venerdì, 24 Maggio 2024
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Anténa, la personale di Martin Chramosta al Salone Cassata Drone Attico. Fino al 4 maggio

Cassata Drone Expanded Archive  presenta  Anténa la mostra personale di Martin Chramosta a cura di G. Olmo Stuppia presso il Salone Cassata Drone Attico di via Malta 21, a Palermo, col supporto di Canton KulturBasel.

Una civetta, una rondine, un tritone, un serpente e altri animali mitologici attorniano una “Anténa” in ferro – scultura prodotta ad hoc per la mostra – seguendo fedelmente la linea dell’orizzonte marino che sovrasta la Kalsa. La monumentale scultura che dà nome al nucleo espositivo ad hoc di Martin Chramosta, apre ancora una volta lo spazio di Cassata Drone, imparando ad abitare e trasmettere pacificamente. I medaglioni in terracotta fungono da attivatori totemici sfidando la verticalità dell’atenna-scultura, alta oltre 40000mm. Sfidando il tempo e rappresentando un nuovo zodiaco, decostruendo le necessità del calendario gregoriano. 

La mostra personale dell’artista elvetico-boemo si nutre di reminiscenze, viaggi per tornare a casa e ricordi dell’archivio familiare saldati all’architettura simbolica di Praga. Presenta a Palermo la sua prima personale in Sicilia. L’antenna è l’apparato dominante della nostra epoca, come le antenne del MUOS propagano dati fluidificati nell’etere a satelliti che guidano macchine e idee di morte. L’antenna propaga il segnale dei cabaret ed il segnale 5G. L’internet delle cose giace su antenne, si propaga e finge di unirci, è la nuova elettricità. É un cavo di fibra di luce che diventa aria e poi torna, complici i “dannati” ripetitori a terra, schiantandoci al suolo. Al resto pensa “Il sangue dei nostri appartamenti” (Paul Claudel) la forza della luce addomesticata: la forza elettrica. Una “antennificazione” che ci incolla all’epoca della “politica a sfioro”, anestetizzata dal trauma  informativo. 

Gli elementi scultorei presentano un primordio: una trasmissione slanciata al cielo. Ferro saldato dal fuoco e da forme di un alfabeto interiore, da cui rivede un cigno, il Cigno Bianco. 
Una scultura che si fa antenna radio trasmettendo anche in fm e via web, un continuo vocalizzo.

Un rito pasquale come la “cassata-quas’at” palermitana “infarcita: e decorata con arabeschi al pistacchio e ricotta dalle mani del Cavaliere Guli per l’Esposizione Universale di Vienna di fine ‘800. Un tornare indietro che è l’unico modo per un futuro di ottimismo e pace.  Trasmettere è sempre accogliere, accatastare parole, riascoltare Radio, amare nemici ed amici, rivedere gli oltre ottanta scritti di Radio Benjamin o di Carlo Emilio Gadda.

Chramosta presenta a Palermo una monumentale scultura in ferro al centro dell’attico, ispirata all’antenna del famoso centro commerciale ceco “Cigno Bianco”, dal sapore sovietico-fantastico, narrando una odissea sublime e privata. Una memoria intima di un racconto paterno che si fa contro-cartolina; una necessità di de- mitizzare le frontiere e l’aggressione per l’uso militaresco delle forme e del metallo. Un vulcano filiforme. 
Una nuova cosmogonia si materializza attorno al pubblico, tra elementi slanciati e trasmissioni offuscate dagli intrighi del potere. Una pendenza esistenziale tra architettura del paesaggio e tensione urbana nello spazio del “palazzo storto” bombardato dalla RAF nel 1943.

Una mostra che prova a cucire le lacerazioni tra meridione e settentrione, tra est e ovest, accogliendo gli ingredienti migliori come una finissima pasta di ricotta. Dal ferro sanguigno al gustare dolcissimo, dalla forma all’architettura razionale del “Palazzo Storto” sino alla “bacinella-geologica” della Sicilia, della Cassata Siciliana e la necessità di trasmettere e irradiare.
Una forza  irrinunciabile dell’essere umano: la furia del pronunciare. Dai totem tribali alle mortifere antenne del Muos ad esempio: una necessità di comunicare col celeste, antichissima quanto attuale: un bisogno di comunità e di sguardi singoli, di canalizzare le pulsioni magiche della storia. Ancora una volta “quas’at” una bacinella sensibile a colori dal nome arabo, diventa un contenitore estetico raffinato; dipanandosi dinanzi agli
occhi del pubblico, accompagnandolo in un viaggio immaginifico, fantastico, delicato. 

IL PROGETTO E IL SUO ALFABETO
Anténa è un progetto artistico di ricerca tra cultura boema e cultura siciliana che insiste sul dipanare il gioco violento della politica della trasmissione (mitologica, tecnologica, etnografica), per farne un apparato artistico, un dispositivo di divulgazione ed educazione.  Il dispositivo configurato da Martin Chramosta per Cassata Drone ha una punta visiva di nostalgia, di viaggi verso la famiglia, di ritorno a casa. Come gustare un cibo antico, nutrirsi nel cuore e nel corpo. Una scultura che abbracci e propaghi un segnale dialogando con la storia Cassata Drone Expanded Archive e il suo tentativo di politico ed iconologico di smontare pezzo a pezzo le necessità dello sguardo armato, per fare arte, oltre alle semplificazioni e alle polarizzazioni di ogni partitucolo. 
Proporre invece uno sguardo intimo con l’arte, creare si un tocco scultore ma anche sguardo non belligerante. Un occhio e sguardo molteplice, su come viene percepita e come si percepisce l’Isola più vasta e militarizzata d’Europa: la Trinacria.

L’artista elvetico, propaga il suo segnale con il linguaggio a lui più caro: la scultura su metallo e la terracotta. 
Se furono dei proto-artisti a dipingere le grotte di Marettimo e Lascaux, è in un prisma di scomposizione « primitiva » che si inscrive l’alfabeto visivo di Chramosta che sgorga dal Danubio al Mare Nostrum, circondando la sua Anténa, di simbolici medaglioni a sigillare un tempo magico, un pseudologia fantastica capace di attrarre a sé, di caricare di affetto anche lo schematismo architettonico dell’epoca sovietica, per offrirne una rilettura singolare.  Attorno dei docili segni, un nuovo conio esistenziale: un ciclo di medaglioni in terracotta.

SCHEDA MOSTRA

Dal 3 aprile al 4 maggio.
ORARI: dal 4 aprile al 17 aprile -> dalle ore 15 alle ore 19; dal 17 aprile al 4 maggio su appuntamento -> press@cassatadrone.org  | 334 7374093  | 366 4337348.

Ingresso gratuito.

www.cassatadrone.org/chramosta

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