Vicenda pit bull a Vergine Maria, i volontari chiariscono, ma le emergenze persistono

Arrivano le precisazioni dei volontari delle associazioni animaliste che, nei giorni scorsi, sono intervenuti a sostegno del pit bull, che nel quartiere palermitano di Vergine Maria, avrebbe aggredito due persone. Ribadita la necessità di un controllo più rigido nel territorio, Laura Girgenti, responsabile Ugda (Ufficio Garante Diritti Animali), ha sottolineato l’inadeguatezza del termine “randagio”, riferito al cane protagonista della drammatica vicenda, affermando che “i pit bull non sono mai randagi. Appartengono sempre a qualcuno”. Secondo quanto riferito dalla referente palermitana Ugda, infatti, sembra che il cane coinvolto abbia un padrone. Si tratterebbe di un ragazzo, che su un motorino avrebbe tracinato l’animale com una corda. A far luce sull’accaduto l’incontro di alcuni animalisti con la famiglia della piccola Erika, la bambina aggredita dal cane, “La mamma – ha detto Laura Girgenti –  ci ha raccontato che si era fermata ad accarezzare il pitbull perché l’ha visto mettersi a pancia all’insù per farsi fare le coccole. Il cane si è, poi, avvicinato alla bambina, l’ha annusata e subito dopo attaccata. In tanti si sono lanciati per staccarlo dalla piccola, però senza alcuna intenzione di fare del male all’animale.  La famiglia, poi, è animalista, ha tre cani in casa e sa bene come trattarli. Lo hanno preso e legato a un cassonetto lì vicino, in attesa che la polizia lo prendesse in consegna”.

Il pitbull dell'aggressione
Il Pit pull che ha aggredito i bambini a Vergine Maria

Questo episodio, definito dagli animalisti una “tragedia annunciata”, sembra avere le sue radici nella poco sorveglianza, da parte di chi di dovere,  in materia di abbandoni,  “Avevamo chiesto più volte, anche al Prefetto, maggiore controllo del territorio, ma non abbiamo mai ricevuto risposta. – dicono gli animalisti – Ci hanno sempre detto che non ci sono i numeri sufficienti a operare per come necessario”.

Il consigliere comunale Giulio Cusumano, avrebbe attenzionato le tante problematiche di cui sono vittima i quattro zampe della città,  proponendo un incontro con il nuovo assessore Sergio Marino, al fine

Giulio Cusumano
Giulio Cusumano

di discutere in particolare della situazione del canile. Intanto proprio oggi l’Amministrazione comunale ha comunicato che, nella struttura di via Tiro a Segno, sarebbero rimasti 140 cani e che occorre, dunque, pensare allo svuotamento totale per avviare i lavori di ristrutturazione. Sarebbe stata, inoltre,  confermata l’attivazione di alcune attività legate alla salute e all’igiene dei cani nelle mani del personale Reset e Orlando ha più volte ribadito che “l’Amministrazione intende valorizzare il ruolo dei volontari e degli operatori animalisti e delle rispettive competenze”. Per questo motivo nei prossimi giorni, probabilmente già nella giornata di giovedì, è previsto un incontro tra il Capo Area e le associazioni animaliste per presentare una bozza di documento per la stipula di accordi operativi tra le associazioni e il Comune.

Nella vicenda si inserisce  anche l’exPresidente della Settima Circoscrizione e abitante dell’Arenella, Settimo Trapani “Il vero problema del randagismo è che in tanti anni non si è fatta nessuna vera politica per allevare e proteggere i cani abbandonati. I volontari non possono da soli affrontare il problema, che ormai ha raggiunto livelli intollerabili. Troppe persone aggredite, ma tantissimi cani avvelenati e maltrattati fino alla morte.

Settimo Trapani
Settimo Trapani

Per quanto riguarda i pitbull, invece, il problema è ancora più ampio in quanto molti padroni prendono questi cani e li allevano per fare i combattimenti, rendendoli violentissimi e, quando il cane non può più combattere,  avviene l’abbandono e qui il problema diventa serio,  perché il cane sa fare solo una cosa, combattere e mordere. Riguardo il pit bul che è diventato suo mal grado famoso a Vergine Maria, molto probabilmente sarà stato abbandonato da qualcuno, che si è preoccupato dei controlli che le forze dell’ordine vanno effettuando nel territorio . Ma questi cani sono buoni ed è ” l’uomo animale” che li rende violenti. Bisogna creare dei centri per loro dove solo persone competenti e con tanto amore possono rimettere le cose a posto. Se il Comune non velocizza il recupero dei tanti pitbull abbandonati prima a poi qualche persona ci perde la vita”.