Prende il via oggi, sul lungomare di Mondello, la quarta edizione di “Ciavuri e Sapuri – CNA Artigiani Imprenditori d’Italia”, una manifestazione che non è solo festa, ma racconto vivo della Sicilia più autentica. Profumi, sapori, maestrie artigiane e parole che diventano coscienza: tutto questo si intreccia in un evento che celebra la bellezza del “fatto a mano”, la ricchezza della cultura alimentare siciliana e l’urgenza della sostenibilità.
Per la prima volta, la provincia di Palermo è protagonista di questo appuntamento grazie all’impegno della CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato, che ha voluto portare sul lungomare uno spazio inclusivo e vibrante, dove il sapere tradizionale incontra il futuro. Tra degustazioni, dibattiti, sport e laboratori, “Ciavuri e Sapuri” si conferma come un crocevia di esperienze e comunità.
Ma quest’anno il festival assume un significato ancora più profondo: il 6 e 7 settembre ospiterà la terza edizione di “A Nome Loro – Musiche e voci per le vittime di mafia”, il progetto ideato da Sade Mangiaracina che unisce arte e impegno civile. Dopo le difficoltà incontrate nel territorio di Selinunte, “A Nome Loro” trova rifugio e nuova linfa proprio all’interno di “Ciavuri e Sapuri”, in un abbraccio che è molto più di una collaborazione: è una dichiarazione di intenti.
Sul palco, a partire dalle 18, si alterneranno artisti e ospiti speciali, ma anche le voci di chi ogni giorno combatte la mafia con coraggio e verità. Perché la musica, qui, non è solo intrattenimento: è testimonianza, è memoria, è speranza. E il fatto che tutto questo avvenga in uno spazio gratuito e aperto, dove si entra solo fino al raggiungimento della capienza, rende l’esperienza ancora più condivisa e popolare.
A rendere l’atmosfera ancora più vivace, ci saranno sei punti food e uno drink, con proposte che spaziano dal panino con la milza allo sfincione bagherese, dai bao ripieni ai tacos di salmone, fino alla birra artigianale Bruno Ribadi. Un vero viaggio nel gusto, accompagnato da un’area expo con trenta aziende agroalimentari siciliane pronte a raccontare e far degustare i loro prodotti.
“Ciavuri e Sapuri” non è solo un festival: è un atto d’amore verso la Sicilia, un invito a partecipare, a conoscere, a ricordare. E quest’anno, più che mai, è anche un luogo dove la memoria delle vittime innocenti delle mafie si fonde con il profumo del pane appena sfornato e il suono delle onde. Un luogo dove la bellezza non è evasione, ma resistenza.


