Domenica 30 novembre a Palermo si presenta il libro di Anna Martano “Veli di zucchero. Dolci e badie di Sicilia”, collana di gastronomia di ali&no editrice, un’accurata e ricca ricerca di pasticceria conventuale, un viaggio appassionato nel passato e nel presente di una terra, la Sicilia, attraverso le sue tradizionali preparazioni dolci, alcune di esse poco note o forse rimaste troppo a lungo chiuse nelle pagine sdrucite e consumate degli antichi ricettari gelosamente custoditi da monache e speziali.
L’evento si terrà presso la sede dell’Associazione Sant’Erasmo Nautilus Odv Palermo, a Sant’Erasmo-Edificio B domenica 30 novembre alle ore 10.
Al tavolo con l’autrice Anna Martano il presidente dell’Associazione Nautilus Santi Gatto e il presidente dell’Associazione Siciliandostyle Vincenzo Perricone.
Insieme, si parlerà di un libro che, più che un ricettario, è uno scrigno di conoscenze che raccoglie e racconta ricette antiche e rivisitazioni contemporanee, perché Veli di zucchero non è solo memoria e tradizione, è anche un libro che sa guardare consapevolmente al futuro.
Come ricorda Francesca R. Barberini nella prefazione, i dolci delle monache erano gesti rituali, doni simbolici, strumenti di relazione tra dentro e fuori le mura dei conventi. Erano anche, e forse soprattutto, un linguaggio silenzioso che ha plasmato l’identità della Sicilia. Cannoli, cassate, frutta martorana, impanatigghie, crispelle di riso: ogni preparazione racchiude un racconto di fede, di antropologia, di poesia.
«La pasticceria conventuale siciliana è il vero pilastro della Sicilia dolce – scrive l’autrice – per me raccontarla significa indurre le lettrici e i lettori a conoscere aspetti meno stereotipati della mia terra e, al contempo, smontare alcuni luoghi comuni della storia siciliana. Attraverso le specialità dolciarie, narro storia e cultura, letteratura ed economia, luoghi e persone nell’intento di offrire nuovi percorsi e nuovi sguardi anche in funzione di una valorizzazione delle colture tipiche che sono la dispensa cui attinge la pasticceria conventuale. A questo si aggiunge un aspetto squisitamente linguistico: il siciliano ha piena dignità di lingua – siamo la terra di Cielo d’Alcamo e di Iacopo da Lentini – una lingua che da troppo tempo è poco parlata e rischia di estinguersi; per questa ragione ho scelto di inserire in questo libro la versione integrale, con la mia traduzione a fronte in lingua italiana, del poema “Li cosi duci di li batii”; ne fu autore Giovanni Meli, scienziato e poeta vissuto a cavallo dei secoli XVIII e XIX, che, per una precisa scelta poetica, compose solo in lingua siciliana, ma la sua fama fu tale che lo tradussero Foscolo e Goethe, un autore che andrebbe menzionato anche nelle antologie scolastiche».
Anna Martano gastronoma e gastrosofa, scrittrice e giornalista, docente e critica enogastronomica, è Prefetto per la Sicilia dell’Accademia Italiana Gastronomia e Gastrosofia e sommelier del cioccolato.


