martedì, 16 Luglio 2024
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Ancora morti sul lavoro. A Casteldaccia muoiono 5 operai e un sesto è in gravi condizioni

Terza strage sul lavoro del 2024 dopo i 7 a Suviana (nel Bolognese) e i 5 della Esselunga a Firenze

Ennesima tragedia sul lavoro, sono morti cinque operai impegnati in lavori fognari lungo la Strada Statale 113 a Casteldaccia, in provincia di Palermo. Un sesto operaio è in gravissime condizioni, trasportato all’ospedale Policlinico di Palermo.

I lavoratori, secondo le prime ricostruzioni, sono morti uno dietro l’altro calandosi in un tombino dell’impianto fognario. Prima sono svenuti per le esalazioni all’interno delle vasche di sollevamento e poi sono deceduti.

Dopo che il primo operaio è rimasto nel sottosuolo senza venir fuori, gli altri si sono calati per capire cosa stesse succedendo. Il settimo componente della squadra, non vedendo uscire i colleghi, ha dato l’allarme. Quattro vittime sono operai della Quadrifoglio di Partinico, tra di loro figurerebbe anche il titolare della ditta; il quinto è un lavoratore interinale dell’Amap.

A perdere la vita sono stati: Epifanio Alsazia, 71 anni, il contitolare della ditta Quadrifoglio; Giuseppe Miraglia 47 anni, Roberto Raneri, di 51 anni, Ignazio Giordano, di 57 anni e Giuseppe La Barbera.

Secondo quanto dichiarato dall’AMAP, la partecipata del Comune di Palermo che gestisce le condotte idriche e fognarie in provincia, i lavori lungo la Strada Statale 113 sono stati predisposti a seguito delle ripetute segnalazioni degli ultimi giorni sulle anomalie della rete fognaria, nel tratto tra l’intersezione con via della Rotonda e la stazione di sollevamento denominata “Vini Corvo”.

Per la loro esecuzione l’Amap ha incaricato la ditta Quadrifoglio Group per ogni attività di verifica del tratto fognario.

I lavori, che prevedevano la messa in quota dei pozzetti e la disostruzione con ausilio di autospurgo, sono stati avviati il giorno 29 aprile e sono proseguiti sino ad oggi.

Secondo la Cgil siciliana sarebbero due le ipotesi all’origine della tragedia: l’inalazione di gas o un cedimento strutturale.

Per il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Palermo Girolamo Bentivoglio Fiandra “Se fossero state prese tutte le precauzioni del caso tutto questo non sarebbe successo”. Bentivoglio ha confermato che a uccidere le vittime sono state esalazioni di idrogeno solforato e ha escluso che ci sia stato un crollo all’interno delle fognature.

“Nella vasca la concentrazione dell’idrogeno solforato, gas che si forma dalla fermentazione dei liquami, era 10 volte superiore ai limiti massimi”, ha aggiunto Bentivoglio che ha spiegato che l’allarme, dato alle 13.48 al numero unico del pronto intervento, è stato girato al 118 e poi ai vigili del fuoco che in un quarto d’ora hanno mandato sul posto quattro squadre di cui una di volontari. “Il nostro personale è intervenuto immediatamente – ha spiegato il comandante – e ha recuperato prima le vittime che erano nella vasca e poi i tre che erano adagiati sulla soletta”.

“Sconvolge la notizia degli operai coinvolti nel tragico incidente avvenuto a Casteldaccia, nel palermitano. Alle famiglie delle vittime il mio profondo cordoglio, unitamente al sentimento di vicinanza verso il lavoratore che si trova attualmente nel reparto di Rianimazione all’ospedale Policlinico di Palermo. Sia fatta piena luce su questa tragedia”. Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni su X.

“Esprimo il mio profondo dolore per gli operai morti sul lavoro a Casteldaccia e la mia vicinanza alle famiglie”. Lo afferma il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, che ha manifestato per telefono il suo cordoglio al presidente della regione Sicilia, Renato Schifani.

Tra le prime reazioni anche quella del presidente della Regione siciliana, Renato Schifani: «È un dolore profondo quello che ho provato alla notizia della morte degli operai a Casteldaccia. A nome mio e di tutta la giunta esprimo il più sincero cordoglio alle famiglie delle vittime per la terribile e inaspettata tragedia che le ha colpite».

“È un’immane tragedia. Siamo sconvolti – ha detto il sindaco di Casteldaccia, Giovanni Di Giacinto -. Cinque lavoratori che sono morti per un pezzo di pane, inconcepibile”

L’Amministratore unico di Amap, Alessandro Di Martino ha raggiunto il luogo dell’incidente assieme al sindaco Roberto Lagalla e al direttore dell’azienda, Giovanni Sciortino. “A nome di tutta l’azienda, desidero esprimere il più sincero cordoglio alle famiglie dei lavoratori coinvolti in questa tragedia”.

Sulla tragedia è intervenuto anche l’ex Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: “Ancora morti sul lavoro. Sei vite umane distrutte e con loro, la esistenza dei familiari, ai quali non può essere data soltanto una pur doverosa solidarietà. Occorre accertare con massimo rigore quanto è accaduto. Dalle prime notizie sembra non sono stati rispettati i protocolli di sicurezza. La magistratura interviene per accertare e sanzionare i responsabili. Ma ancora una volta non basta l’intervento della magistratura dopo il verificarsi di una immane strage. Cosa aspetta il Parlamento ad adeguare una legislazione inadeguata e i Governi ai diversi livelli a potenziare strutture di ispezione e prevenzione che sole possono evitare stragi sul lavoro trasformato da diritto in condanna a morte?”.

“L’incidente sul lavoro che a Casteldaccia, in provincia di Palermo, ha portato alla morte di cinque operai e al ferimento di un sesto, ci lascia sgomenti. Esprimiamo cordoglio e vicinanza alle famiglie dei lavoratori coinvolti e chiediamo che si accertino al più presto le cause di questo ennesimo incidente sul lavoro, grave e inaccettabile. La sicurezza sul lavoro è un’emergenza nazionale e come tale va affrontata a ogni livello, coinvolgendo sindacati, imprese e istituzioni”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Daniele Ciulla di Federerenergia Cisal.

Le segreterie provinciali di Fillea, Filca, Feneal hanno proclamato per domani uno sciopero di 8 ore. Uno sciopero che si affianca a quello generale di 4 ore proclamato da Cgil, Cisl e Uil per tutti gli altri settori, con presidio alle ore 9 davanti alla prefettura.

La lunga scia di sangue dei decessi sul lavoro non accenna quindi ad arretrare.

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