperti più famosi e ammirati del Museo Salinas, esce per la prima volta dai locali dell’ex Casa Conventuale dei Padri Filippini all’Olivella, dove dal 1866 ha sede il Museo Nazionale poi divenuto Museo Archeologico Nazionale e infine intitolato nel 1995 ad Antonino Salinas. Questa circostanza contribuisce ad accrescere l’unicità di un evento che già di per sé offre molti spunti innovativi.

“La mostra di Domenico Pellegrino rappresenta simbolicamente – dice l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – l’apertura di un dialogo e un’iniziativa che si candida a far diventare un fatto eccezionale come una nuova normalità. La mostra che si inaugura al Mandralisca costituisce, infatti, l’avvio di una politica di  collaborazione che vede, innanzi tutto, i grandi Musei Regionali dialogare con le piccole realtà museali per arricchirne l’offerta culturale e, in secondo luogo, rafforza il confronto tra arte antica e contemporanea nella ricerca di una continuità espressiva che troppo a lungo è sembrata sincopata, se non addirittura negata. Domenico Pellegrino, che attraverso questa produzione artistica si conferma sempre più “artista della luce” ci ricorda le sfide che da sempre l’essere umano è chiamato ad affrontare: sfide con il mondo esterno ma anche, e soprattutto, con le proprie paure: incertezza, solitudine, senso della vita, precarietà. E cosa di più attuale possiamo immaginare se non una mostra che oggi, in tempo di Covid, ci richiama a scoprire la forza interiore in una ‘visione luminosa’ quale quella che ci offre la mostra?”

Per Caterina Greco, direttrice del Museo Archeologico Regionale “A. Salinas” la mostra del Mandralisca “rilancia, in un inedito e stimolante dialogo con le opere contemporanee di Domenico Pellegrino, l’interesse verso una scultura che riproduce un episodio per molti versi meno noto delle fatiche di Eracle, quello della cattura della cerva dalle corna d’oro sacra ad Artemide che, nei dintorni della città di Cerinea, sfuggiva ai cacciatori impegnandoli in corse perennemente sfiancanti. Non v’è dubbio – dice Caterina Greco – che questa seppur temporanea ambientazione esalti, per contrasto, la relazione che si istituisce con le opere di Domenico Pellegrino, attraverso le quali il tema delle imprese di Eracle viene declinato tenendo conto del simbolismo implicito che le peregrinazioni occidentali assumono nell’eroe greco per eccellenzala cui narrazione mitologica sottende la storia della colonizzazione greca nel Mediterraneo. La nave, con cui Pellegrino apre la mostra, è lo strumento antico (e moderno) con il quale ancora oggi, come ieri, si continuano a percorrere le vie liquide dell’universo mediterraneo che disegna paesaggi, muove conflitti, apre conoscenze e infine crea il suo immaginario mitico e i suoi eroi”.

In fondo, l’artista ci ricorda come la conquista della conoscenza e l’ampliarsi degli orizzonti dell’uomo costano sempre fatica e coraggio; sempre più fatica e ancor più coraggio. E l’eroe in fondo è ancora emblema della sfida, ragione per cui la figura di Eracle può costituire, oggi come ieri, un riferimento enigmatico e potente.

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Nuovi elementi archeologici finora inediti che potrebbero incrementare il patrimonio culturale di un itinerario subacqueo sono stati individuati in questi giorni nel corso di alcune iniziative di ricognizione che si sono svolte nelle acque antistanti Isola delle Femmine. Si tratta, in particolare, di un ceppo di ancora in piombo frammentato, di un’ancora in ferro e di un elemento circolare in ferro pertinente la dotazione di bordo di un’antica imbarcazione.

I tre reperti sono stati individuati nel corso di alcune iniziative a carattere didattico che hanno impegnato la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana insieme a partner siciliani e nazionali.

In particolare, si sono svolte ricognizioni archeologiche subacquee nelle acque dell’Area Marina Protetta di Isola delle Femmine all’interno del programma di collaborazione tra la SopMare e il CMAS Diving Center Italia, con il patrocinio della Commissione Europea Affari Marittimi European Maritime Day 2020, e il 2° Stage Subacqueo Formativo, realizzato nell’ambito del programma di alternanza scuola/lavoro riservato agli studenti dell’I.S.I.S. Politecnico del Mare di Catania.

Continua l’impegno della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana sul piano della formazione e della collaborazione con i Diving e le scuole. Una collaborazione proficua – dichiara l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – che consolida anche le relazioni scientifiche di scambio con le Università e l’istituto Politecnico del Mare di Catania che ha potuto attingere a un’esperienza formativa di quattro giorni con lezioni teoriche e pratiche tenute da esperti del settore. Un ambito, quello formativo, verso cui il Governo regionale è orientato a incrementare l’impegno della SopMare, considerando quello dell’educazione al patrimonio archeologico e ambientale un obiettivo prioritario dell’amministrazione dei Beni Culturali”.

Le iniziative si sono svolte grazie alla collaborazione attiva della Prof. Giovanna Bucci in rappresentanza dell’Università di Padova e della CMAS Diving Center Italia, della Prof. Elisabetta Giustolisi dell’Istituto Statale Politecnico del Mare Duca degli Abruzzi di Catania, del Diving Saracen Center dei fratelli Tony e Alberto Scontrino, con la quale è stato rinnovato un Protocollo d’Intesa di collaborazione scientifica, e della ASD Jonica Diving School rappresentata da Orazio Motta.

Rinnovato anche il Protocollo di Intesa di collaborazione per la didattica con l’I.S.I.S. Politecnico del Mare di Catania.

Alle ricognizioni subacquee, coordinate dall’archeologo della Soprintendenza del Mare Fabrizio Sgroi, hanno preso parte Giovanna Bucci con il supporto logistico del Diving Saracen Center che ha all’attivo anche nelle ricognizioni con la SopMare nelle acque delle Eolie.

Un’importante esempio di didattica dedicata agli allievi – dice Valeria Li Vigni, Soprintendente del Mare della Regione Siciliana – che si sono confrontati con il mondo dell’Archeologia subacquea accompagnati dai tecnici del nostro gruppo di esperti e dall’esperienza della professoressa Bucci, che più volte ha lavorato con la SopMare nei fondali di Isola delle Femmine. Importante – sottolinea la Soprintendente – il sostegno tecnico dei Diving che collaborano attivamente con noi alla scoperta dei fondali segnalandoci spesso preziosi reperti e che assumono un ruolo fondamentale  nell’attività quotidianamente portata avanti dalla nostra struttura”.

L’iniziativa si è svolta nell’arco di quattro giorni alternando lezioni teoriche tenute dagli archeologi Giovanna Bucci, Roberto La Rocca e Fabrizio Sgroi a ricognizioni archeologiche in mare destinate a una trentina di corsisti.

Ai partecipanti sono stati consegnati gli attestati alla presenza della Soprintendente e dell’Ing. Pietro Selvaggio.