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Ai Cantieri Culturali alla Zisa si presenta il corto “L’ultimo lento e poi andiamo via”, tratto dal romanzo di Gianni Zichichi

Due ragazzi all’ultimo anno di liceo, i primi amori, le canzoni registrate sulle audiocassette, i sogni e le incertezze di chi sta diventando adulto. Siamo a Palermo, nel 1992. Poi le stragi di Capaci e via D’Amelio irrompono nella quotidianità dei protagonisti, cambiando per sempre il volto della città e segnando un’intera generazione.

È la storia raccontata da Gianni Zichichi nel romanzo L’ultimo lento e poi andiamo via, pubblicato da Wordmage, da cui è nato l’omonimo cortometraggio che sarà presentato venerdì 6 novembre alle ore 9:30, nell’ambito delle Giornate Nazionali del Cinema per la Scuola, ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo (https://www.giornatecinemascuola.it/programma/).

Prodotto da Wordmage srl in associazione con Tramp LTD e diretto da Giuseppe William Lombardo, il cortometraggio nasce da un progetto di educazione al cinema promosso dall’Associazione per la Mobilitazione Sociale ETS, che ha coinvolto alcuni studenti delle Scuole Superiori.

I ragazzi non sono stati semplici spettatori, ma parte attiva del processo creativo: hanno partecipato all’ideazione della sceneggiatura firmata da Tancredi Bua e hanno recitato nel cortometraggio, contribuendo a dare volti, voci e nuova vita a una storia ambientata tra i banchi di scuola. Un’esperienza che ha permesso loro di scoprire il linguaggio cinematografico dall’interno, trasformando la lettura di un romanzo in un’occasione di espressione artistica, collaborazione e confronto tra generazioni.

Al centro della storia ci sono Valentina e Alessandro, studenti della III B del liceo classico Vittorio Emanuele II. La loro adolescenza, fatta di amicizie, primi amori, giri in motorino e attese per l’esame di maturità, si intreccia con gli avvenimenti che segnarono uno degli anni più drammatici della storia italiana.

Un racconto in cui la leggerezza dei diciott’anni incontra il peso della storia, ma che continua a parlare anche ai giovani di oggi: dei loro sentimenti, delle aspettative per il futuro e di quel difficile momento della vita in cui bisogna scegliere chi diventare e se restare o andare via.

A interpretare i due protagonisti sono i giovani attori palermitani Giulia Dragotto e Francesco Giammanco, che danno volto a due ragazzi che «arrancano tra voglia di crescere e speranza di rimanere sempre e comunque gli stessi», come scrive l’attore Valentino Picone nella prefazione al romanzo.

Sui titoli di coda risuona Palermo, brano dell’autore Maiogabri.

Dal cinema alla scuola: un ponte tra generazioni

Il viaggio di L’ultimo lento e poi andiamo via non si esaurisce con il cortometraggio.

Nel 2027, in occasione del trentacinquesimo anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio, il romanzo e il film diventeranno il punto di partenza di un percorso didattico rivolto alle scuole, promosso dall’Associazione per la Mobilitazione Sociale ETS insieme a Rock10eLode e Wordmage.

Attraverso la letteratura e il cinema, gli studenti saranno invitati a confrontare i sogni, le paure e le aspettative dei ragazzi del 1992 con quelli delle nuove generazioni. Un percorso per interrogare il passato attraverso gli occhi dei giovani di oggi, riflettendo sulla memoria storica, sulle scelte individuali, sulla cittadinanza attiva e sul rapporto con il proprio territorio.

L’obiettivo è fare del romanzo e del cortometraggio non soltanto strumenti di conoscenza, ma occasioni di dialogo e partecipazione, capaci di avvicinare generazioni diverse attraverso il linguaggio universale delle storie.

Le scuole interessate al progetto possono scrivere a info@mobilitazionesociale.it.

Il 18 novembre il romanzo protagonista a Palermo

Il percorso dalla pagina allo schermo proseguirà idealmente mercoledì 18 novembre alle ore 17:30, alla libreria Spazio Cultura di Palermo, con la presentazione del romanzo L’ultimo lento e poi andiamo via.

Un’occasione per ritrovare, attraverso le pagine del libro, i personaggi, le emozioni e le atmosfere che hanno ispirato il cortometraggio, riscoprendo una Palermo sospesa tra la spensieratezza della giovinezza e gli avvenimenti che ne avrebbero segnato per sempre la memoria.

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