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Vasco o Ligabue? A Palermo il “Duello” di Salvo Tarantino svela ciò che unisce i due pubblici

Un bancone da bar può bastare per discutere una sera intera su Vasco Rossi e Luciano Ligabue. Salvo Tarantino ne ha fatto il punto di partenza di “Il Duello – Il Musical”, lo spettacolo da lui ideato e portato in scena dalla Compagnia Teatrale dell’Aurora sabato 31 ottobre, alle 21, al Nuovo Teatro Zappalà di Palermo. Due tribute band interamente dal vivo, attori e oltre venti ballerini hanno condiviso il palco per raccontare quanto la musica possa entrare nella vita delle persone e sui ricordi che ciascuno affida alle proprie canzoni.

L’intuizione di Tarantino è stata quella di costruire una vicenda intorno agli ascoltatori e alle loro appartenenze. Il Roxy Bar e il Bar Mario sono diventati così due luoghi da difendere. Il confronto musicale ha permesso ai personaggi di esporsi, riconoscersi e lasciare affiorare ciò che si nasconde dietro una preferenza apparentemente semplice.

Il bar ha offerto una situazione teatrale immediata: ci si incontra, si prende posizione, si finisce per parlare di sé. Viene in mente la funzione della piazza e della bottega nel teatro di Goldoni, spazi quotidiani nei quali i caratteri si rivelano attraverso il rapporto con gli altri. Nel progetto di Tarantino, a far emergere le storie sono state soprattutto le canzoni, con il carico di ricordi che ciascuno porta nell’ascolto.

Gli Angeli 2.0, per il repertorio di Vasco Rossi, e i 77giri – Ligabue Experience hanno sostenuto la parte musicale. Accanto a loro, gli attori Calogero Spina, Mirko Donnarumma e Salvatore Badagliacca, con le coreografie realizzate in collaborazione con Flashdance. La compresenza di musicisti, interpreti e danzatori ha richiesto un lavoro d’insieme che costituisce una parte sostanziale dell’idea di Tarantino: far convivere il linguaggio del concerto con lo sviluppo di una storia.

Tra i musicisti presentati al pubblico, Gabriele Buttitta alla batteria, Cristian Basile al basso, Andrea Gioè alla chitarra e Carlo Siri alle tastiere; e ancora Salvo Fausto alla batteria, Paolo Carrisi alla chitarra, Claudio Di Girolamo alle tastiere e Marco Cellura al basso.

La compagnia aveva spiegato il senso del progetto fin dalla presentazione: «Con “Il Duello – Il Musical” non volevamo raccontare la biografia o le storie personali di Vasco Rossi e Ligabue, ma portare in scena l’impatto straordinario che le loro canzoni hanno sulla vita di tutti noi». È questa la direzione nella quale il confronto fra i due repertori ha acquistato un significato teatrale.

Il ruolo di Salvo Tarantino, ideatore dello spettacolo, è stato riconosciuto anche nei saluti conclusivi. Dal palco è arrivato un ringraziamento affettuoso a chi ha saputo coinvolgere gli altri e accompagnare il progetto fino alla sua realizzazione: «Tutto questo si è potuto realizzare soprattutto grazie all’impegno di questo pazzo — perché è un pazzo — che riesce a trascinare gli altri in tutto quello che fa».

Parole informali, pronunciate nel momento del congedo, che restituiscono il riconoscimento al lavoro di Tarantino. A colpire, nello stesso intervento, è stata soprattutto la presenza dei ragazzi riuniti sulla scena: «Io ne sono orgoglioso, soprattutto perché vedo tanti giovani alle mie spalle. Questa è una cosa che mi riempie di gioia».

I ringraziamenti hanno dato spazio anche a chi ha contribuito alla costruzione materiale dello spettacolo. Un pensiero particolare è stato rivolto ad Anna, la costumista, «che ha dedicato anima e cuore al suo lavoro per rendere i costumi il più possibile fedeli ai personaggi». Sono stati ricordati la coreografa, Spot Spettacolo, Lucio, il personale di sala e chi ha lavorato dietro le quinte, oltre al Teatro Zappalà e a Valentina Vitale per l’ospitalità.

Alla stampa che ha accompagnato il progetto è stato rivolto un ringraziamento per il sostegno e la visibilità. Poi l’abbraccio all’intero gruppo.

Il finale ha aperto anche una riflessione sul futuro della sala e sulla necessità di frequentarla con continuità. «Questo teatro deve vivere», è stato detto, ricordando l’avvio della campagna abbonamenti e una stagione che comprende cabaret, prosa, musical, operetta e opera.

L’invito riguardava in particolare i più giovani: «Questa serata può e deve essere uno stimolo per tornare qui, magari insieme a questi ragazzi, perché loro hanno bisogno di vivere il teatro». Un richiamo a conoscere il lavoro che precede l’ingresso in scena, a osservare il percorso degli altri e a trovare nuovi riferimenti. È anche su questa possibilità di coinvolgimento che il progetto ideato da Salvo Tarantino ha posto l’accento, riunendo generazioni diverse intorno a due repertori rock.

foto Claudia Scavone

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