Mamme sull’orlo di una crisi … in periodo di coronavirus

mamme sull'orlo di una crisi di nervi
mamme sull'orlo di una crisi di nervi

Per questo articolo ho preso spunto dai social, leggendo qualche accorato appello condiviso in rete da alcune mamme, che in questo momento di isolamento stanno vivendo una situazione difficile. Il loro equilibrio e soprattutto i loro nervi sono stati messi a dura prova

Sul web ho trovato delle interessanti pubblicazioni, la prima è quella di Fiona Neill, che nel 2007, ha pubblicato il libro dal titolo “Mamme sull’orlo di una crisi di nervi”, in cui “narra le vicissitudini di una madre, Lucy Sweeney che ha tre figli, un marito dalla miccia corta e una vera e propria vocazione per i disastri domestici. Sono passati anni ormai dall’ultima volta che la pila dei vestiti da lavare è scesa sotto il metro, mesi dall’ultima volta che ha fatto l’amore, settimane da quando il suo cucciolo ha cominciato a usare il cesto dell’immondizia come toilet. Ormai ha dimenticato il folle motivo per cui ha abbandonato la sua brillante carriera e la salute mentale per scegliere questa vita d’inferno in un costante stato d’emergenza. Quando poi inizia a flirtare con il Padre modello, all’improvviso tutti nodi vengono al pettine”.

La seconda pubblicazione, sempre con lo stesso titolo “Mamme sull’orlo di una crisi di nervi – elogio alle madri imperfette”, è un testo, che in realtà è un fumetto di Magali Le Huche e Gwendoline Raisson, edito da Edizioni Clichy. “Un fumetto che parla delle mamme e alle mamme (ma anche ai papà, alle zie, alle nonne e magari pure alle suocere) ma non in maniera convenzionale. È un romanzo a fumetti divertente ma a tratti disarmante. Da una parte gli aneddoti delle M.A. sono raccontati con leggerezza, dall’altra il libro presenta senza filtri alcuni aspetti della maternità poco raccontati. Uno su tutti il senso inappropriatezza che a volte si prova nel ricoprire il ruolo di madre. É un libro coraggioso e penso che molte lettrici si ritroveranno nelle situazioni raccontate dal fumetto. Si legge tutto d’un fiato e si arriva all’ultima pagina con un sorriso sul volto e un peso in meno sul cuore”.

Tornando a quanto ho letto in rete, condivido in pieno le loro preoccupazioni, i loro tormenti interiori, ma mi sovviene spontaneo un dubbio, niente niente le mamme moderne non somigliano per niente alle nostre mamme o alle nostre nonne? Indubbiamente no.

E’ pur vero che oggi la donna, nell’era del digitale e della frenesia, è soggetta a molteplici pressioni che non si possono paragonare con i tempi passati, rendendola più fragile e più vulnerabile.

Nel passato era più rilevante il legame stretto familiare, i nonni rivestivano un ruolo importante di condivisione della vita familiare. Adesso purtroppo in molti casi non è più così. Tempi moderni, dove si sono persi molti valori che prima erano alla base del vivere insieme.

Uno dei messaggi social che ho letto era una lettera aperta, a mò di appello accorato, rivolto a nientepopodimeno che, al Ministro della Pubblica Istruzione – a me non piace chiamarla Ministra come ormai in uso comune, queste storture non hanno senso, il termine al femminile non esiste, Ministro, Deputato, Sindaco, Consigliere ecc. non hanno sesso, oddio all’anagrafe si, e quindi perché storpiarli al femminile?

Tornando all’appello, la mamma spiegava punto per punto quello che non andava sulle lezioni a distanza. Questo appello si concludeva affermando che questa esperienza era stata fallimentare, soprattutto per i bimbi più piccoli. Quindi in maniera velata, ma non troppo, suggerivano al Ministro di ritornare sui suoi passi e di riaprire le scuole perché i bambini stanno sclerando e regredendo.

I bambini stanno sclerando e regredendo, o sono le mamme che stanno sclerando perché non sono più abituate ad avere in mezzo ai piedi i loro figli che fino a prima del coronavirus frequentavano la scuola, il doposcuola, le attività sportive e in alcuni casi c’erano le babysitter che ci pensavano?

Io non so se questo appello è stato scritto da una mamma casalinga, ma il mio pensiero va alle mamme lavoratrici che in questo frangente a casa devono pensare, al lavoro, ai figli, in alcuni casi anche ai mariti, e a tutte quelle necessità che una casa richiede. Ne vogliamo parlare?

Cara mamma che fai gli appelli ed inviti le altre mamma a condividere il tuo pensiero, considero giuste e calzanti le tue osservazioni, visto che voi che siete in prima linea, conoscete meglio di qualunque altro le difficoltà che ogni giorno dovete affrontare per superare  questo momento particolare, ma ti chiedo: van bene il ritorno a scuola dei figlioli, ma in che condizioni di sicurezza per la salute dei tuoi figli e di tutta la collettività?

Perché non fai una proposta concreta al Ministro in maniera tale che lei la possa prendere in considerazione. Proposte nella tua lettera-appello non ne ho viste. Facile trincerarsi dietro alle critiche, ma bisogna proporre anche le soluzioni. Non credi che il Ministro abbia agito bene chiudendo le scuole? Forse, come sostiene qualcuno il coronavirus non è mai esistito? E allora tutti i morti che ci sono stati e tra questi anche bambini, non pensi che se le scuole non fossero state chiuse in tempo, il numero dei bambini contagiati sarebbe stato esponenziale?

Rifletti cara mamma e porta pazienza. Insieme con le altre mamme formulate delle proposte concrete al Ministro, che sono sicuro le accetterà perché provengono da chi ogni giorno vive la scuola, personalmente credo che anche per lei non sia stato facile gestire questa situazione emergenziale, quindi un aiutino sarebbe gradito. Quando la situazione si sarà stabilizzata sicuramente si tornerà alla quasi normalità, ma non ci illudiamo, nulla sarà come prima, questa esperienza terribile ci ha fatto cambiare, almeno lo spero.

Con affetto

Pippo Carollo