Boschi, foreste, e forestali: al GCPress lo sfogo e l’appello della segretaria Flai Cgil Enza Pisa

La stagione estiva è alle porte, e ci siamo, entriamo nel cuore di una nuova “annata forestale“. Il mese scorso, in tema di assegnazione di fondi regionali, il governatore della Regione Sicilia, Nello Musumeci, aveva annunciato sessanta milioni di euro in più per i forestali, anche al fine di garantire anzi tempo una preparazione più accurata alla stagione antincendio, assicurando ai lavoratori del comparto le piene giornate lavorative.

Sulla vicenda è intervenuta Enza Pisa, segretaria Flai Cgil Palermo. «Le prime uscite del Presidente della Regione circa il “nessun giorno a casa” oggi si palesano come un’affermazione disattesa e meramente propagandistica – ha detto al GCPress la segretaria Pisa -. Siamo già a fine maggio ed ancora non vi è una pianificazione certa dei tempi e delle risorse per la realizzazione dei viali parafuoco, il cui completamento non può non coinvolgere tutti i lavoratori. Il bosco va gestito prima che si perdano altri pezzi importanti di aree boscate a causa degli incendi».

Tornando a quel “nessun giorno di fermo lavorativo” la Pisa aggiunge: «Era stato lanciato come mera provocazione, rappresentando per i forestali la speranza di riuscire a soddisfare l’esigenza di un reddito familiare. Ancora oggi continuiamo ad essere martellanti affinchè si realizzi urgentemente un cambiamento di approccio nella gestione forestale della Sicilia. Non dovremmo più parlare di giornate, ma di lavoro legato al bosco».

Enza Pisa

Tra le idee e i propositi della segretaria Flai Cgil, Enza Pisa, vi è quello di «lavorare insieme per dare a questa terra una visione globale di prospettiva che vede i boschi come risorsa e voláno di una sana economia; se qua si continua così, tra pochi anni, i boschi gestiti saranno un ricordo insieme al lavoro forestale. C’è da lavorare insieme per recepire e “declinare in siciliano” il Testo Unico Forestale, diventato da poco legge dello Stato. Facciamone occasione di nuove strategie funzionali e di riorganizzazione legislativa – sottolinea la Pisa -, con un’attribuzione di risorse finanziarie stabili, che diano sicurezza e tempestività nei pagamenti dei lavoratori».

A ciò si unisce l’esigenza di supportare, in maniera efficace ed efficiente, le attività nei boschi, per fronteggiare il dissesto e proteggere territorio, ambiente e paesaggio, incrementando l’economia nell’entroterra siciliano. «Impariamo dalle esperienze positive che nel resto d’Italia ci sono»: ribadisce su questo aspetto Enza Pisa.

In merito ad aspetti più tecnici, la segretaria Flai Cgil Palermo sottolinea: «E’ necessario passare dalla logica delle perizie, ed implementare i Piani di gestione forestale per una pianificazione e gestione degli interventi nei boschi che rispettino i tempi e le esigenze delle fasi colturali boschive, evitando che queste siano sempre subordinate all’attesa della copertura monetaria». Tra i suggerimenti, Enza Pisa propone di riqualificare e ri-professionalizzare la manodopera, nonché la classe impiegatizia e dirigenziale. «Abbiamo tante risorse e competenze che emigrano – spiega la segretaria Flai Cgil – mentre è qui che c’è bisogno di queste professionalità per contribuire, inoltre, al cambiamento culturale
nell’approccio della gestione responsabile dei boschi. In quest’ottica – precisa Pisa – avremmo la possibilità di ripristinare la solidarietà tra i lavoratori garantendo stabilità occupazionale e di reddito, con la previsione di solo due fasce (151isti  e a tempo indeterminato)».

A seguire l’appello finale della segretaria Flai Cgil Enza Pisa:

«Cresce la povertà, tutti l’analizzano e ne fanno oggetto di campagna elettorale, senza poi intervenire sul serio. Facciamo allora una petizione tra i lavoratori per rivendicare tutto questo, e non un’altra occasione per approfittare del bisogno dei lavoratori e far trovare a qualcuno spazi, agibilità e posizionamenti.
Il CIRL (Contratto integrativo regionale di lavoro), seppur con i suoi limiti, dà comunque certezza di diritti ai lavoratori, come quello di un giusto salario; è il minimo che si chiede a chi vuole ‘rappresentare’; ed i lavoratori avranno maggiori tutele in caso di malattia ed infortunio, e poi saranno messi in sicurezza con un’indennità di chilometraggio, e non un rimborso sulla base di un’autodichiarazione sull’utilizzo del mezzo proprio. Indennità che diverrebbe anche base di calcolo per la disoccupazione.
E’ facile promuovere azioni legali che, incrementando a volte il reddito degli avvocati, rischiano di danneggiare i lavoratori. Il contratto ha sanato alcune di queste vertenze “pericolose” per i lavoratori. Mentre, anche se a volte risultano impopolari, le azioni sindacali devono sforzarsi di agire per la tutela di tutti e non di pochi, e la contrattazione dei confederali ha agito in tal senso».

 

 

 

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