Casina ”No Mafia”

Simbolo di resistenza alla mafia e di riscatto per i siciliani onesti

Era il 2012 quando il mio Direttore mi chiamò e mi mise al corrente che gli era arrivata la comunicazione che, il 22 o il 23 maggio, sarebbe stata organizzata una manifestazione all’interno di un’area di proprietà dell’Amap posta sulla collina nei pressi dello svincolo di Capaci dall’autostrada Trapani-Palermo, e mi diede l’incarico di informarmi, perché a lui non era pervenuta nessuna richiesta ufficiale, per l’utilizzo dell’impianto.

Presto fatto, feci una ricerca sul web e scoprii che, in occasione della ricorrenza dell’uccisione del Giudice Falcone, era stata organizzata una marcia di pace che prevedeva come arrivo lo spiazzo in cui si trova un manufatto in disuso dell’Enel accanto all’edificio denominato da Amap “Galleria Pecoraino”, sul quale era stata dipinta qualche anno addietro la scritta “NO MAFIA” che, con il passare del tempo, si era scolorita.

Così, presi i contatti con un esponente dell’associazione AddioPizzo, e da lì nacque un bel sodalizio.

Il perché di quella scritta in quel luogo, tristemente conosciuto nel mondo, è presto svelato: da lì, il 23 maggio 1992, fu azionato il telecomando che fece detonare circa 400 chili di esplosivo causando la morte del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti di scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Con cadenza sistematica e ripetitiva, qualche giorno prima della ricorrenza della strage, la scritta viene ridipinta in maniera da tenere sempre vivo il messaggio “NO MAFIA”.

Questa casetta, o casina “NO MAFIA”, è diventata simbolo di resistenza alla mafia e di riscatto. Tutto questo è stato possibile grazie all’iniziativa di alcuni coraggiosi ragazzi di Capaci che, una notte, armati di scale, colori e pennelli decisero di dipingere su quella parete quella scritta.

Nel 2017 a iniziare a ridipingere la scritta è stato Brizio Montinaro, fratello di Antonino, uno degli agenti della scorta che morì in quell’attentato. Brizio, da anni, è impegnato a portare la sua testimonianza nelle scuole alle nuove generazioni per ”non dimenticare”.

Sempre nel 2017 anche Pif, pseudonimo di Pierfrancesco Diliberto, noto conduttore, autore televisivo, sceneggiatore, regista, scrittore, attore, volle partecipare a ridipingere la scritta “NO MAFIA”. In quell’anno fu presente anche il giornalista Lirio Abbate, che fece un intervento davvero toccante, ma anche quello di Pif non fu da meno.

Il 23 maggio dello scorso anno, alla manifestazione, cui non ho preso parte in quanto non coinvolto, ha partecipato tra gli altri Don Ciotti di Libera.

Da tempo questo luogo, con il suo monumento simbolo, è diventato meta di frequenti visite da parte di studenti e turisti per rendere omaggio ai caduti nella strage mafiosa.

Purtroppo della manifestazione del 2012 non ho immagini, ma ricordo perfettamente che è stata un’esperienza toccante, avvincente ed indimenticabile. Infatti da quella volta non ho più partecipato alle varie iniziative che si svolgono ogni anno in città, perché preferisco stare con la gente semplice, soprattutto dove non sono presenti i soliti mestieranti che vengono ogni anno a fare solo passerella.

In sequenza, alcune immagini delle manifestazioni successive, a cui ho partecipato attivamente: