Le vie dei tesori, un contest per scegliere tre beni da salvare

le vie dei tesori
PALERMO - SFINGI ORTO BOTANICO

Le Vie dei Tesori è pronto a recuperare – come è ormai un’abitudine da due edizioni – brandelli della storia più autentica delle città coinvolte. Come ogni anno, il festival chiede direttamente al suo pubblico di scegliere il bene (i beni) da restaurare.

È stata quindi avviata la votazione on line che consentirà di scegliere tre beni presenti nei luoghi che hanno partecipato a quest’ultima edizione.

C’è tempo per votare fino al 30 novembre. Tre tesori da scegliere fra sei candidati, si vota su www.leviedeitesori.it

Porta ingresso città di Palermo

A Palermo, “concorrono” le due imponenti sfingi settecentesche in pietra di Billiemi, all’entrata del Gymnasium dell’Orto Botanico; e l’antichissima porta conservata nei magazzini della Soprintendenza, che gli storici ritengono chiudesse Porta di Castro oppure uno degli accessi del Castello a Mare.

Catania propone il portale ligneo settecentesco interno della chiesa di san Benedetto, da cui escono le monache che ogni anno cantano al passaggio del fercolo di Sant’Agata; all’Inda di Siracusa in lizza l’affresco di Amorelli a Palazzo Greco e dieci manifesti delle tragedie realizzati tra gli anni ’50 e ’60.

Gli ultimi due “candidati” arrivano da Marsala – la cupola del famoso campanile del Carmine, uno dei siti più curiosi aperto dal festival, per sole due persone alla volta – e, da Trapani, un olio su tavola conservato nella stranissima Cappella della Mortificazione.

Presentandosi al botteghino della mostra “Capolavori perduti” – in corso fino all’8 dicembre nel sottocoro di Palazzo Abatellis, a Palermo – con uno dei coupon del festival (esauriti o non) o con una copia della guida, si potrà ottenere un biglietto ridotto del 50 per cento per visitare la mostra. Lo sconto sul biglietto è valido anche per le scuole.

Capolavori perduti” è una mostra veramente unica nel suo genere: sette
“rimaterializzazioni” in altissima definizione di altrettante opere distrutte,
rubate, bruciate, comunque ormai perse per sempre. Gli scienziati di Factum
Arte, con l’appoggio di Sky Arte, hanno studiato questi capolavori nei minimi
particolari e le hanno riprodotte con sofisticate tecnologie digitali.

Gustave Klimt_Medicina_Low res


Tre delle tele sono – in maniera diversa – legate alla censura nazista: si va da
una delle opere più controverse di Klimt, “Medicina” realizzata ad inizio ‘900,
bruciata dalle SS al castello austriaco di Immendorf nel ’45; a “La Torre dei
cavalli azzurri” di Marc, sequestrato da Hermann Goering e scomparso dalla
fine degli anni ‘40; fino a “Myrto” di Tamara de Lempicka, rubato da un generale
nazista a Parigi nel 1943 e mai più ritrovato. Quindi, il seicentesco “Concerto a
Tre” di Vermeer rubato alla collezione Stewart-Gardner di Boston nel 1990 e
mai recuperato. Il “Ritratto di Winston Churchill” di Sutherland scatenò le ire
del “soggetto” e la moglie lo bruciò in giardino nel 1954; fiamme anche per le
“Ninfee” di Monet bruciate in un incendio al MoMa, provocato da un operaio
disattento nel 1958. Fino al “Vaso con cinque girasoli” di Van Gogh acquistato da
un mecenate giapponese e distrutto sotto le bombe che colpirono Osaka
durante la Seconda Guerra Mondiale.

La mostra è stata costruita nell’ambito delle manifestazioni di Caravaggio50 per i cinquant’anni dal furto della Natività del Caravaggio dall’Oratorio di San Lorenzo, che ha fatto parte dei 170 luoghi che Le Vie dei Tesori ha aperto a Palermo.

La mostra è aperta ogni giorno dalle 9 alle 19. Biglietto ordinario: 6 euro.


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