Alganesc Fessaha: il coraggio al servizio degli indifesi

Alganesc Fessaha
Alganesc Fessaha

Alganesc Fessaha è una donna di 40 anni, laureata in medicina, nata in Eritrea che da anni vive a Milano ma che gira per il mondo per lottare contro le violenze sulle donne ed i bambini e contro le torture ai danni della popolazione del Sinai, della Libia e del Sudan. Fondatrice e presidente dell’ONG – Organizzazzione Non Governativa ndr – “Gandhi”, presta aiuto a Lampedusa, in Africa e in Medio Oriente ai profughi in fuga dal Corno d’Africa. Alganesc è diventata punto di riferimento per i familiari dei profughi che chiedono notizie dei propri cari, che segnalano scomparse o rapimenti di migranti.

L’ONG Gandhi, ha al suo attivo la scarcerazione di oltre 3000 persone dalle prigioni egiziane ed il salvataggio di oltre 650 persone dalla tortura dei beduini, senza che sia stato pagato alcun riscatto.

Fessaha, dal 2003, gira per il mondo e denuncia, attraverso i media, il traffico di esseri umani, che ha il suo epicentro in Egitto, nel deserto del Sinai, e si adopera per salvare dalle dalle mani dei trafficanti quante più persone possibile.

“La tragedia dell’immigrazione, – ha detto Fessaha – il traffico di esseri umani, il traffico di organi vengono dimenticati dai governi o trattati come emergenze ma questa non sono emergenze, questa è la vita quotidiana che esseri umani, abbandonati dal resto del mondo, sono costretti a vivere e sopportare”

Ha anche realizzato un libro fotografico “Occhi nel deserto. Gandhi nel deserto di Sinai” (Edizione Sui – collana Bene comune) per raccogliere fondi per l’ONG. È una raccolta di immagini in cui vengono mostrati corpi e volti segnati dalla violenza. Una carrellata di ferocia e atrocità che subiscono uomini, donne e bambini vittime di uno dei peggiori traffici di esseri umani di questo secolo.

Attraverso il Giornale Cittadino Press ha voluto lanciare un appello al Governo italiano per la modifica della legge Bossi-Fini e affinché l’Italia diventi portavoce in Europa di una legge che tuteli i migranti.

Il video lo puoi trovare all’indirizzo: http://youtu.be/GxxsdC60ff0