Su proposta dell’on. Totò Lentini, la Regione disciplina i percorsi formativi per le attività della subacquea industriale (ddl 698).

L'On. Totò Lentini

Palermo – L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato nella seduta odierna il disegno di legge che disciplina i percorsi formativi per le attività della subacquea industriale (ddl 698).

Il provvedimento prevede gli standard per la formazione degli operatori subacquei : figure ad alta specializzazione capaci di svolgere lavori in ambiente marittimo (posa e saldature di tubi ed installazioni, recupero di materiali, ecc…), molto ricercate dalle imprese a livello nazionale ed internazionale.

Il testo, proposto dall’on. Totò Lentini, interviene a regolamentare la formazione degli operatori in un comparto in cui manca una normativa nazionale di riferimento. E proprio l’assenza di una disciplina dello Stato a riguardo ha, fino ad oggi, costituito un grande ostacolo per l’inserimento professionale degli operatori della subacquea industriale.

Un paradosso evidente per una regione insulare come la Sicilia, interessata dalla presenza di diversi impianti per l’estrazione, il trasporto e la raffinazione degli idrocarburi, di strutture portuali e di molteplici altre attività subacquee.

Il provvedimento disciplina le attività formative per il conseguimento delle qualifiche internazionalmente riconosciute (senza in alcun modo intervenire sull’esercizio dell’attività professionale, di competenza statale) di inshore diver (sommozzatore abilitato ad interventi fino a 30 metri di profondità), di offshore air diver (c.d. “Top Up”, fino a 50 metri) e di offshore air diver (altofondalista, fino a 200 metri con supporto di strumenti iperbarici).

Tutti i percorsi di formazione dovranno svolgersi nel rigoroso rispetto degli standard fissati a livello internazionale dall’IDSA (l’associazione mondiale delle scuole per subacquei industriali) e delle norme a tutela della sicurezza, della salute e dell’ambiente (HSE).

Al termine dei percorsi di formazione i ragazzi potranno far inserire il proprio nominativo nell’apposito repertorio telematico sul sito della Regione e riceveranno un’apposita card, che permetterà così alle aziende del settore di verificare le competenze, favorendo l’incontro fra domanda ed offerta di lavoro.
I titoli conseguiti saranno inoltre effettivamente utilizzabili sul mercato del lavoro comunitario (riconoscimento ai sensi della Direttiva 2005/36) ed internazionale.

L’intervento legislativo, inoltre, non prevede nessun nuovo onere per la Regione: i corsi potranno eventualmente essere finanziati coi fondi comunitari (FSE) o comunque operare in regime di libero mercato, fermo restando il controllo della Regione sull’effettività degli insegnamenti e dei tempi di immersione.

Sono estremamente soddisfatto per l’approvazioni di un provvedimento che apre ai giovani siciliani nuove opportunità di lavoro in un settore di alta qualificazione e dinamico.

Senza spendere fondi pubblici offriamo la possibilità, in una terra al centro del Mediterraneo, di concrete occasioni di lavoro ben remunerate in Sicilia ed altrove, nel settore petrolifero, portuale e delle installazioni marittime in genere.

La Regione ha finalmente usato bene la propria autonomia per aiutare i siciliani ad inserirsi e competere nell’attività lavorativa in tutta Europa e nel mondo.

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