Per la Giornata della Memoria, ”Palermo Postbellica”: un tour da Porta Felice al Rifugio del Cassaro Alto

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In occasione della Giornata della memoria, a Palermo, è in programma un tour che percorrerà una parte della città dove, alcune tracce di questo periodo, sono ancora sono visibili. Una storia complessa e ricca di riflessioni, condotta dallo storico Wil Rothier insieme agli operatori culturali di Terradamare, in alcuni luoghi simbolo non solo della bellezza della città, ma anche della sua trasformazione.

Il Tour ”Palermo Postbellica”, da Porta Felice al Rifugio del Cassaro Alto

è in programma domenica 26 gennaio, a partire dalle ore 10.

Percorso: Porta Felice, corso Vittorio Emanuele, via Calderai (antico quartiere ebraico), piazza Pretoria, Rifugio antiaereo Biblioteca regionale Alberto Bombace.

Costo: € 12

Prenotazione obbligatoria: 320.7672134 – eventi@terradamare.org 

Il primo sito monumentale che si visiterà sarà una delle porte più belle della città, Porta Felice. Tra il mare e la città, nel 1581, il viceré Marcantonio Colonna pose la prima pietra per la costruzione di una Porta, a cui diede il nome della moglie donna Felice. Parteciparono alla costruzione, completata nel 1637, artisti quali Mariano Smiriglio, Pietro Novelli e Vincenzo Tedeschi. I bombardamenti bellici distrussero la parte destra della porta, fedelmente ricostruita.
Un meraviglioso panorama tra il cielo ed il mare, orgoglio della Palermo dei secoli scorsi, tra mirabili brani architettonici, la terrazza di Porta Felice diventa lo
scenario ideale per rivivere i fasti della città. Oggi, al suo interno, vi sono gli uffici del Nucleo tutela del patrimonio artistico della polizia municipale di Palermo.

Lungo il percorso, tappa all’antico quartiere ebraico, la cui popolazione è presente in Sicilia dal 1492, si procederà con alcune tappe dove le tracce di una
popolazione ricca di usanze e cultura è nascosta tra le vie della città crocevia di popolazioni e commerci.

Si continuerà percorrendo il Cassaro, soffermandosi su ulteriori elementi architettonici coinvolti dalle evoluzioni storiche del momento.

Il percorso terminerà all’interno del rifugio antiaereo della Biblioteca regionale Alberto Bombace, scrigno di testi, ma anche luogo aperto alla riscoperta costante della storia della città, rendendo fruibile, in questa occasione, quel luogo che permise di mettere al sicuro i ragazzi del Liceo Vittorio Emanuele e gli abitanti dei quartieri limitrofi.