Automobilismo: Addio a Niki Lauda – il ricordo di un incontro

Avvenuto nel 1985 nel circuito di Misano Adriatico

Palermo 21.05.2019 – Svegliarsi al mattino e leggere della morte di uno dei Campioni più amati di tutti i tempi, un pilota eccezionale che ha regalato tante soddisfazioni egli sportivi italiani e che ha fatto trepidare il tuo cuore di ragazzo: ecco cosa è accaduto a me questa mattina. Sto ovviamente raccontando della notizia del decesso di Andreas Nikolaus Lauda, nato a Vienna il 22 febbraio 1949 e morto, sempre nella Capitale austriaca, il 20 maggio 2019, meglio noto al mondo come Niki Lauda.

Potrei raccontare dei suoi Titoli vinti nel 1975 e nel 1977, con la Ferrari e poi quello del 1984 con la McLaren, dei 177 GP disputati, delle 25 vittorie e delle 24 pole, della sua battaglia con James Hunt, dei contrasti con la stampa italiana e della traumatica rottura con la Ferrari, del suo tragico incidente del 1 agosto 1976 al Nurburgring ma no, non lo farò, sono fatti e cronache ormai ben noti a tutti e dei quale tutti, nel giorno della sua scomparsa, stanno scrivendo e raccontando. Scriverò invece, allegando una composizione di foto che ricordano quel giorno del settembre 1985, forse il 5 – non ricordo bene – allorquando, 27enne, dopo aver svogliatamente e pessimisticamente, convinto che la fortuna non mi avrebbe mai baciato, compilai il coupon pubblicato dal settimanale di automobilismo sportivo “ROMBO”.

La dea bendata, quella volta, posò la sua dolce mano su di me e così volai, tra l’entusiasmo dei miei amici di allora ed anche dei miei genitori, verso Misano Adriatico (oggi: Misano World Circuit Marco Simoncelli) per partecipare, unitamente ad altri 48 fortunati estratti nel sorteggio che toccò tutta l’Italia, alla manifestazione “Sfida Lauda con la UNO Turbo”, organizzata dalla Fiat, proprio per presentare la piccola ma potente vettura e dal già citato “ROMBO”.

Lauda arrivò in elicottero e scese attorniato da una folla di giornalisti, ai quali ci aggiungemmo noi, i 49 fortunati estratti. Colsi nei suoi occhi e nel viso già devastato dall’incidente del Nurburgring, un velo di timidezza ma, nello stesso tempo, di fastidio per quella folla, seppur sparuta, che lo pressava così da vicino e senza nessuna barriera di uomini di sicurezza, ai quali era evidentemente abituato.

Diciamo la verità: il Niki Lauda di allora non era per nulla simpatico e dopo il divorzio dalla Ferrari, non aveva certo dimenticato, almeno questo è il mio pensiero, le dure critiche della stampa italiana e dei ferraristi. Il Lauda di allora, pilota della Brabham-Alfa Romeo, era altezzoso e poco incline all’incontro ed al dialogo, si capiva. Mi limitai ad osservare la scena e scattai qualche foto.

Si trattò di una sorta di Slalom parallelo ed io, allora kartista in attività, riuscii a giungere sino alla semifinali.

Il Lauda degli ultimi anni, quello che abbiamo visto come DS della Jaguar prima e della Mercedes sino a non molto tempo fa, era ben diverso da quello di allora e lui stesso lo confermava raccontando di se, nelle sue recenti interviste. La malattia, i trapianti di rene e le vicissitudini fisiche contornate da frequenti ricoveri, lo avevano cambiato e ne avevo addolcito il carattere ostico ed eccessivamente riservato, aveva probabilmente compreso che degli altri, di quella gente che da giovane-pilota guarda con insofferenza, si può sempre aver bisogno.

Con lui, benché il suo ricordo rimarrà indelebile nel tempo, muore uno dei grandi Paladini dello Sport di un tempo, lo immagino adesso in compagnia di Jo Siffert, di Pedro Rodriguez, di Jim Clark, di Ayrton Senna, di Ignazio Giunti, di Ronnie Peterson, di Lorenzo Bandini, di Ludovico Scarfiotti e dei tanti Campioni, al contrario di lui, prematuramente scomparsi, a causa d’incidenti avvenuti in un tempo nel quale di Automobilismo si moriva con grande facilità e penso che, tutto sommato, con quel che gli accaduto in pista, è stato un uomo fortunato. Addio grande Niki! 

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