VILLAFRATI (PA), 26 settembre 2026 – A quarantotto anni dall’agguato mafioso che costò la vita a Salvatore Castelbuono, vigile urbano di Bolognetta e Medaglia d’Oro al Merito Civile, nella mattinata Villafrati ne ha ricordato il sacrificio con una cerimonia commemorativa nel luogo in cui venne ucciso il 26 settembre 1978.
Castelbuono, nato a Palermo il 26 marzo 1932 e cresciuto a Bolognetta, prestava servizio nella Polizia Municipale dal 1958. La profonda conoscenza del territorio lo aveva portato a collaborare con i Carabinieri nelle attività di ricerca di esponenti della criminalità organizzata corleonese. Il 26 settembre 1978 venne colpito a morte all’interno della propria automobile, nel territorio di Villafrati, al confine con Bolognetta. Aveva 46 anni. Alla sua memoria, il 15 ottobre 2010, è stata conferita la Medaglia d’Oro al Merito Civile per le “elevate qualità morali”, il coraggio dimostrato nella collaborazione con le forze dell’ordine e l’”elevato senso del dovere” spinto fino all’estremo sacrificio.
Per la prima volta, su invito della famiglia Castelbuono, alla commemorazione ha preso parte una delegazione dell’International Police Association – Comitato Locale di Palermo, guidata dal presidente Castrense Ganci, insieme a Vincenzo Campanella, appartenente alla Polizia Municipale di Misilmeri, e all’amico sostenitore Rosario Madè. La presenza dell’IPA si inserisce nel percorso di valorizzazione della memoria dei servitori delle istituzioni locali promosso anche dal nascente comitato IPA di Misilmeri.
“Essere qui oggi insieme ai figli Giuseppe e Antonio, nostri associati, a Carmela e a tutti i familiari è stato un dovere morale e collegiale – ha dichiarato Ganci durante il suo intervento –. Salvatore Castelbuono ha dimostrato che il rispetto per la propria terra e la difesa della legalità non hanno confini di ruolo. Il suo sacrificio resta un faro e un modello di coraggio e dedizione per tutti gli operatori della Polizia Locale e delle Forze dell’Ordine”.
Nel corso della cerimonia, Castrense Ganci ha consegnato alla famiglia Castelbuono una litografia de “L’Angelo della Giustizia” di Pippo Madè, opera scelta per il forte legame con i temi della legalità, della memoria e del sacrificio civile.
“L’Angelo della Giustizia” appartiene infatti a una delle pagine più significative della produzione civile di Pippo Madè, artista palermitano che nel corso della sua lunga attività ha più volte affrontato attraverso la pittura e la ceramica i temi della violenza mafiosa, della giustizia e dell’impegno sociale. L’opera originale è una grande maiolica collocata nella cappella gentilizia che custodisce le spoglie del giudice Paolo Borsellino, nel cimitero monumentale di Santa Maria di Gesù a Palermo.
Nell’immagine elaborata da Madè, la figura dell’angelo assume una funzione simbolica legata alla giustizia e alla memoria delle vittime: un linguaggio figurativo che attraversa una parte consistente della ricerca dell’artista e che si collega anche alla sua collaborazione con lo scrittore e studioso della mafia Michele Pantaleone, per il quale realizzò illustrazioni destinate ad alcune pubblicazioni dedicate alla denuncia della criminalità organizzata.
La consegna della litografia ha così stabilito un collegamento ideale tra due figure accomunate dal servizio alle istituzioni e dalla violenza mafiosa: Paolo Borsellino e Salvatore Castelbuono. Un gesto che ha accompagnato una giornata dedicata soprattutto alla memoria familiare e civile di un uomo che, attraverso il proprio lavoro quotidiano e la collaborazione con le forze dell’ordine, contribuì concretamente alla difesa della legalità nel territorio palermitano.
Oggi il nome di Salvatore Castelbuono continua a essere ricordato attraverso le iniziative della famiglia e delle istituzioni. Nel 2010, nel luogo dell’agguato, la Provincia Regionale di Palermo e il Comune di Villafrati eressero il cippo commemorativo davanti al quale si rinnova ogni anno il ricordo del vigile urbano ucciso.


