martedì, 29 Novembre 2022
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Arco Azzurro, Castello San Marco, chiesa del Sepolcro ed altri luoghi che aprono a Bagheria: ecco come visitarli

Per tre weekend dal 10 al 25 settembre

Le Vie dei Tesori ritorna a BAGHERIA il suo terzo anno consecutivo. E quest’anno sarà anche possibile visitare uno dei “mostri” industriali più incombenti della zona, la fabbrica dismessa della Sicilcalce che chiunque visiti il Museo Guttuso e Villa Cattolica, si trova dinanzi. L’azienda che produceva calce viva e intonaci ha lavorato fino alla fine degli anni ’90: entrando, le grandi strutture in ferro – i forni, i mulini e i silos – sembrano far parte del relitto di una nave. E saranno proprio gli ex lavoratori della Sicilcalce a condurre le visite alle 17 di domenica 11 e domenica 18 settembre e di sabato 24 settembre. Un vero viaggio nella memoria attraverso i ricordi di chi ha vissuto questo luogo.

Il programma del festival – curato sul territorio da Agostino D’Amato – è molto articolato e racchiude castelletti fortificati, ville storiche che aprono per la prima volta al pubblico, case d’artista, piccoli musei gioiello, ricostruzioni in 3D e persino un focus sull’ ultimo Monsù, l’antenato dello “chef” delle famiglie nobiliari, oltre ad una grande mostra sul fotografo Mimmo Pintacuda, raccontato dal figlio Paolo a Villa Cattolica; esperienze nella natura e sortite fuori porta nel mare di Santa Flavia e Porticello.

Da sabato 10 settembre per tre weekend, sempre sabato e domenica, fino al 25 settembre. I coupon saranno validi nei confini della stessa provincia, quindi a Bagheria e Termini, ma anche a Carini, Cefalù e Palermo che apriranno i loro siti ad ottobre. E’ consigliata la prenotazione, per le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su leviedeitesori.com o all’info point allestito a Villa Cattolica – Museo Guttuso, via Ramacca, 9, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18. Per passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su leviedeitesori.com o sui luoghi di raduno.

I LUOGHI DI BAGHERIA

Oltre la Sicilcalce, undici sono i luoghi e otto le esperienze in programma, non solo a Bagheria ma anche nei dintorni come l’Arco azzurro, luogo recuperato e restituito alla comunità dopo la confisca alla mafia. Porticello invece, offrirà le gite in barca e le immersioni, e Santa Flavia una “villa fortificata” mai aperta al pubblico: Castello San Marco, edificato a fine ‘600 attorno a una torre di artiglieria cinquecentesca, come dimora estiva dei principi di Mirto e dei conti di San Marco che vollero che l’architetto mischiasse elementi delle fortificazioni militari con altri tipici delle residenze di campagna. Ne è venuto fuori un ibrido: bastioni, feritoie, persino un ponte levatoio ancora funzionante, che intrigò pure Giuseppe Tomasi di Lampedusa che qui visse durante la guerra. Poi l’Arco del Padreterno che altro non è se non uno degli ingressi trionfali della settecentesca villa Palagonia: il principe Francesco Ferdinando Gravina vi mise a guardia (ancora visibili) sette improbabili e bizzarri gendarmi ussari, in alta uniforme, realizzati in tufo, come l’intero monumento. Poi la chiesa del Sepolcro con il suo prospetto neogotico e l’altare barocco che proviene dalla chiesa di San Giacomo, demolita nel 1860 dopo la rivolta della Gancia. Poi la dimora storica settecentesca Cirrincione-Mineo dove visse l’ultimo monsù, Mario Lo Menzo che qui – tra gli arredi d’epoca – è raccontato nella mostra “Mani innamorate”, a cura di Sabrina Gianforte. Bagheria è città di villa nobiliari e questo si sa: ecco che a Palazzo Cutò le residenze della storica “villeggiatura” sono ricostruite virtualmente in 3Dseguendo un progetto della pittrice bagherese Caterina Guttuso, presidente dell’associazione Anthemion.

Villa Cattolica ospita una mostra che aprirà proprio per il Festival: “Mimmo Pintacuda, il testimone discreto” che racconta il maestro e mentore di Peppuccio Tornatore (che a lui si ispirò per il personaggio di Alfredo in Nuovo Cinema Paradiso. Ma Pintacuda è stato uno tra i più importanti fotografi dello scorso secolo, citato dai Fratelli Alinari: la mostra racchiude un corpus di scatti tra il 1965 e il 2010, ed è curata dal figlio Paolo, scrittore e sceneggiatore che sta pubblicando la biografia inedita del padre attingendo a materiali preziosi dall’archivio di famiglia comprese le lettere autografe dell’amico Renato Guttuso. Tra le novità di quest’anno anche il giardino settecentesco di Villa San Cataldo, ricco di fiori e piante di pregio, pini secolari e ampi viali, sedili e torri di vedetta. Sarà visitabile anche una parte interna della villa e si potrà scendere una scala a chiocciola chiusa da anni, riportata alla luce dal Lions Club che qui ha creato un living lab aperto ad associazioni, scuole e amministrazioni. Ed ancora, il Museo del Giocattolo tra bambole in pannolenci, pupattole in biscuit, carrozzine in alpacca. E da Aspra verrà raccontata la borgata dai residenti.  

ALTRE INIZIATIVE

Tra queste, la visita alla bottega dell’ultimo pittore di “masciddara”, Michele Ducato ha come “amici” Angelica e il paggio Medoro oppure Astolfo che cerca sulla luna il senno di Orlando, oltre a santi e cavalieri, saracini e crociati: con la sua guida si potrà dipingere un oggetto in stile; e anche la visita al Museo dell’Acciuga dove si racconta il mondo “povero” della pesca e della salagione. E, quasi collegata, la sortita da Nonno Pino U’Barunieddu che produce conserve in cui nasconde una stranissima ma sublime “crema di sfincione” e altre prelibatezze. Poi l’Oasi Blu, casa d’artista, una wunderkammer tra cappelle votive, altari ai viaggiatori illustri, memorabilia raccolte da un ex ferroviere prestato all’arte che offrirà la visita di stanza inedite sulla scia della voce morbida di un mezzosoprano; ed ancora, le storiche cantine della Duca di Salaparuta, a Casteldaccia, affacciate sul mare, dove si racconta una storia iniziata nel 1824, fatta di passione per le sfide e di attenzione per la natura e il territorio. Si visita la bottaia, l’innovativa sala di degustazione e l’enoteca.

Informazioni: 091 842 0004, tutti i giorni  10-18, e sul sito leviedeitesori.com

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