Bepi Garsia inebria per la rassegna “Play Piano Play” | VIDEO

Bepi Garsia
Bepi Garsia

All’insegna della musica da sentire e da vivere la magistrale esibizione del Maestro Bepi Garsia per la nuova rassegna “Play Piano Play” al Real Teatro Santa Cecilia con “Plays the music of Pino Marcucci & …”. Un viaggio nel tempo della musica quello proposto al numeroso pubblico presente che ha continuamente applaudito ed apprezzato in doveroso silenzio il Maestro.

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Un sound affasciante ed ipnotico allo stesso, quello vissuto con un programma quanto mai affascinante, originale negli adattamenti ed in buona parte anche inedito tutto inserito nel suo recital. Il repertorio proposto da Garsia, infatti, ha disegnato un emozionante percorso sonoro, partendo da temi poco frequentati, e per la prima volta eseguiti a Palermo, scritti dal compositore romano Pino Marcucci e, toccando la celebre “Rapsodia in blu” di George Gershwin, nella rara versione per solo piano, giungendo fino a Debussy. Artista assai versatile, è anche narratore di pungente vena ironica e paradossale, Marcucci gode di solida reputazione per le innumerevoli collaborazioni maturate con celebrità della lirica, come José Carreras, Placido Domingo, Vincenzo La Scola e Russell Watson, ma anche con big della musica leggera del calibro di Mina, Amedeo Minghi, Al Bano, Gianni Morandi e molti altri. «Marcucci è un autore di grande fascino – dice Bepi Garsia – perché il suo stile compositivo, complesso e raffinato ma al contempo assai godibile, guarda al passato ma con la sensibilità del presente. La sua è musica contemporanea eurocolta che attraverso notturni, tanghi argentini, valzer, preludi e molto altro sembra evocare magicamente vere e proprie colonne sonore cinematografiche per film reali o immaginari». Altra chicca del programma è l’esecuzione della “Rapsodia in blu” di Gershwin. «Le esecuzioni più frequenti della celebre pagina – spiega Garsia – sono quelle per pianoforte e orchestra sinfonica con gli arrangiamenti di Ferde Grofé. Un po’ meno usuali quelle per piano e organico squisitamente jazz (senza sezione d’archi), come mi è capitato di proporre, credo in anteprima assoluta, alcuni anni fa allo Spasimo con l’Orchestra Jazz Siciliana. Stavolta, invece, la peculiarità è che si tratta di una versione per piano solo».Il programma del recital è completato da “Pour le piano” di Claude Debussy. «E’ una suite che il grande autore francese terminò e pubblicò nel 1901 – spiega il pianista – E’ composta da tre movimenti individuali: Prélude, Sarabande e Toccata. Al di là della bellezza e della suggestione insite in queste pagine, il loro fascino, ed anche quello di buona parte della musica impressionista, è che con la loro modernità a volte sembrano anticipare l’avvento del jazz».

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