Scuola: scatta l’obbligo vaccini. Ammessi in classe solo col certificato

Scade il 10 marzo il termine ultimo per presentare la documentazione necessaria contro 10 malattie differenti

Obbligo vaccini

Niente più proroghe, rinvii e autocertificazioni: da lunedì 11 marzo verrà applicata la legge Lorenzin che prevede non solo sanzioni pecuniarie per le famiglie che non hanno presentato la certificazione sui vaccini dei figli, ma anche l’esclusione per i bambini, non in regola, dell’asilo nido e delle scuole dell’infanzia. Per gli altri alunni verrà applicata probabilmente solo una sanzione pecuniaria, e potranno ugualmente entrare in aula.

Secondo quanto stabilito dal Ministero l’obbligatorietà vaccinale passa da 4 vaccini (contro poliomielite, difterite, tetano ed epatite B) a 10. Si tratta di quelli contro poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, rosolia, parotite e varicella. Quest’ultima solo per i nati dal 2017 in poi. Accanto a quelli obbligatori rimane ancora la categoria di quelli raccomandati offerti attivamente e gratuitamente dalle Asl. In particolare si tratta di quelli contro il meningococco C e B e di quelli contro il rotavirus e lo pneumococco.

Categorica la risposta dei presidi che applicheranno la legge soprattutto per la fascia compresa dai 0 ai 6 anni,in cui i non vaccinati potrebbero restare a contatto con gli immunodepressi, i quali non sono tutelati da questo tipo di previsione normativa.

Le polemiche permangono sia da parte dei no-vax che all’interno dello stesso governo che matura la decisione di studiare un nuovo provvedimento, che prevederebbe il cosiddetto”obbligo flessibile”. A primo sguardo il termine sembrerebbe un ossimoro, in verità fa riferimento, secondo le parole della ministra Grillo a “misure flessibili di obbligo sui territori, e quindi anche nelle regioni e nei comuni dove ci sono tassi più bassi di copertura vaccinale o emergenze epidemiche“.

Nel frattempo secondo una stima della Società Italiana di Igiene (Siti), almeno per alcuni vaccini si sarebbe superata l’immunità di gregge, ossia la protezione indiretta che si ha quando la vaccinazione di una parte significativa di una popolazione tutela anche gli individui che non hanno sviluppato direttamente l’immunità.

In attesa dei dati ufficiali del Ministero della Salute, da alcune regioni vengono indicazioni confortanti. Le più virtuose sono finora Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Puglia e Toscana, dove le coperture per i bambini di 24 mesi hanno superato il 95%; in Veneto la copertura per il morbillo va dal 93,5% al 95,5%.

In Sicilia grande preoccupazione desta Catania, i cui casi di morbillo si sono attestati per 420 persone. Ma questi sono solo i numeri dei malati passati dagli ospedali. Per avere un quadro generale dell’epidemia dobbiamo moltiplicare questo dato per sei. Si stima che i casi dall’inizio dell’epidemia non siano meno di 3.000.

La percentuale dei vaccinati per i bimbi piccoli raggiunge solo l’85%; per controllare la patologia sarebbe auspicabile raggiungere il 95%.

Il tempo è scaduto per i bimbi nelle scuole, vaccinarsi diventa un obbligo istituzionale, oltre che morale e sociale.

Print Friendly, PDF & Email