Piste ciclabili a Palermo: Fiab chiede al Comune un confronto

La pista ciclabile di viale del Fante di Palermo è la dimostrazione di una mancanza di confronto tra il Comune e il mondo del ciclismo urbano

Fiab manifestazione per pista ciclabile viale del Fante
Fiab manifestazione per pista ciclabile viale del Fante

Da quattordici anni punto di riferimento per i ciclisti della città, il Coordinamento Palermo Ciclabile – Fiab lo scorso 4 novembre ha organizzato un incontro in viale del Fante, strada in cui è stata rimossa buona parte della pista ciclabile per motivi di sicurezza legati allo Stadio Renzo Barbera.

«Fondamentalmente è stata un’azione dimostrativa – dice l’attuale presidente del coordinamento Chiara Minì – per porre l’attenzione sulla sicurezza di questa pista ciclabile, una delle poche viste realizzate a norma a Palermo, quindi bidirezionale, della giusta dimensione, con il cordolo ben corretto. È stata smantellata e ci chiediamo perché, invece di eliminarla, non sia stata trovata una soluzione».

Su richiesta del Prefetto, infatti, i dissuasori della pista ciclabile sarebbero stati eliminati per motivi di sicurezza pubblica, per permettere il deflusso dei tifosi durante le partite in programma allo stadio. Nulla da contestare se si tratta di sicurezza, ma ciò che i ciclisti chiedono è una soluzione alternativa. Nonostante il richiamo pubblico di Fiab, nessuno del Comune di Palermo era presente. Perché garantire la sicurezza dei tifosi, che partecipano alle partite solo poche volte l’anno, e sacrificare quella dei ciclisti?

Nell’ottica di sviluppare e favorire la mobilità ciclistica in città, qual è la vostra richiesta?
«La nostra richiesta – continua Chiara Minì –  è quella di organizzare un tavolo di confronto con l’assessorato che si è occupato di fare la pista ciclabile di viale del Fante, ed eventualmente la prefettura. Si pone sempre il solito problema: della pista ciclabile abbiamo saputo e siamo stati interpellati solo a cose fatte. Fiab esiste a Palermo da quattordici anni ed è un bacino di ciclisti, esperti e tecnici del settore come urbanisti, e architetti che gratuitamente offrono le proprie competenze e la propria disponibilità all’amministrazione. Vorremmo essere coinvolti nella realizzazione delle piste, in quanto ciclisti, per evitare errori. Cosa si è ottenuto adesso con l’eliminazione della pista di viale del Fante? I ciclisti percorrono lo stesso quel tratto ma senza sicurezza».

Pista ciclabile a normaFiab chiede un confronto, chiede di essere coinvolto nell’ideazione e realizzazione delle piste perché solo il ciclista può conoscere le esigenze di chi abitualmente utilizza la bici. Ulteriore prova di questa necessità è l’incidente avvenuto di recente nella pista di via Giusti che ha visto coinvolto un ciclista Fiab mentre attraversava le strisce ciclabili. Per quanto riguarda via Dante il coordinamento ha richiesto di eseguire l’ordinanza per l’ampliamento della pista, visto che il cordolo è stato posizionato all’interno della striscia bianca.

Qual è il prossimo passo del Coordinamento Palermo Ciclabile – Fiab?
«Cerchiamo di mantenere alta l’attenzione sul tema. In futuro organizzeremo, in collaborazione con Retake Palermo, la pulizia della pista ciclabile di via dell’Olimpo. Una pista che il Comune dimentica, lasciata in uno stato di abbandono totale e non utilizzabile. Andremo lì per un evento di sensibilizzazione. Abbiamo scoperto che il Comune ha un contratto di servizio con l’Amat per quanto riguarda la realizzazione delle piste ciclabili, ma non esiste un contratto di servizio per la manutenzione delle stesse. Le fanno, ma non c’è nessuno che le mantiene. Una terra di nessuno: la pista rimane piena di foglie, sporca, piena di vetro. Per non parlare dei cassonetti, i suv o la polizia che parcheggia sopra la pista. Ma questo è un altro capitolo, il capitolo dell’inciviltà dei palermitani».

Quindi, Palermo è così retrograda rispetto al mondo del ciclismo?
«Al vero ciclista non servono le piste, basta l’asfalto o una semplice striscia. Il problema è l’educazione degli automobilisti. Fossero educati non ci sarebbe bisogno neanche della pista ciclabile. A Berlino camminavo tranquillamente, perché c’è una striscia bianca che nessuno si sogna di oltrepassare. Non c’è bisogno di niente: tu automobilista stai a sinistra, io a destra. Qui a Palermo si lamentano dicendo “Ah, basta un pennello e una striscia a terra per una pista ciclabile?”: sì, serve solo questo. Il punto è conoscere il codice della strada, è la civiltà, l’informazione. Per esempio in via Maqueda la pista ciclabile è attiva dalle ore 7 alle 10 del mattino. Poi quando la strada diventa pedonale, la pista diventa promiscua, sia per i ciclisti sia per i pedoni, che dovrebbero avere il buon senso di non sostare nella pista. Ma io critico anche i ciclisti perché nel codice della strada esistono ld regole e le gerarchie: il ciclista non può usare la pista a suo piacimento e deve seguire il senso di marcia; l’utenza debole è il pedone, quindi ha comunque la precedenza».

Print Friendly, PDF & Email