‘Futurismo e Futuristi – l’Impatto e l’Oltre’: presentata la mostra all’Archivio Storico

Futurismo e futuristi
Relatori presentazione della mostra 'Futurismo e Futuristi - l'Impatto e l'Oltre'

È stata presentata ieri 4 maggio, presso l’Archivio Storico Comunale, in via Maqueda 157 a Palermo, la mostra intitolata “Futurismo e Futuristi: l’Impatto e l’Oltre“, curata e organizzata da Graziella Bellone in collaborazione con Laura G. Miceli. La mostra, inserita tra gli eventi del programma di Palermo Capitale della Cultura 2018, è stata inaugurata alla presenza del consigliere comunale Francesco Bertolino e del direttore dell’Archivio storico e della Biblioteca comunale, Eliana Calandra.

Sala espositiva della mostra all’interno dell’Archivio Storico

«La mostra di oggi – spiega Francesco Bertolino durante la presentazione -, che ho avuto modo di ammirare nel palazzo delle Poste: esempio di architettura futuristica a Palermo, dà l’opportunità di poter aprire una finestra ed un interessante momento di riflessione sul futurismo, nell’ambito di Palermo Capitale Italiana della Cultura».

«L’esposizione – spiega Eliana Calandra nella nota di presentazione – affronta un tema, quello dell’avanguardia futurista con i suoi ben noti richiami al mito della velocità, dinamismo e simultaneità, che è stata oggetto di una pubblicistica sterminata e di accurate analisi e interpretazioni».

Futurismo
Materiale storico sul Futurismo

«Tale contestualizzazione – continua la Calandra – rappresenta un valore aggiunto nell’ambito di un’esposizione artistica, che permette di comprendere alcuni aspetti di assoluta attualità del movimento futurista e, al contempo, di prendere le distanze da essi, grazie ad una riflessione “contemporanea” sul ruolo travolgente e invasivo che la macchina, la velocità e la tecnologia hanno ormai assunto nel nostro vissuto quotidiano».

Il vortice
‘Il vortice’ – di Alberto Calandra (1924)

Un corpus di circa 24 opere tutte provenienti da collezione privata e da precedenti esposizioni effettuate a Roma, Frosinone, all’Università di Rende, nell’Isola Borromeo, e da molte altre, di cui 16 di Alberto Bragaglia (nella foto a destra, una delle sue opere utilizzata come copertina della locandina),  alcune del Secondo Futurismo Torinese di Armiro Yaria, Pippo Oriani, Baccio Maria Bacci, Antonio Marasco, Mario Sironi e un’installazione scultorea di Ugo Fontana e Giuseppe Lo Presti in omaggio a Prampolini.

«L’esposizione – spiega la curatrice Graziella Bellone al GCPress – vuole essere occasione di riflessione sul futurismo quale movimento di avanguardia e di rottura con il passato, documentando una parte del suo campo d’azione e ponendo l’accento sull’estetica del dinamismo e sul mito della velocità che caratterizza l’uomo contemporaneo in ogni contesto sociale».

Graziella Bellone e Laura G.Miceli accanto all’opera ‘Omaggio a Prampolini’

«Dinamicità, istantaneità e simultaneità – prosegue la curatrice della mostra – sono i tre cardini fondamentali del movimento che si oppose al canone classico dell’ordine e della stabilità, stimolando il nuovo e anticipando i tempi creativi. La nuova arte deve partire dalla città moderna, agile e mobile in ogni sua parte, esaltando tutti i simboli della società in rapida evoluzione quali la macchina, il tram, l’aereo, l’industria».

«Alla pittura statica – conclude la Bellone – si oppone una pittura dinamica, capace di rendere l’idea di movimento e velocità attraverso linee spezzate, spigolose, veloci e da colori e pennellate che evidenziano le spinte propulsive delle forme. Sembra che lo scopo degli artisti futuristi sia quello di indagare il fenomeno dell’osservazione che porta sia l’autore che lo spettatore ad una posizione dinamica attraverso la sintesi tra la percezione visiva e quella emotiva».

Bellone e Miceli
Graziella Bellone e Laura G.Miceli

Intervistiamo, in esclusiva, Laura Grazia Miceli, proprietaria del materiale cartaceo e delle opere, che durante la presentazione della mostra ha anche recitato alcuni brani di Pirandello, Marinetti e D’Annunzio e che ci ha raccontato la storia del futurismo e la sua interpretazione in epoca contemporanea: «Mi interesso d’arte da quando andavo al liceo ed in particolare a quattro movimenti: il futurismo, i macchiaioli,  l’espressionismo, l’astrattismo ma mi sono appassionata anche ai temi sociali».

«Il futurismo è un fatto compiuto – prosegue la Miceli – e non esistono futurismi al giorno d’oggi. Troviamo, infatti, tra il 1909 e il 1920, un futurismo storico, dal 1920 al 1930 vari tipi di futurismo, seguiti da un periodo di “eredità futuristica”, ma oltre gli anni ’50 il futurismo non esiste più. Alla base del movimento futurista – conclude la Miceli – vi è stato un grande lavoro di squadra perché,  nonostante entrassero spesso in contrasto tra loro, i futuristi erano sempre uniti e sono riusciti a imporsi in tutti gli ambiti artistici e culturali».

Gioielli
Gioielli antichi che fanno parte dell’esposizione

Hanno impreziosito l’esposizione nelle bacheche, materiale coevo, alcuni oggetti d’epoca, gioielli e materiale bibliografico manoscritto e a stampa della donazione De Maria della Biblioteca Comunale di Palermo: testi di grande interesse culturale e materiale cartaceo risalente al periodo futurista di notevole importanza storica.

La mostra sarà fruibile, con ingresso gratuito, fino all’8 giugno 2018 con i seguenti orari: da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13:30 e anche il mercoledì pomeriggio dalle 15 alle 17.

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