Da domani, lunedì 21 settembre, entra in vigore il nuovo aggiornamento del tariffario per le prestazioni sanitarie. Un appuntamento che in molti guardano con timore, ma che nei fatti si traduce in ritocchi contenuti e circoscritti.
Oltre l’ottanta percento dei servizi offerti dalla sanità pubblica e convenzionata, infatti, non subirà alcuna variazione di prezzo, mantenendo i listini attuali sia in Sicilia che nel resto d’Italia.
I cambiamenti riguardano principalmente le prime visite specialistiche, che vedono un incremento di un solo euro, passando da 25 a 26 euro per branche come cardiologia, ginecologia, neurologia, dermatologia e ortopedia. Piccola variazione anche per l’atto del prelievo venoso, che sale di cinquanta centesimi, da 3,80 a 4,30 euro.
Per quanto riguarda esami più complessi, come una prima visita cardiologica con elettrocardiogramma, la cifra teorica sale a 38 euro, ma allo sportello entra in gioco la tutela del tetto regionale: per singola ricetta non si pagherà mai più di 36,15 euro.
Resta invece del tutto invariato il costo delle visite di controllo, fissato alla tariffa base di 17,90 euro. Allo stesso modo, non subiscono alcun rincaro le analisi del sangue più diffuse e di routine, tra cui emocromo, colesterolo, glicemia, trigliceridi, creatinina e controlli della tiroide.
Proprio per questo motivo diventa fondamentale prestare attenzione alla compilazione dell’impegnativa da parte del medico di famiglia. La differenza tra “prima visita” e “controllo” incide direttamente sulle tasche del cittadino: la prima va indicata solo per problemi di salute nuovi, sintomi mai valutati o improvvisi peggioramenti; la seconda, decisamente più economica, serve per mostrare gli esiti degli esami o verificare una terapia già in corso.
Nessuna novità, fortunatamente, sul fronte delle esenzioni. Il Ministero della Salute e le Regioni hanno confermato che la rete di protezione per le categorie tutelate rimane del tutto intatta.
Continuano a non pagare nulla i cittadini con esenzione per reddito, i pazienti affetti da patologie croniche o rare per gli esami legati alla propria malattia, gli invalidi civili o di lavoro, le donne in gravidanza per i controlli di maternità e chi aderisce agli screening oncologici gratuiti.
Per gestire al meglio le prenotazioni ed evitare sorprese, il consiglio è quello di sfruttare la possibilità di raggruppare sulla stessa ricetta fino a otto prestazioni della medesima branca, in modo da beneficiare della soglia massima dei 36,15 euro.
Resta infine da ricordare che le tariffe aggiornate si applicano esclusivamente al Servizio Sanitario Nazionale: le visite private e la libera professione intramuraria seguono listini propri e non vengono toccate dal decreto.
L’adeguamento serve ad allineare i rimborsi pubblici per garantire la continuità dei servizi, all’interno di un sistema che continua a garantire l’accesso alle cure a costi contenuti.


