La storia di Vittorio Ducrot, della Palermo Liberty e di una stagione in cui impresa, arte e progettazione dialogavano con l’Europa torna al centro di un incontro pubblico. Sabato 19 settembre 2026, alle ore 18.30, nel Chiostro del Palazzo dei Carmelitani, in corso dei Mille 252 a Partinico, lo scrittore Francesco Teriaca presenterà il romanzo Je suis Ducrot. A dialogare con l’autore sarà Claudia Scavone, illustratrice, curatrice e vicepresidente dell’Associazione Culturale Festina lente.
L’appuntamento rientra nella quinta edizione di “Un Chiostro di Libri 2026”, in programma sabato 19 e domenica 20 settembre a partire dalle 16.30. L’iniziativa, promossa da BCsicilia – sezione Sebastiano Tusa di Partinico, nasce con l’obiettivo dichiarato di sostenere la cultura del libro e favorire la conoscenza e la diffusione dell’editoria siciliana.
Una partecipazione ampia del mondo associativo e istituzionale, con la presenza, tra gli altri, del Centro per il Libro e la Lettura, FIDAPA BPW Italy – Sezione di Partinico, BCsicilia, Comune di Partinico, Il Maggio dei Libri, Prometeo Plus, Legambiente e Lions Club Partinico, insieme ad altre realtà culturali e associative del territorio. Due giornate costruite attorno a presentazioni e incontri con gli autori, all’interno di uno spazio storico che diventa luogo di circolazione delle idee e della produzione editoriale isolana.
Al centro dell’appuntamento delle 18.30 ci sarà uno dei romanzi più significativi della produzione di Francesco Teriaca. Pubblicato da Edizioni Ex Libris nel 2019 nella collana “La biblioteca ideale”, Je suis Ducrot è un romanzo storico liberamente ispirato alla vita di Vittorio Ducrot, imprenditore, designer e uomo politico che contribuì in maniera determinante alla storia industriale e culturale della Palermo dei primi decenni del Novecento. La ricostruzione narrativa nasce dallo studio di numerosi documenti originali, anche inediti, messi a disposizione dai discendenti della famiglia.
Il libro attraversa una Palermo che, tra la fine dell’Ottocento e la Belle Époque, vive una stagione di particolare vitalità culturale e produttiva. Le Officine Ducrot diventano il punto d’incontro fra il progetto artistico, la sapienza delle maestranze e una concezione moderna dell’impresa. Fondamentale è il rapporto con Ernesto Basile, dalla cui collaborazione nascono arredi nei quali il linguaggio Liberty, le linee flessuose e le forme ispirate alla natura entrano nella vita quotidiana, trasformando mobili e ambienti in espressioni di una precisa cultura estetica.
Nel romanzo segue anche le ombre di quella vicenda: le trasformazioni economiche, la Prima guerra mondiale, la riconversione industriale, la produzione di idrovolanti, l’avvento del fascismo, le tensioni politiche e sociali, fino al progressivo declino di un mondo che aveva fatto di Palermo un importante crocevia mediterraneo ed europeo. La stessa casa editrice presenta il volume come uno strumento per comprendere il passaggio dalla Belle Époque al clima politico e sociale che avrebbe accompagnato l’affermazione del fascismo e dell’odio razziale.
In questa prospettiva, Ducrot acquista una fisionomia che va oltre quella dell’imprenditore. La sua è anche la storia della difficile ricerca di un equilibrio fra sostenibilità economica e qualità, fra produzione e bellezza, fra responsabilità verso l’azienda e tutela delle competenze delle maestranze.
Francesco Teriaca, nato ad Alia, ha compiuto a Palermo studi universitari nel campo delle Scienze politiche e della Storia contemporanea ed è stato allievo degli storici Francesco Renda e Paolo Viola. Dirigente del Comune di Palermo, ha coltivato parallelamente una lunga attività di ricerca dedicata alla storia, alle tradizioni popolari e alla cultura immateriale siciliana. Alla saggistica storica ha affiancato la narrativa, privilegiando spesso il rapporto fra documentazione, vicende realmente accadute e costruzione romanzesca. Tra le sue opere figurano Croce di Pietra, Fontanamurata, I Costanza, I segreti del lago del Principe, Delitto alla Gurfa e I Signori dell’Acqua.
A sviluppare questi temi insieme all’autore sarà Claudia Scavone, illustratrice, artista, curatrice e vicepresidente dell’Associazione Culturale Festina lente. Il suo incontro con Je suis Ducrot ha già avuto un precedente recente: lo scorso 10 luglio, a Monreale, Scavone ha presentato Teriaca e il suo romanzo durante la seconda edizione di “Chiasso d’Arte”, rassegna letteraria da lei ideata e realizzata nel Chiasso Beato Pino Puglisi, a pochi passi dal Duomo.
In quell’occasione il dialogo aveva ampliato la lettura del romanzo attraverso questioni che riguardano la memoria, la storia dell’arte, il valore degli oggetti, la cultura materiale e la salvaguardia della bellezza. Dai mobili Ducrot alla collaborazione con Basile, dalla Palermo Liberty alla distruzione di Villa Deliella, il libro era stato messo in relazione con una domanda molto contemporanea.
La presenza di Scavone a Partinico consentirà quindi di riprendere quel confronto e svilupparlo ulteriormente, partendo dalla conoscenza già maturata del testo e dalla sua formazione nelle arti visive per accompagnare il pubblico presente alla scoperta della forte personalità di Ducrot, la cui arte e il cui spirito imprenditoriale hanno inciso sulla storia di Palermo e della Sicilia. L’incontro del 19 settembre offrirà l’occasione per verificare quanto quella esperienza continui ancora oggi a interrogare il presente: attraverso i mobili che rimangono, gli archivi, gli edifici, i disegni e soprattutto le storie che la letteratura riesce a riportare alla luce.


