Quella voce nel buio

Syrian children - World Press Photo Foundation
Syrian children - World Press Photo Foundation

Un grido disperato squarcia il silenzio della notte, con gli occhi ancora chiusi mi chiedo: sto sognando o l’ho sentito realmente?

Cerco di aprire gli occhi e vedo in fondo alla stanza in un angolino, o almeno mi sembra di vedere, un bimbo accovacciato con le mani in faccia che singhiozza, è tutto ricoperto da una coltre bianca.

Ancora non ci credo “è un sogno?” mi ripeto.

Mi stropiccio gli occhi e mi scuoto, cercando di svegliarmi del tutto, riguardo verso l’angolino e vedo solo una luce bianca, come una nube, il bimbo non c’è più però avverto ancora la sua presenza.

Facendomi forza mi metto seduto sul letto e scruto in tutte le direzioni cerco di accendere la lampada sul comodino ma una tenue vocina, quasi spettrale mi dice “non l’accendere ti prego”. Ubbidisco come un automa, sto sudando freddo mi faccio forza e chiedo “dove sei non ti vedo più e soprattutto chi sei?”

Quella voce tremula mi risponde immediatamente, ma non percepisco da quale parte della stanza provenga “la luce, la luce non la sopporto, non ci vedo alla luce, la luce mi ha accecato, quel lampo e quel rumore assordante, mi hanno reso quasi del tutto sordo e cieco, dove sono i miei genitori e la mia sorellina? Sono tutto ricoperto di calcinacci e di polvere tanta polvere. Poi il silenzio, il silenzio più assoluto mi avvolge. Sembra passare un interminabile tempo, e poi, e poi quelle mani, quelle mani che si fanno largo tra i calcinacci e mi afferrano, mi puliscono il viso ed io cerco di aprire gli occhi, e vedo, vedo due angeli che mi afferrano e mi fanno riemergere da quell’inferno in terra, dove ero precipitato mi abbracciano e mi baciano, ma non capisco cosa mi dicono non ci sento bene, ma io sono contento lo stesso ricambio l’abbraccio ed i baci, ma continuo a non capire”.

“Cosa è avvenuto?” Chiedo, “la mia famiglia dov’è?” Aggiungo. Ma risposta non ho, allora capisco che per loro non c’è stato niente da fare. “Perché? Perché? Perché o mio Dio. Perché?” Ripeto …

All’improvviso non vedo più quella luce bianca fioca in fondo alla stanza e non avverto più quella presenza. Ancora attonito, mi chiedo “ma cosa è successo?”

Rimango basito e cerco di capire cosa sia avvenuto ed è allora che tante lacrime mi scendono copiose sul viso.

“Ho capito” mi dico.

Rimango seduto sul letto un tempo infinito e tra me e me ripeto: “Perché? Perché? Perché o mio Dio. Perché?”

È già perché? Perché questa strage silenziosa in Siria di cui se ne era accennato ma in maniera blanda e solo adesso i media ne hanno dato maggiore risalto?

Forse perché questi morti contano meno? Non credo i morti sono tutti uguali e soprattutto perché in questo caso i morti innocenti sono tanti specie donne e bambini.

Bisogna dire basta e fare in modo che questa guerra finisca al più presto, che le superpotenze e soprattutto quel capo di stato che uccide il suo stesso popolo la smettano e che torni la pace e la serenità e che soprattutto si ricostruisca al più presto queste città di cui al momento non rimane nulla o quasi.

Facciamoci sentire, alziamo i toni delle nostre azioni, alziamo la voce affinché questi insensibili potenti la smettano di fare i tiranni, la vita umana va rispettata e preservata al di fuori di tutti gli interessi che ci potrebbero essere in gioco.

Fiducioso della sensibilità umana diaciamo basta e diamoci da fare!

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