PALERMO – Una morte simulata, sei presunte vedove, un notaio trasformato in complice e un’eredità capace di mettere alla prova sentimenti e convenienze. Domenica 8 novembre, alle ore 18, la compagnia teatrale Gli Smascherati porta al Teatro della Consolazione di Palermo, in via Amilcare Barca 2, “Sei vedove per un defunto”, commedia brillante inserita nella rassegna dedicata a Pippo Spicuzza.
Il dispositivo comico parte da un espediente antico quanto il teatro: fingere la morte di un personaggio per osservare ciò che accade quando gli altri lo credono definitivamente fuori scena. Federico, interpretato da Simone Cataldo, decide di sottoporre le donne che hanno attraversato la sua vita a una prova estrema, cercando di capire quale sentimento sopravviva alla sua presunta scomparsa e quanto, invece, pesino denaro, aspettative e possibili eredità.
A sostenerlo nell’impresa è Cacace, il notaio che finisce coinvolto nella messinscena e deve reggere un equilibrio sempre più precario fra complicità, paura di essere scoperto e conseguenze dell’inganno.
La struttura richiama alcuni meccanismi profondamente radicati nella tradizione della commedia: il morto che continua, invisibile o nascosto, a determinare l’azione; l’equivoco che si allarga progressivamente; l’ingresso dei personaggi secondo una logica di accumulo; il denaro come detonatore capace di far emergere ciò che, finché tutto procede normalmente, rimane celato.
In Sicilia questi dispositivi hanno trovato una declinazione particolarmente fertile nel teatro popolare e nella commedia di carattere. Senza stabilire parentele dirette, la costruzione di “Sei vedove per un defunto” può ricordare quel gusto per il tipo umano immediatamente riconoscibile che attraversa una parte importante della tradizione teatrale isolana: da Nino Martoglio al teatro portato sulle scene da Angelo Musco, dove il carattere, il gesto, l’iperbole e il conflitto tra interesse privato e convenzione sociale diventano comicità.
Martoglio conosceva bene la forza di una società osservata attraverso i suoi tic, le differenze di classe, le ambizioni e le debolezze individuali. Con Musco, quei caratteri acquistavano una fisicità scenica capace di trasformare una situazione quotidiana in un congegno teatrale. In questa linea, pur con linguaggio e forme contemporanee, si può leggere anche la galleria femminile costruita attorno al finto defunto: sei figure fortemente differenziate, ciascuna portatrice di una propria ossessione e di un diverso modo di reagire alla situazione.
C’è Donna Pella, interpretata da Laura Reale; Amalia, attratta dal misticismo; Beatrice, la vedova intellettuale; Lulu, immersa nel mondo dello shopping e dei selfie; Carmela, costruita attorno a una sicilianità temperamentale volutamente accentuata; infine Vittoria, la russa dal passato legato al KGB, presenza grottesca e minacciosa che spinge apertamente il personaggio verso la caricatura.
A interpretare le sei donne sono Laura Reale, Giusi Riti, Daniela Giannino, Barbara Durante, Loredana Sucameli e Giusi Giurintano. Accanto a Simone Cataldo figurano inoltre Vincenzo Aiello, Gioacchino Collica ed Eliseo Incardona. Nella vicenda entrano anche due creditori, Tony e Battistoni, che reclamano quanto dovuto e aggiungono un’ulteriore pressione alla già fragile architettura messa in piedi dal protagonista.
Proprio l’uso della caricatura merita una lettura che vada oltre la semplice successione delle gag. Nella commedia siciliana il personaggio fortemente tipizzato è spesso un mezzo per rendere leggibili, attraverso l’eccesso, comportamenti usuali. Il pubblico riconosce un gesto, un modo di parlare, un’ambizione o un difetto e ride perché ne percepisce immediatamente la matrice umana.
Il meccanismo dello smascheramento conduce inevitabilmente anche a Pirandello, sebbene qui ci si trovi in un territorio decisamente più farsesco e leggero.
“Sei vedove per un defunto” lavora dunque sul piacere immediato dell’equivoco e della situazione paradossale.
Il denaro, del resto, è una presenza antica nella commedia. Eredità, debiti, creditori, patrimoni e matrimoni d’interesse attraversano secoli di teatro perché consentono di mettere i personaggi davanti a qualcosa di molto concreto. La trappola organizzata da Federico dovrà arrivare al proprio punto di rottura e, come accade nelle commedie costruite sullo smascheramento, chi vuole osservare gli altri rischia alla fine di essere costretto a guardare anche se stesso.
L’appuntamento con “Sei vedove per un defunto” è per domenica 8 novembre 2026 alle ore 18 al Teatro della Consolazione, in via Amilcare Barca 2 a Palermo. Per informazioni e prenotazioni: 327 4429098.


