mercoledì, 1 Febbraio 2023
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Al Museo Riso la mostra di Uli Weber e il ricordo delle vittime del DC9 Itavia a Ustica raccontate da Giovanni Gaggia

Il fotografo tedesco Uli Weber dal 14 aprile fino al 15 maggio al Museo Riso di Palermo con Seductions. E al Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Giovanni Gaggia con Quello che doveva accadere, dal 6 maggio al 26 giugno

Il Museo Riso di Palermo ospita dal 14 aprile “Seductions”, la personale del noto fotografo tedesco Uli Weber, curata da Daniela Brignone in collaborazione con Paola Colombari. La mostra resterà aperta fino al 15 maggio.

Il percorso espositivo comprende circa cinquanta immagini fotografiche di grandi dimensioni, realizzate con raffinate tecniche di stampa e si snoda attraverso i ritratti iconici di personaggi famosi del mondo della moda, del cinema, dell’arte, della musica, attraverso i quali Weber cattura l’anima del soggetto; la freschezza e la genuinità di una giovanissima Kate Moss, la sensualità di Natalia Vodianova, oppure il volto satirico e ambivalente di un Boy George nella versione di un affabile diavolo.

Anche i volti di noti attori come Jeremy Irons, Hugh Grant o il noto musicista Sting sono colti nella segreta scintilla di una verità nascosta.

La ritrattistica nella sua forma pura fa da contraltare ad una selezione di immagini dedicate alla seduzione della bellezza nei linguaggi della natura. Ecco così scatti che mostrano i paesaggi della Basilicata con le sue radici antiche, nascoste, melanconiche; immagini in cui l’autore sottolinea l’incontro tra lo splendore naturale e la sua desolazione, come nella foto del ‘Monte Pollino’ o nel “Giardino degli Dei”.

Lo stesso sentimento di seduzione che ritroviamo nell’omaggio che Weber fa alla femminilità vista attraverso uno sguardo leggermente erotico e sensuale, che si rivela nelle inquadrature delle immagini di “Alter Ego” in cui l’occhio del fotografo coglie la vivacità dei colori che abitano il corpo sinuoso di una donna ritratta con l’Irezumi, i tatuaggi della tradizionale arte giapponese, sublimandolo al confine tra realtà e sogno surreale.

La stessa forza della bellezza seduttiva che si ritrova nell’interpretazione elegante e dinamica delle foto che fanno parte del Ciclo di ritratti artistici di cavalieri Polo per Hackett London, in cui Uli Weber indaga il rapporto misterioso tra l’Uomo e il mondo equino, creando veri e propri quadri, che esaltano un’estetica statuaria quasi perfetta che ci riporta al mondo greco classico.

Palazzo Belmonte Riso si trova in via Vittorio Emanuele 365 a Palermo.

Orari:
Martedì – Sabato | 9.30-19.00 (ultimo ingresso ore 18.00)
Domenica e festivi | 9.30 – 13.30 (ultimo ingresso 12.30)
Lunedì chiuso
Ingresso intero € 6,00 (con eventuali riduzioni previste)
presso la biglietteria CoopCulture. Il biglietto di ingresso da diritto alla visita del Museo.

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27 giugno 1980: il DC9 dell’Itavia in volo tra Bologna e Palermo viene abbattuto al largo dell’isola di Ustica, muoiono 81 persone. È uno dei grandi misteri italiani, irrisolto dopo oltre quarant’anni, domande senza risposte, responsabilità cadute nel vuoto. L’artista e performer marchigiano Giovanni Gaggia da oltre dieci anni ha fatto sue le voci delle vittime, dando vita a un progetto che riflette sul legame tra arte e memoria e sull’importanza e la necessità della memoria come impegno civile.

Progetto che nasce da una visita che Gaggia fece nel 2010 al Museo per la Memoria di Ustica, a Bologna, dove è custodita la grandiosa e poetica installazione di Christian Boltanski, costruita intorno alla carcassa dell’aereo. Gaggia inizia a disegnare, i suoi schizzi vivono attorno a macchie ematiche, nasce così SanguinisSuavitas, come segno di memoria viva. Cinque anni dopo, a Palermo, Gaggia realizza un arazzo, in cui ricama la frase Quello che doveva accadere, dettagli da Daria Bonfietti (presidente dell’Associazione Parenti delle vittime della strage di Ustica) durante il loro primo incontro davanti all’installazione di Boltanski. Resta sospesa l’ultima lettera, che l’artista ricamerà invece a Bologna, durante una performance. Nel 2016 Gaggia incontra le figlie di Aldo Davanzali, proprietario della compagnia aerea Itavia, morto nel 2005 e considerato a tutti gli effetti l’ottantaduesima vittima della strage. Da questo incontro nasce un nuovo capitolo del percorso e un nuovo arazzo.

Diversi altri capitoli hanno preso corpo, Quello che doveva accadere è diventato un progetto composito, artistico e civile, che utilizza linguaggi diversi.

È giunto il momento di tornare a Palermo: Quello che doveva accadere | Pratica Poetica Politica, a cura di Desirée Maida, si inaugura il 6 maggio al RISO, Museo Regionale di Arte Moderna e Contemporanea che lo ospiterà fino al 26 giugno.

La mostra, fortemente voluta dall’assessore Alberto Samonà, è promossa dal Museo Riso e organizzata e prodotta da Terzo Millennio srl – Progetti Artistici con il sostegno dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana; realizzata con la collaborazione del Museo Tattile Statale Omero di Ancona – per il quale Gaggia ha realizzato un arazzo con la scritta Quello che doveva accadere in Braille – e di Istituzione Bologna Musei | Museo per la Memoria di Ustica, in partenariato con l’associazione Parenti delle vittime della strage di Ustica e l’associazione Noi dell’Itavia.

Sarà un percorso a step: un laboratorio didattico sul potere della memoria; l’esposizione delle opere realizzate dall’artista negli ultimi 10 anni sul tema della strage di Ustica, summa del lavoro svolto finora; un nuovo arazzo che verrà donato al Museo RISO, così che a Palermo possa restare viva la memoria del disastro del 1980. Nell’ambito della mostra, verrà realizzato un catalogo edito da NFC Edizioni, concepito come un “fascicolo” che andrà a completare la pubblicazione del libro di Gaggia “Quello che doveva accadere” (2021).

IL LABORATORIO. Coltivare la memoria sin dai banchi di scuola: ne è convinto Giovanni Gaggia che con Desirée Maida condurrà (dal 28 aprile) un laboratorio con gli studenti della classe IV H del Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” di Palermo, realizzato nell’ambito del progetto formativo “Io faccio” che mette in relazione il Settore Educazione del museo RISO e il liceo palermitano. Con i ragazzi l’artista discuterà di memoria e responsabilità civile. Tutto il lavoro con i ragazzi formerà anche un video che diventerà parte integrante della mostra.

Giovanni Gaggia

[Pergola (PU), 1977]. Nel 2008 fonda “Casa Sponge”, luogo di accoglienza e rifugio di artisti. Nel 2016 pubblica il libro “Inventarium”, presentato in molte istituzioni italiane. Ha partecipato a mostre personali, collettive, progetti di residenza e conferenze su tematiche sociali e politiche. Le sue performance sono state presentate in teatri, gallerie e festival. Nel 2019 apre con una sua performance il padiglione di Beverly Pepper, collaterale della 58a Esposizione internazionale d’arte – La Biennale di Venezia. Nel 2020 realizza l’immagine della XVI giornata del contemporaneo promossa da AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani) per il MUSMA Museo della Scultura Contemporanea di Matera. Una delle quattro cover di ESPOARTE 110 per festeggiare i vent’anni della rivista è a lui dedicata. Dal 2021 Il Museo Tattile Statale Omero di Ancona ospita in permanenza il suo progetto a più voci “Quello che doveva accadere”: ovvero l’arte come memoria civile. L’intero processo è raccontato nell’omonimo libro d’artista, NFC edizioni. Nello stesso anno esce per la collana Effusioni di Gusto, Maretti editore, “Mauro Uliassi incontra/meets Giovanni Gaggia” e realizza due personali “Ho visto un’alba blu”al Museo della ceramica di Savona e “Il tempo se ne va” al MUMSMA Museo della Scultura Contemporanea di Matera.

SCHEDA MOSTRA

GIOVANNI GAGGIA

Quello che doveva accadere

Pratica Poetica Politica

6 maggio | 26 giugno 2022

a cura di Desirée Maida

PALERMO | Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea – Palazzo Belmonte Riso

Corso Vittorio Emanuele 365

info: 091.587717

www.museoartecontemporanea.it

Orari: martedì- sabato 9 > 18,30

Domenica 9 > 13

ultimo ingresso trenta minuti prima

Chiuso il lunedì eccetto i festivi. Per info sull’ingresso e la biglietteria visitare il sito di CoopCulture.

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