Addio al Maestro Andrea Camilleri

Colui che ha fatto conoscere al mondo la "buona" Sicilia

Polizia di Stato, Zingaretti e Camilleri
Luca Zingaretti e Andrea Camilleri tra alcuni poliziotti - foto tratta dal profilo twitter della Polizia di Stato
Andrea Camilleri

Che le condizioni fossero critiche e che, vista l’età, ci fossero poche probabilità di rivederlo in tv o in teatro lo sapevamo, ma la notizia di questa mattina del decesso del Maestro Andrea Camilleri ci ha scosso, commosso e rattristato.

Lo scrittore lo scorso 17 giugno era stato ricoverato al Santo Spirito di Roma, perché colto da un arresto cardiorespiratorio, mentre si preparava a partecipare allo spettacolo che si sarebbe tenuto il 15 luglio alle antiche Terme di Caracalla con la sua  “Autodifesa di Caino”.

Per la stragrande maggioranza del pubblico, quando si parla di Camilleri lo si associa al personaggio televisivo della fiction “Montalbano”, interpretato da Luca Zingaretti, il quale appresa la notizia del decesso del Maestro su Instagram ha scritto: “E alla fine mi hai spiazzato ancora una volta e ci hai lasciato. Mancherai”. “…soprattutto mancherai – continua nel post Zingaretti – a me perché in tutti questi anni meravigliosi in cui ho incrociato la mia vita con quella del commissario, mi sei stato amico”. Ed infine l’attore che veste, dal 1999, i panni del Commissario di Polizia di Vigata, scrive: “Adesso te ne vai e mi lasci con un senso incolmabile di vuoto, ma so che ogni volta che dirò, anche da solo, nella mia testa, ‘Montalbano sono!’ dovunque te ne sia andato sorriderai sornione, magari fumandoti una sigaretta e facendomi l’occhiolino in segno di intesa, come l’ultima volta che ci siamo visti a Siracusa. Addio maestro e amico, la terra ti sia lieve! Tuo Luca”.

La Polizia di Stato, con un twitt ha ringraziato Camilleri: “Il Commissario Montalbano ha svelato tanto del nostro lavoro mettendo in luce l’umanità dei poliziotti sempre al servizio delle comunità. Ci mancherà Maestro”.

Ma Camilleri oltre che un grande scrittore con numeri da capogiro: ben 100 libri, di cui 27 romanzi di Montalbano, tradotti in 120 lingue e con oltre 30mila copie vendute in tutto il mondo, è stato anche sceneggiatore, regista, drammaturgo e insegnante italiano.

I messaggi di cordoglio e di affetto per il 93enne scrittore siciliano, nato a Porto Empedocle (AG), arrivano dal mondo della cultura, dello spettacolo e della politica. Ma ad invadere i social sono i messaggi di quelle tante persone che vedevano in Camilleri un adorabile nonno sempre pronto a raccontare, in modo affabile e da incantatore, un “cunto”, basato sulle sue idee di democrazia, eguaglianza e dignità, e descrivere la sua adorata Sicilia, terra che ha sempre raccontato, anche se da tanti anni si era trasferito a Roma.

Andrea Camilleri aveva perso la vista ma non la voglia di raccontare. Ad aiutarlo, dal 2002, la sua fedele assistente, Valentina Alferj, a cui dettava i testi dei suoi libri e che era diventata la depositaria della lingua e dei segreti di Montalbano, nonché agente dello scrittore e sua “guardia del corpo”

Era lei che lo ha accompagnato sul palcoscenico del Teatro Greco di Siracusa per impersonare Tiresia, l’indovino tebano cieco che compare già nell’Odissea per indicare a Ulisse la via del ritorno. Un personaggio scelto per affinità elettive, cieco eppure in grado di fare luce con le proprie parole.

Per volontà dello scrittore e della sua famiglia non ci sarà camera ardente e il funerale si svolgerà in forma privatissima. Probabilmente, solo dopo la sepoltura sarà reso noto il luogo in cui riposeranno le spoglie dell’autore, in modo da rendere possibile la visita ai tanti che lo hanno amato.

Caro Maestro, tu che hai scritto tanto e che hai meglio rappresentato la Sicilia, quella “buona” nel mondo e che sei per noi siciliani un grande orgoglio, non ci rimane altro che ringraziarti e augurarti buon viaggio nella speranza che, ovunque ti trovi, continui a raccontare la nostra meravigliosa Isola fatta di persone perbene come te!

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